lunedì 14 maggio 2018

[Recensione] Quando eravamo eroi di Silvio Muccino - La nave di Teseo



Trama 
Alex ha trentaquattro anni e sta per tornare in Italia. Dalla sua casa ad Amsterdam guarda una vecchia foto che lo ritrae adolescente insieme ai quattro amici che allora rappresentavano tutto il suo mondo. Gli stessi che ha abbandonato da un giorno all’altro senza una spiegazione, quindici anni prima. Lui, Melzi, Eva, Torquemada e Rodolfo erano indissolubili, fragili e bellissimi, esseri unici e uniti come alieni precipitati su un pianeta sconosciuto a cui non volevano, non sapevano conformarsi. Poi, qualcosa si è rotto. Ora Alex sta per affrontare il passo più importante della sua vita, ma, prima di chiudere i conti con quel passato e con la causa della sua fuga, ha bisogno di rivederli perché sente di dover confessare loro la verità. Una verità che nel corso di quegli anni lo ha portato ad un punto di non ritorno oltre il quale, di Alex, non resterà più nulla. Per Eva, Alex è stato il grande amore, per Rodolfo il rivale-amico che aveva rubato il cuore della ragazza di cui era innamorato, per Melzi un dio messo su un piedistallo, per Torquemada un enigma da risolvere. Nessuno è mai riuscito a superare il dolore di quell’abbandono che ha alterato il corso delle loro vite. È per questo che, nonostante tutto, decidono di accettare l’invito di Alex a trascorrere tre giorni nella sua casa in campagna – meta e rifugio di tanti momenti passati insieme. Ma quando vi arriveranno, la rivelazione che li attende sarà infinitamente più scioccante di quanto avessero mai potuto immaginare. Sarà solo l’inizio di un weekend fatto di verità e confessioni, pianti e risate. Al loro risveglio, il lunedì mattina, nulla sarà più lo stesso.

La mia opinione.
Scrivo questa recensione a pochi giorni dall’incontro indimenticabile con l’autore, Silvio Muccino, che in poco meno di un’ora è riuscito a regalarmi emozioni indescrivibili. 


Per chi se la fosse persa sulla mia pagina Instagram: il giorno in cui ero vestita come Silvio Muccino :P
Ho letto questo romanzo la scorsa settimana e sono andata a sentire la presentazione dell’autore con i personaggi nel cuore. Gli alieni, che sono diventati i miei alieni dopo la lettura del romanzo, erano là, in quella sala.
Posso dirvi che mi sono approcciata a “Quando eravamo eroi” con una certa titubanza. Avevo letto il primo romanzo, “Parlami d’amore”, molto tempo fa, presa dall’entusiasmo che fosse stato scritto da uno dei miei attori italiani preferiti, ma non l’avevo amato. Il pensiero era stato “Beh, Silvio, forse è meglio che continui a fare l’attore o il produttore!”.
Leggendo la trama di “Quando eravamo eroi”, tuttavia, mi sono subito incuriosita. Sarà per i nomi dei personaggi (Rodolfo, Melzi, Eva, Torquemada, Alex), sarà per l’età dei protagonisti, più o meno miei coetanei o forse per il titolo. In più è il primo romanzo che Silvio Muccino scrive da solo, per cui ho deciso di dargli una seconda possibilità. E non mi sono pentita.
Come vi ho accennato sopra, sono cresciuta con i film di Muccino. Adoravo, come tutte le mie coetanee, il ragazzino timido di “Come te nessuno mai”, il sognatore di “Che ne sarà di noi” e leggere il libro di Silvio a distanza di così tanti anni dal ricordo che avevo di quei film è stata una rivelazione.
Come potete leggere dalla trama, il romanzo parla proprio di cinque amici che, dopo 15 lunghissimi anni, si ritrovano, richiamati da Alex, proprio quello che si era allontanato, colui che, all’improvviso e senza tante spiegazioni, li aveva abbandonati.
Per me è stato come se, a distanza di tempo, uno dei protagonisti della mia adolescenza abbia bussato alla mia porta dicendo “Ehi, sono tornato, sono diventato un uomo e ora sono pronto a mettermi a nudo”. 
Si tratta di un libro molto profondo, dove non sono necessari grandi avvenimenti, anche se non manca la suspence di sapere cosa avrà da rivelare Alex, ma è sopratutto un romanzo dove in primo piano ci sono le emozioni, i sentimenti e le debolezze degli esseri umani. Si parla di amicizia, amore e legami indissolubili, ma anche della difficoltà di crescere e di capire cosa siamo e cosa vogliamo diventare.
Chi mi segue sa benissimo che difficilmente io piango durante la lettura, mi capita più quando guardo un film: quando accade significa che il libro mi è entrato nella pelle e avrà sempre un posto speciale. 
Leggere questo romanzo è come sentirsi a casa, entrare silenziosamente nelle vite di questi fantastici alieni e diventare parte di loro. Perché, vi assicuro, in ognuno di loro troverete qualcosa di voi. 

