venerdì 20 luglio 2018

[Recensione] Tre volte di Alessia Principe - Bookabook edizioni



Trama
In un torrido pomeriggio estivo un padre perde di vista la sua bambina di due anni che sparisce senza lasciare traccia. Passati trent'anni, Giovanni, spinto da un misto di necessità e rimorso, decide di intraprendere un viaggio che spera possa aiutarlo a trovare una risposta e a riappacificarsi con il passato. Un passato che non ha influenzato solo la sua vita: cambieranno per sempre anche quelle di un'altra famiglia, lontana, diversa, e di un giovane ragazzo troppo fragile per far fronte alle mosse di un destino che ha agito subdolo e rapido come un battito di ciglia. Anche una persona perbene può fare del male? Come si convive con la colpa? Si può cambiare il corso degli eventi? I protagonisti cercheranno di capire se una vita basta a rispondere a questi interrogativi.

La mia opinione
Parlare del primo romanzo di Alessia Principe, “Tre volte”, è davvero complicato. Sono rarissimi ormai quei libri diversi dagli altri, quelli che ti entrano dentro profondamente per la storia, i personaggi, e la bravura dello scrittore.
Alessia Principe è stata, per me, una piacevolissima sorpresa. Come avete avuto modo di leggere dalla trama, il romanzo parla di un argomento molto delicato, la scomparsa dei bambini. Penso che il tema della scomparsa sia davvero difficile da trattare, così come deve essere terribile quanto provano i genitori che vedono il loro piccolo bambino scomparire da un momento all’altro, magari a causa di un piccolo attimo di distrazione. 
Tutti conosciamo tanti fatti di cronaca, tra tutti penso ad Angela Celentano, a Denise Pipitone, e tanti altri bambini scomparsi nel nulla.
La cosa che mi è piaciuta di più è stata che l’autrice, con uno stile impeccabile e coinvolgente, è riuscita perfettamente a calarsi in tutti i personaggi, permettendo anche a me, da lettrice, di immedesimarmi sia nei genitori che hanno perso la bambina, sia nella bambina che, nel frattempo, è cresciuta in un’altra famiglia, lontano dalle sue origini.
Da un lato ci sono i genitori che scontano la colpa di quell’attimo di distrazione, soprattutto il padre, Giovanni, e che ogni giorno devono fare i conti con un vuoto incolmabile. Quello lasciato dalla loro bambina, la piccola Giulia che non hanno mai smesso di cercare.
Dall’altro c’è la bambina, ormai cresciuta, che, nonostante abbia un padre che la ama, si sente costantemente fuori posto, come se le mancasse qualcosa. E forse quello che le manca sono proprio i suoi veri genitori, come se un filo invisibile e indissolubile li legasse per sempre e fosse essenziale per lei per vivere davvero.
Un romanzo dove il senso di colpa la fa da padrone, dove ogni singolo personaggio cerca di lottare con i demoni del proprio passato. Alcuni vincono e altri perdono, ma non si può non restare colpiti da ogni singolo personaggio, di cui alla fine, girata l’ultima pagina, sentirete la mancanza.

Voto finale: 5/5


giovedì 19 luglio 2018

[Review Party] La vendetta delle single di Tracy Bloom - Newton Compton editori



Trama
Suzie Miller cura la rubrica della posta del cuore per una rivista di successo. Ogni giorno dà consigli a decine di lettori che chiedono il suo aiuto per risolvere i problemi amorosi. Ma quando viene mollata nel modo peggiore possibile – che razza di uomo lascia una donna con un sms dopo esserci andato a letto? – decide che è arrivato il momento di fare qualcosa. Suzie vuole vendicarsi per tutte le volte in cui le hanno spezzato il cuore, mettendola da parte, e ha intenzione di dimostrare che è perfettamente in grado di rendere pan per focaccia. I suoi metodi sono imprevedibili, ma l’umiliazione è garantita… ed è su larga scala. Determinata a portare avanti il piano, comincia a suggerire anche a chi scrive alla sua posta del cuore modi stravaganti per reagire. E le lettere si moltiplicano: tutti vogliono i consigli della Cara Suzie. Al culmine del successo, felicemente single, ha raggiunto il suo obiettivo. O così le sembra, almeno finché un uomo le fa mettere di nuovo tutto in discussione... 



