mercoledì 28 giugno 2017

[Recensione] Il libro maledetto di Kai Erik - Sperling & Kupfer




Trama
Durante una lezione universitaria, uno studente coglie alla sprovvista il professore di lettere, Mickel Backman, chiedendogli di un libro che nessuno avrebbe mai dovuto nominare: una raccolta inedita di poesie scritte a inizio Novecento. Il giovane autore, tale Leander Granlund, non conobbe mai il successo come poeta, ma divenne tragicamente noto come assassino, accusato di aver avvelenato sposi e invitati a un banchetto di nozze, e poi l'editore che si era rifiutato di pubblicarlo. Un retroscena dai contorni oscuri, una fitta trama di passione e follia perdurata nel tempo, perché i versi misteriosi sembrano non aver mai cessato di riversare la loro influenza funesta su chiunque ne sia entrato in possesso. Lo studente - Pasi, un tipo tormentato e sfuggente - è convinto che il professore sappia molto di più di quanto non voglia ammettere, e non ha alcuna intenzione di abbandonare la ricerca su quel poeta maledetto. Dopotutto, che male può fare un manoscritto scomparso da decenni? Non sa che entrarne in possesso è come mettere piede all'inferno. O forse è proprio il richiamo di quell'abisso ad attirarlo. Fino a quando non ne vedrà il fondo. Da un giovane autore acclamato come il nuovo fenomeno della narrativa nordica, una storia di passione e ossessione, tradimento e vendetta. Un viaggio da brivido nel cuore oscuro della letteratura, là dove i libri possono distruggerti anziché salvarti.

La mia opinione
Molto spesso ci capita di leggere storie sul potere salvifico dei libri: la letteratura, come sappiamo bene noi amanti dei romanzi, unisce persone diversissime tra loro, ci permette di viaggiare in luoghi lontanissimi e meravigliosi senza muoverci di casa, apre la mente e xi fa scoprire ogni giorno cose diverse.
Nel romanzo "Il libro maledetto", come intuirete dal titolo, le cose vanno un po’ diversamente e il bravissimo giovane scrittore finlandese, Kai Erik, costruisce una storia di misteri, passioni, amore, pazzia: tutti sentimenti legati a questo vecchio libro di poesie, che nel mondo della letteratura vorrebbe decisamente essere dimenticato.
Tutto inizia durante una lezione universitaria, quando un giovane studente chiede al professore di poter fare un lavoro su un libro “maledetto”. Il caso vuole che Mickel, il professore di lettere, ha un passato legato proprio a questo vecchio libro, che in qualche modo ha influenzato le sue amicizie e i suoi amori.
Così, non appena lo studente inizia a porre le domande, Mickel, piuttosto impacciato, cerca di minimizzare il potere di questo libro del quale si dice che chi lo legge finisca all’inferno. La leggenda, infatti, narra che l’autore delle poesie fosse un assassino, che avrebbe ucciso il fratello e la giovane moglie al loro matrimonio, assieme a buona parte degli invitati, omicidi commessi soltanto attraverso la lettura di alcune poesie contenute nella raccolta.
Il giovane Pasi, il particolare studente che si è interessato al romanzo, non si arrende e inizia una ricerca personale che rischierà di fargli davvero male.
La storia, poi, viene contestualizzata nella Finlandia di oggi. Non tutti sanno, forse, che in Finlandia c’è un altissimo numero di suicidi, soprattutto tra gli adolescenti o i giovani universitari.
Kai Erik coglie l’occasione della finzione di un libro maledetto, che può condizionare le vite dei lettori, per portarci in questo mondo fatto di depressione, droghe, influenze negative.
Si tratta di un romanzo molto particolare, profondo e struggente, che racconta amori, passioni, sentimenti positivi e negativi e, per quanto estremamente coinvolgente, lascia nel lettore un senso di inquietudine.
Se amate gli autori nordici, in particolare finlandesi, e conoscete la particolarità del loro stile, vi consiglio assolutamente di non perdervi “Il libro maledetto”.



Voto finale: 4/5


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