Si dice che “ogni scrittore parla di sé, se è bravo, ti illude che parli di te”: posso dirvi con certezza che Silvio Muccino, facendosi riscoprire in una veste nuova, non solo parla di sé, ma si immedesima in tutti noi, che sempre più spesso ci sentiamo degli alieni in un mondo sempre più difficile. 

Voto finale: 5/5


lunedì 7 maggio 2018

[Recensione] Le stelle cadranno tutte insieme di Iacopo Barison - Fandango Libri


Trama
Fin dove è giusto spingersi per realizzare i propri sogni? Qual è il limite dell'ambizione? E dell'amore? "Le stelle cadranno tutte insieme" racconta il legame fra tre ragazzi che abbandonano la provincia con un solo obiettivo: diventare famosi. Aria, eterea come il suo nome, vede i morti intorno a lei ed è convinta di poterci parlare. Danny vuole fare l'attore, è bisessuale e vive la sua vita come fosse un film epico e lui il protagonista. Infine c'è l'io narrante, l'anima inquieta del trio, che vorrebbe scrivere una sceneggiatura per leggere il suo nome sul grande schermo. Il romanzo accompagna i protagonisti attraverso una città scintillante e frenetica, eppure piena di ombre, dove ognuno tenta di inseguire la propria idea di felicità tra fantasmi, misteriose sparizioni e avvistamenti UFO.

La mia opinione
Di certi libri è davvero difficile parlare, raccontare agli altri che si accingono a leggerli cosa hai provato durante la lettura. “Le stelle cadranno tutte insieme” è proprio uno di questi romanzi, di quelli che ti entrano dentro, il classico caso in cui senti che un po’ parlano di te.
Iacopo Barison narra brillantemente uno dei periodi più difficili della vita di un uomo: quello della crescita, della realizzazione, della ricerca di sé e del proprio ruolo nel mondo.
E lo fa attraverso tre amici, profondamente diversi tra di loro, ma con un sogno in comune che li lega in modo indissolubile: quello di diventare famosi.
La loro storia è raccontata proprio da uno dei tre, quello che da un lato riesce meglio a realizzarsi professionalmente, dall’altro nasconde delle insicurezze profonde che lo portano a vacillare continuamente nella sua sfera personale.
Gli altri due protagonisti sono Aria e Danny. Aria è uno dei personaggi che ho amato di più: una ragazza fragile, tormentata dai fantasmi. Sì perché lei vede i morti e sente tutto quello che provano, e questa sua caratteristica la rende troppo spesso facile vittima di prese in giro. 
Danny, invece, ha una grande paura: quella di morire. E, proprio per questo, rifiuta categoricamente di recitare le parti dove il personaggio muore. Tuttavia, come sappiamo bene, se vuoi diventare famoso, devi scendere a compromessi.
Ma il filo conduttore non è solo rappresentato dal forte legame di un’amicizia indissolubile, dal sogno di diventare famosi, dalle cadute e dalle rivincite: un ruolo fondamentale nella storia è, secondo me, rappresentato da due personaggi secondari, ma non per questo meno significativi.
Da un lato c’è il fratello di Aria, tossicodipendente che crede negli UFO. Si tratta di una figura che ho amato profondamente: spesso è facile cadere nelle dipendenze, di ogni genere, e la cosa più difficile è uscirne. E il fratello di Aria ci prova continuamente, con un unico forte pensiero: quello di non deludere la sorella, che sa di aver ferito più e più volte. 
Dall’altro lato c’è il padre dell’io narrante, di cui non sapremo mai il nome. Un uomo silenzioso, il classico genitore un po’ all’antica che si chiude davanti al sogno del figlio, che gli sembra il capriccio di un adolescente e non un vero lavoro. Il protagonista avrà spesso un rapporto conflittuale con il padre, ma, come spesso accade, si renderà conto del ruolo fondamentale che ha rivestito nella sua vita, dell’amore che gli ha trasmesso nonostante i silenzi e le scarse manifestazioni d’affetto.
Una storia di perdite, di speranze, sogni e di ritrovarsi, che lascia un senso di malinconia, ma anche di speranza.
Ho amato la scrittura di Iacopo Barison, mai banale, inaspettata e coinvolgente. Assolutamente da leggere.