La mia opinione
Care single di tutto il mondo preparatevi a morire dalle risate grazie al romanzo “La vendetta delle single” di Tracy Bloom.
La protagonista è Suzie, una giovane donna single che è sempre stata un po’ sfortunata nelle storie d’amore. Ironicamente, Suzie cura la posta del cuore del giornale locale in cui lavora. 
A seguito di una richiesta del capo, Suzie decide di stravolgere la rubrica. Non sarà una semplice rubrica di consigli scontati per riconquistare l’amato, ma si tratterà di risposte reali, di quelle che nessuno ha il coraggio di dirti, un po’ sulla scia di “La verità è che non gli piaci abbastanza”.
Tutti noi, nella vita, siamo stati lasciati almeno una volta. E, parlo per la mia categoria, le donne, cerchiamo sempre di farci da parte in silenzio, leccandoci le ferite fino all’incontro con lo “stronzo” (passatemi il termine) successivo. Ma se per una volta uscissimo in grande stile, vendicandoci dell’umiliazione subita?
Quando il tuo lui ti lascia con un semplice sms, quando non ha il coraggio di dirti che non ti ama più, invece di cercare mille spiegazioni, di pensare che sei tu che hai qualcosa che non va, forse sarebbe bello, ogni tanto, potersi prendere una piccola rivincita.
Questo è quello che decide di fare Suzie con tutti gli uomini che ha amato in passato e che non hanno avuto il coraggio di dirle davvero come stavano le cose. 
Un libro davvero divertente, che vi farà ridere dalle prime pagine, ma anche riflettere sull’evoluzione delle relazioni di oggi. Prima c’erano le lettere, oggi c’è whatsapp ed essere mollate con un semplice sms (se ci va bene) è molto più frequente. Un romanzo dove tutte le donne si identificheranno con Suzie, una dolce e talvolta ingenua donna che, come tutte le ragazze innamorate, troppo spesso si trova a ragionare con “gli occhiali rosa” indosso. Non è finalmente il caso di togliersi gli occhiali rosa e vedere le cose come stanno? (questa espressione l’ho rubata dal mio film preferito, 500 giorni insieme, che vi invito a vedere assolutamente!). 
Unica pecca, come tutte le storie d’amore, è il finale un po’ prevedibile, che capirete dalle prime due pagine. Rimane comunque un romanzo dolce e divertente, di quelli da portare assolutamente sotto l’ombrellone! Buona lettura!

