Il sangue di Marklant ~ Miki Monticelli.
"Aveva imparato presto che la gente non aveva quasi mai ciò che meritava, giusto o ingiusto che fosse, e forse per questo non aveva mai voluto arrendersi a ciò che le pareva ingiusto. Ma non ne poteva più di vedere che nulla di quel che faceva bastava. Qualsiasi fosse la direzione che prendeva".
Il libro
Genere: Young adult, fantasy
Editore: Piemme
Collana: Freeway
Anno di pubblicazione: 2015Trama
Marca è sotto assedio da ormai quasi
seicento anni: attorno alle alte mura che difendono le case si assiepa
l’esercito delle Darkalant, da sempre nemico, e poco più in là, oltre le
montagne, rimangono in agguato gli Occlumsaac, i non-vivi, che aspettano soltanto
di poter entrare in città e possono contare sulla sfibrante e quieta pazienza
della morte. Drith ha sempre vissuto schiacciata dal peso della guerra: è la
figlia di uno degli uomini più importanti del regno e ha sempre saputo di
essere una guerriera, pronta a difendere il suo popolo dall’attacco esterno. Ha
un dono, o meglio una terribile condanna: riesce a vedere e parlare con i
morti. E questo è il marchio che la identifica come prescelta della profezia
dei Pugno, destinata a liberare la città di Marca, pagando un caro prezzo.
La mia opinione.
Questo romanzo mi attirava già da parecchio per la copertina che
vedevo in tante foto di Instagram! Finalmente sono riuscita a leggerlo e
inizialmente ero un po’ perplessa: c’erano talmente tanti personaggi e tante
cose svelate poco per volta che mi stavo perdendo. Dopo pochi capitoli, però,
il quadro si è fatto sempre più chiaro (anche se certi dettagli si scoprono
solo alla fine) e devo dire che in quelle settimane ho rimpianto di non aver
avuto più tempo libero. Perché è un libro che ti incanta. Non esagero quando
dico che uscivo di casa la mattina chiedendomi quale sarebbe stato il destino
di Drith.
Come si legge dalla trama, la protagonista è, appunto, una ragazza di
nome Drith, che conosciamo sin da bambina e la cui peculiarità è quella di
essere l’ultima discendente della stirpe dei Pugno. Il sangue Pugno porta con sé
grandi responsabilità, nonché l’enorme peso di vedere e parlare con gli spiriti
morti.
Drith è un personaggio che mi è piaciuto sin dal primo momento: è una
ragazza forte, che accetta il suo destino e decide di portare avanti quella che
dovrebbe essere la missione di ogni abitante di Marca: difendere la città dai
suoi nemici e porre fine ad una guerra che va ormai avanti da centinaia di anni.
Questo suo obiettivo, spesso, la porterà a mettere da parte amore e
amicizie. Ma credo che, nonostante tutto, uno dei messaggi principali che ci
viene trasmesso dall’autrice è proprio l’importanza di avere attorno persone
che ci stanno accanto qualunque cosa accada, che sono pronte a sacrificare
tutto per difenderti. E, soprattutto, una cosa che ci insegna l’esperienza di
Drith è che, per quanto si possa scegliere di allontanare l’amore, alla fine in
un modo o nell’altro questo ci trova sempre.
Il romanzo è scritto davvero benissimo, con descrizioni dettagliate e
personaggi talmente ben strutturati che alla fine ti sembra di conoscerli
personalmente. E ti trovi a fare il tifo per Drith durante le diverse avventure
che deve affrontare. È il classico romanzo in cui alla fine senti nostalgia per
i personaggi.
L’unica nota “negativa”, per il mio personale gusto, sono state le
descrizioni delle battaglie e delle macchine da guerra utilizzate. Quelle,
forse perché sono una ragazza, le ho trovate un po’ difficili da “digerire”.
Tuttavia, nel complesso, non tolgono nulla a questo bellissimo fantasy che vi
consiglio davvero tanto.
Commenti
Posta un commento