Voto finale: 5/5


lunedì 30 aprile 2018

[Review Party] L'ho fatto per te di Laurent Scalese - Leone Editore




Trama
Esiste il crimine perfetto? Samuel Moss dice di no, e ha appena finito di spiegarlo ai suoi studenti del corso di Criminologia dell'università di Lazillac, quando viene contattato dalla commissaria di polizia del paese. Jade Grivier, editrice e scrittrice di enorme successo ma vittima di un terribile blocco creativo, si è suicidata nella sua villa. La commissaria però non è convinta si tratti davvero di suicidio, e vuole chiedere proprio a Moss di indagare sul caso. Samuel è un uomo stravagante, dalle molteplici manie ossessive, ma è anche un detective geniale, e si accorge immediatamente che la tesi del suicidio non sta in piedi. Provarlo, però, sembra impossibile: non c'è un movente credibile e tutti gli indiziati hanno un alibi di ferro. È stato commesso davvero il crimine perfetto?

La mia opinione
Da sempre criminologi, scrittori, registi si interrogano su un quesito fondamentale “Il crimine perfetto esiste? Sarà possibile compiere un reato senza lasciare alcuna traccia?”.
A questa domanda cerca di rispondere Samuel Moss, un eccentrico poliziotto e professore di criminologia all’università. Il comandante Moss viene sempre chiamato nelle scene dei crimini, dove tutti sono pronti a sopportare le sue manie per un semplice motivo: è un uomo geniale. Quelli che per gli altri sono semplici dettagli irrilevanti, per lui sono prove da seguire.
Quando la scrittrice Jade Grivier viene trovata morta nella sua villa, tutti sono convinti che abbia deciso di porre fine alla sua vita. L’unico che non crede alla tesi del suicidio è proprio Samuel, che è convinto che la famosa autrice di romanzi sia stata assassinata. 
Nella sua indagine verrà affiancato da una nuova partner (il nostro comandante, per le sue particolarità non riesce mai a far restare una partner per più di un’indagine), una donna forte che gli darà del filo da torcere e che, dopo le prime reticenze, si accorgerà della genialità di Samuel, riuscendo ad aiutarlo e a scoprire degli indizi fondamentali.
La particolarità di questo romanzo sta nel fatto che è la prima volta che mi capita che venga rivelato subito l’assassino! Non pensate, però, che questo rovini la suspense o renda l’indagine meno interessante. Il comandante Moss, infatti, ha un modus operandi che lo rende diverso da tutti gli altri. Ritenendo che il crimine perfetto non esista, ma il criminale perfetto sì, capisce che bisogna fidarsi del proprio istinto e concentrarsi su quello che lui pensa essere l’assassino che, prima o poi, commetterà un errore.
Nonostante Moss sappia già chi è l’assassino la storia è adrenalinica. Penserete che sia folle, dubiterete delle sue intuizioni, cercherete di smontare le sue tesi, in un crescendo di suspense che ruota, soprattutto, intorno all’inaspettato movente.
Si tratta del primo romanzo che leggo di Laurent Scalese e posso dire con certezza che questo scrittore non ha nulla da invidiare a suoi più noti colleghi francesi, come Grangé, a mio parere uno dei maestri del thriller francese.
Se state cercando un giallo diverso dal solito, questo fa al caso vostro!