Voto finale: 3/5


lunedì 16 luglio 2018

[Review Party] La figlia scomparsa di Jenny Quintana - Garzanti


Trama
Sono passati trent’anni. Anna Flores si è costruita una vita lontano da casa. Lontano da quel polveroso paesino della campagna inglese dove ha giurato che non avrebbe mai più messo piede. Ma l’improvvisa morte della madre la costringe a tornare. A rivedere quei luoghi che la riportano al 1982, quando, in una fredda giornata d’autunno, sua sorella Gabriella è scomparsa senza lasciare traccia. Proprio lei che le ha sempre raccontato tutto e non se ne sarebbe mai andata senza prima salutarla. Da allora, la polizia ha seguito centinaia di piste senza scoprire la verità. E anche Anna ha cercato ovunque, si è posta innumerevoli domande, ha formulato le ipotesi più disparate. Tutto finito nel nulla. Nel silenzio complice dietro cui si trincerano gli abitanti del paese. Ma ora Anna ne ha abbastanza. Mentre riordina gli scatoloni della madre, trova un ritratto di Gabriella che sembra essere appartenuto all’allora vicino di casa, un uomo burbero e solitario. È il primo indizio dopo una vita passata a brancolare nel buio. Il primo a convincere Anna che deve riprendere la ricerca, forse cominciando proprio dalla proprietà di quel vicino che ha sempre avuto l’aria di una persona che nasconde qualcosa. Ha bisogno di trovare la risposta alle domande che ha ricacciato in fondo al cuore e che ora stanno riaffiorando a poco a poco. Di dissipare il mistero che avvolge la scomparsa della sorella. Ha paura, non può negarlo, ma lo deve a sé stessa, per poter andare avanti. E soprattutto lo deve a sua madre, che non ha potuto conoscere la verità, e a Gabriella, l’unica persona di cui si sia mai fidata.
Con La figlia scomparsa Jenny Quintana si è fatta notare dagli editori di tutto il mondo, che alla fiera di Londra hanno fatto a gara per aggiudicarsi i diritti di pubblicazione. Un thriller che coinvolge il lettore fin dalle prime pagine e lo trascina al centro di un mistero pluridecennale dove niente è come sembra. Un esordio sorprendente che mette a nudo le debolezze umane e ci ricorda che non esiste legame più forte di quello tra due sorelle, impossibile da spezzare.



La mia opinione
Il thriller di Jenny Quintana, “La figlia scomparsa”, è stata una vera e propria sorpresa per me. 
All’inizio non riuscivo a coinvolgermi: questa sensazione, tuttavia, è durata solo per poche pagine. Infatti, non appena inizia la parte sui flashback, la storia diventa immediatamente appassionante.
La bravura della scrittrice, non è solo quella di aver realizzato un thriller mozzafiato, nel quale fino alla fine è impossibile indovinare cosa è successo a Gabriella, la figlia scomparsa, ma anche di aver messo in luce il fondamentale legame tra sorelle.
Il romanzo inizia con Anna che torna dopo anni nel suo paese natale dal quale si è allontanata per ragioni lavorative ma, soprattutto, per sfuggire ad un grande dolore, uno dei peggiori che possano colpire un essere umano: la scomparsa nel nulla della sorella. 
Inizialmente Anna non vuole sapere più nulla del passato così tremendo e che ha preferito mettere dentro il più remoto dei cassetti della sua memoria.
Ma il passato non può essere dimenticato, soprattutto quando si tratta di una sorella. Come ha sempre detto Gabriella ad Anna, il legame tra due sorelle è indissolubile, non può essere spezzato e nessuno può dividerle.
Eppure le due sono state divise per anni e Anna, né i suoi genitori, hanno mai saputo cosa è accaduto a Gabriella, complice anche il silenzio omertoso degli abitanti del villaggio.
Inizia così la nuova ricerca di Anna che, ormai grande e matura e soprattutto rimasta da sola, scaverà nel passato per ritrovare quel legame speciale tra sorelle spezzato prematuramente, per avere una verità che chi ha perso qualcuno in quel modo, senza sapere che fine ha fatto, è imprescindibile per poter andare avanti. Un’ottima lettura per le vostre vacanze!

Voto finale: 4/5 


martedì 10 luglio 2018

[Recensione] La leggenda del ragazzo che credeva nel mare di Salvatore Basile - Garzanti


Trama
Quando si tuffa Marco si sente libero. Solo allora riesce a dimenticare gli anni trascorsi tra una famiglia affidataria e l'altra. Solo allora riesce a non pensare ai suoi genitori di cui non sa nulla, non fosse che per quella voglia a forma di stella marina che forse ha ereditato da loro. Ma ora Marco ha paura del mare. Dopo un tuffo da una scogliera si è ferito a una spalla e vede il suo sogno svanire. Perché ora non riesce più a fidarsi di quella distesa azzurra. Perché anche il mare lo ha tradito, come hanno sempre fatto tutti nella sua vita. Eppure c'è qualcuno pronto a dimostrargli che la rabbia e la rassegnazione non sono sentimenti giusti per un ragazzo. È Lara, la sua fisioterapista, che si affeziona a lui come nessuno ha mai fatto. Lara è la prima che lo ascolta senza giudicarlo. Per questo Marco accetta di andare con lei nel paesino dove è nata per guarire grazie al calore della sabbia e alla luce del sole. Un piccolo paesino sdraiato sulla costa dove si vive ancora seguendo il ritmo dettato dalla pesca per le vie che profumano di salsedine. Quello che Marco non sa è il vero motivo per cui Lara lo ha portato proprio lì. Perché ci sono segreti che non possono più essere nascosti. Perché per non temere più il mare deve scoprire chi è veramente. Solo allora potrà sporgersi da uno scoglio senza tremare, perché forse a tremare sarà solo il suo cuore, pronto davvero a volare.

La mia opinione
Il nuovo romanzo di Salvatore Basile, "La leggenda del ragazzo che credeva nel mare" riesce a trasportarci immediatamente nella storia e nei suoi personaggi.
Ho avuto la fortuna di conoscerlo in occasione di una presentazione e ho apprezzato molto l’umiltà, la schiettezza e il coinvolgimento che mette nelle sue storie, per questo mi sono approcciata al suo ultimo romanzo con molte aspettative che non sono state deluse.
Gli amanti del mare, come me, e soprattutto chi vive a contatto col mare ogni giorno, sanno quanto questo elemento della natura possa essere affascinante, ma allo stesso tempo pericoloso.
Marco, un giovane orfano che ha avuto una vita difficile, fatta di abbandoni e passaggi da una famiglia affidataria all’altra, di sofferenze e promesse mai mantenute, conosce bene l’acqua. Ne è completamente affascinato e quando, per la prima volta nella sua vita, si tuffa, capisce di essere nel suo elemento. Solo nell'istante in cui sta sospeso tra terra e mare e in quello successivo in cui entra a contatto con l'acqua, riesce a dimenticare ogni dolore e a sentirsi finalmente “qualcuno”. Anche perché, come un segno del destino, gli è stata regalata una macchia a forma di stella marina, che ha dalla nascita e che lo lega indissolubilmente al mare. 
Ma, come vi ho anticipato, il mare talvolta può essere pericoloso. E, dopo una brutta ferita a seguito di un tuffo da una scogliera, Marco è spaventato di fronte a quel gigante che potrebbe risucchiarlo da un momento all’altro. 
La sua vita cambierà radicalmente grazie all’intervento di Lara, la fisioterapista che lo prende in cura. Lara, per riuscire a far riacquistare fiducia a Marco, decide di portarlo nel paese dove è nata. Ma la riabilitazione di Marco non è l’unico motivo che ha spinto Lara a tornare nel suo paese natio. La fisioterapista, infatti, nasconde dei segreti che la accompagnano e torturano da anni, che neppure i suoi genitori conoscono. 
I segreti si rivelano al lettore piano piano, riusciamo ad intuire qualcosa, ma il quadro completo della storia si svela nelle ultime pagine, in un pathos crescente che fa sì che non si voglia abbandonare la lettura neanche per cinque minuti.
Un romanzo commovente, dove il protagonista non è solo il mare, ma anche molte tematiche importanti, come l’abbandono da parte dei genitori, la ricerca della propria identità e, tra tutte, quella che spicca maggiormente è l’amore, un sentimento che accompagna il lettore sin dalle prime pagine.
Una lettura perfetta per le vostre serate d’estate, sperando che, anche per voi, il mare possa fare da sfondo a questa bellissima storia.