Voto finale: 5/5

martedì 24 aprile 2018

[BlogTour] Seconda Tappa: I personaggi di Esper - Il terzo occhio



Buongiorno lettori e lettrici! Oggi il blog è felicissimo di ospitare la seconda tappa del “BlogTour” dedicato ad Esper - Il terzo occhio di Valeria Terenzi, pubblicato dalla casa editrice Genesis Publishing.

La tappa di oggi prevede un Focus sui protagonisti del romanzo: in particolare, potrete indicare nei commenti il personaggio preferito o a cui vi sentite più affini! Il commento è importantissimo per partecipare all’estrazione di bellissimi premi librosi (trovate tutte le regole alla fine del post! Buona lettura e buon divertimento!

                                     I protagonisti di Esper – Il terzo occhio


 Kaytlin Hill (Maia Mitchell)
Kaytlin è una ragazza solitaria, con un passato drammatico alle spalle e una strana capacità di cui nemmeno lei sa spiegarsi l’origine o il potenziale. Per colpa di questa sua particolarità a scuola viene emarginata da tutti tranne che dal suo unico amico, Connor Walker. 





Connor Walker (Freddie Highmore)
È il migliore amico di Kaytlin e non è esattamente il ragazzo più popolare della scuola. Alto e mingherlino, è spesso vittima di bullismo da parte dei membri della squadra di pallanuoto. Nonostante ciò per Connor vale comunque la pena andare a scuola solo per poter ammirare Ember Easley, la ragazza di cui è innamorato praticamente da sempre. 


Ember Easley (Holland Roden)
Capelli rossi, occhi verdi e un fisico perfetto. Insieme a sua cugina Lily è considerata la ragazza più bella della scuola. Ember però non è la ragazza “facile” che tutti credono. Nasconde un animo tormentato, diviso tra quello che dovrebbe essere e quello che vuole essere. 


Lily Easley (Dove Cameron)
Come la cugina, Lily ha tutti i ragazzi (e non solo) ai suoi piedi. I capelli biondi e gli occhi azzurri la fanno sembrare la perfetta raffigurazione di un angelo. In realtà il suo aspetto cela qualcosa di molto più oscuro e pericoloso. 

È il nuovo arrivato in città, figlio del vicesceriffo e di una donna con una profonda cicatrice sul volto. Potrebbe sembrare un ragazzo normale, affascinante e sicuro di sé, ma Trevon ha allo stesso tempo un animo sensibile e coraggioso. Gli abitanti di Easley Lane impareranno presto a conoscerlo e a capire che forse il suo arrivo in città non è stato esattamente un caso.





REGOLE DI PARTECIPAZIONE

- Scegliere un numero compreso fra 1 e 90.
- Diventare lettore fisso dei blog partecipanti:


- Commentare almenotre tappe su cinque.


PREMI

I premi messi in palio per il Tour sono tre:
I POSTO:una copia cartacea autografata del romanzo Esper – Il terzo occhio.
II POSTO: una copia ebook (nel formato a scelta tra .epub e .mobi) del romanzo Esper – Il terzo occhio+ un ebook (nel formato a scelta tra .epub e .mobi) a piacere dal nostro Catalogo.
III POSTO: una copia ebook (nel formato a scelta tra .epub e .mobi) del romanzo Esper – Il terzo occhio.

N.B.: I premi sono privi di valore commerciale, in quanto frutto di donazione.