Voto finale: 5/5


giovedì 5 luglio 2018

[Recensione] Sabbie Mobili di Malin Persson Giolito - Salani Editore



Trama
Stoccolma, il quartiere più elegante. Nella classe di un liceo cinque persone sono a terra, colpite da una raffica di proiettili. Accanto a loro, Maja Norberg: diciotto anni appena compiuti, brava studentessa, popolare, ragazza di buona famiglia. Tra le vittime ci sono il suo fidanzato, Sebastian Fagerman, il figlio dell'imprenditore più ricco di Svezia, e la sua migliore amica, Amanda. Nove mesi dopo, il processo sta per cominciare. Maja è accusata della strage e ha trascorso un lungo periodo in custodia cautelare. I giornali non le hanno dato tregua, nessuno crede alla sua innocenza, la ragazza della porta accanto si è trasformata nella teenager più odiata di Svezia. Peder Sander, l'avvocato difensore, ha il difficile compito di mettere in discussione quello che ormai sembra scontato per tutti, la colpevolezza della ragazza, e di fare emergere la verità di Maja. Che cosa ha fatto? O, forse, è quello che non ha fatto ad averla condotta a questo punto? Attraverso la voce di Maja, irriverente, dura, unica, ripercorriamo i fatti fino ad arrivare a quel terribile giorno. L'incontro con Sebastian, un amore malato e totalizzante, feste, tradimenti. E, mentre il racconto prosegue, si sgretola la facciata rassicurante di una comunità agiata in cui gli adulti si voltano dall'altra parte per non vedere i loro figli che - tra violenza, tensioni razziali e problemi di droga - affondano sempre di più nelle sabbie mobili.

La mia opinione
Il romanzo “Sabbie mobili” di Malin Persson Giolito, dal quale verrà tratta una serie Tv su Netflix (che ovviamente io non mi perderò) è davvero originale e interessante.
Non si tratta, infatti, del classico thriller che vi tiene col fiato sospeso, ma è un romanzo strutturato in modo molto particolare, ragionato e, a tratti, molto crudo.
Sicuramente chi ha una formazione giuridica come me lo apprezzerà, anche al fine di conoscere sistemi giudiziari diversi come quello svedese. Infatti, la storia inizia con il processo di Maja, protagonista del romanzo, accusata di aver commesso una strage nella sua classe, della quale lei sembra essere l’unica sopravvissuta.
Il libro ripercorre il processo sin dalle prime fasi e la cosa che mi ha colpito maggiormente è stata proprio la struttura che l’autrice ha voluto dare al romanzo e che lo rende, a mio parere, unico nel suo genere. Sin dall’inizio sappiamo cosa è successo. Maja è stata ritrovata sconvolta, di fronte all’omicidio dei suoi compagni di classe, tenendo tra le braccia il suo grande amore, Sebastian.
Tutti la ritengono colpevole, ovviamente più di tutti il Pubblico Ministero sarà quello che cercherà di dimostrare la sua colpevolezza, accompagnato dall’opinione pubblica che, come è tristemente noto, spesso condanna a prescindere. E nel caso di Maja ci sono tante cose che potrebbero farla apparire colpevole: non soltanto il fatto che non sia stata colpita dalle pallottole, ma anche il suo stile di vita. Spesso si viene giudicati a prescindere dai fatti, semplicemente per l’estrazione sociale o per come decidiamo di vivere la nostra vita. E Maja si trova nella parte più ricca di Stoccolma, fidanzata con Sebastian, un ragazzo tanto affascinante quanto problematico.
Emergono tanti argomenti attuali: l’uso di droghe da parte dei più giovani, l’abuso di alcool, il bullismo e le discriminazioni razziali. E poi l’argomento topico del romanzo: le stragi nelle scuole, un fenomeno che siamo abituati ad imputare agli americani ma che, in realtà, colpisce anche molte altre realtà, come quelle della Finlandia o della Svezia.
L’autrice ha costruito un buon romanzo, che svela piano piano cosa è successo quel fatidico giorno in cui i compagni di classe di Maja sono stati assassinati. Non manca qualche colpo di scena, ma non è un thriller ad alta tensione, per cui lo consiglio a chi ama i gialli particolari, diversi dal solito, dove l’autore si concentra più su argomenti sociali che su creare colpi di scena. Proprio questo, talvolta, devo ammettere che ha portato a parti un po’ noiose, come discorsi economici o etici non necessari ai fini della storia.

Voto finale: 4/5