VINCITORE

Vincono i primi due numeri estratti sulla ruota di Milano, nell’estrazione in data 1 Maggio 2018.
In caso di non uscita dei numeri scelti dai partecipanti. Se nessuno dei cinque numeri corrisponderà, si passerà alla ruota di riserva (Roma). 
Il risultato sarà pubblicato sul blog della Casa Editrice: “Writing with Genesis Publishing”, il giorno 2 Maggio 2018.
I vincitori dovranno contattare la Casa Editrice al suo indirizzo email genesispublishing@live.com, per reclamizzare i premi, indicando l’indirizzo al quale si desidera ricevere il cartaceo e il formato preferito degli ebook.

lunedì 16 aprile 2018

[Recensione] H&J di Paolo Montaldo - Edizioni La Zattera


Trama
H&J è la storia di una amicizia molto speciale, perchè oltrepassa le odiose barriere imposte da una vigliacca malattia, l'autismo. Un piccolo animaletto, June, che grazie al suo sconfinato amore per il padroncino Henry, riuscirà a portare un po' di luce in una famiglia che fino a quel momento aveva vissuto nell'ombra della malattia. Il volume si fregia di due illustri presenze, con l'introduzione scritta dal grande Ireneo Picciau e la nota scientifica a cura della bravissima Giorgia La Licata.

La mia opinione
Ho sempre amato i romanzi che parlano di animali, soprattutto dei cani, e di quanto questi esserini speciali entrino silenziosamente nelle nostre vite diventandone parte fondamentale e regalandoci amore incondizionato.
Per questo non potevo non leggere il libro di Paolo Montaldo, un bravissimo scrittore sardo, che con H&J affronta un tema molto importante e delicato: la pet therapy.
Già da molto tempo è diffusa nella comunità scientifica la convinzione che la presenza di un animale sia fondamentale all’uomo per affrontare le malattie.
Nel romanzo l’autore ci trasporta nel mondo di Henry e dei suoi genitori. Henry è un bambino “speciale”. Utilizzo questo termine di proposito, per sottolineare un passaggio molto importante del libro, la difficoltà delle persone che gli stanno attorno e degli stessi genitori a definirlo un bambino “normale”. Henry ha una malattia, l’autismo, che gli fa percepire ciò che lo circonda in modo diverso dagli altri. Questo non vuol dire che non sia intelligente, anzi probabilmente ha un intelligenza superiore a tutti gli altri: solo che non riesce ad esprimere se stesso come tutti i bambini, ha dei rituali che devono essere rispettati, ogni piccolo cambiamento nella sua quotidianità può farlo soffrire.
I suoi genitori sono meravigliosi in questo: tutto quello che fanno è dedicato a questo bambino, alla speranza di offrirgli sempre cure migliori.
E la sua vita cambierà profondamente grazie al padre, voce narrante della storia, che lo porterà in un’altro Stato dell’America, in una clinica specializzata per le malattie come la sua. Qua il bambino conoscerà June, un piccolo cagnolino che con il suo amore infinito aiuterà Henry a creare finalmente un rapporto di fiducia, dedizione per l’altro e amicizia.
Come vi ho accennato la voce narrante è quella del padre di Henry, che è una delle cose che più ho apprezzato del romanzo per vari motivi. Innanzitutto perché nel corso del libro si vede il percorso difficile di due genitori alle prese con qualcosa di più grande di loro, i crolli e le risalite, l’amore sconfinato verso il loro unico figlio, la voglia di dargli sempre il meglio. Inoltre, l’autore ha scelto di raccontarci la storia entrando nei pensieri del padre, con un ritmo incalzante, che permette di immergersi completamente nel libro e vivere gli stessi sentimenti dei protagonisti. 
Penso sia questo il punto di forza del romanzo: uno stile diretto, alla portata di tutti, grandi e piccoli, che ne ha fatto un successo anche nelle scuole, proprio per la sua capacità di coinvolgere qualunque lettore, emozionarlo, farlo arrabbiare e piangere con i protagonisti. 
Un solo appunto finale, nonostante sia alla terza ristampa, richiederebbe qualche modifica sulla sistemazione delle virgole, che spesso dividono soggetto da verbo. 
Per il resto H&J è una storia profonda di amicizia, amore, coraggio, fiducia, che mi ha commosso tantissimo e che tutti dovreste leggere. 

Voto finale: 5/5