lunedì 12 marzo 2018

[Recensione] Uomini che restano di Sara Rattaro - Sperling & Kupfer


Trama
All'inizio non si accorgono nemmeno l'una dell'altra, ognuna rapita dal panorama di Genova, ognuna intenta a scrivere sul cielo limpido pensieri che dentro fanno troppo male. Fosca e Valeria si incontrano per caso nella loro città, sul tetto di un palazzo dove entrambe si sono rifugiate nel tentativo di sfuggire al senso di abbandono che a volte la vita ti consegna a sorpresa, senza chiederti se ti senti pronta. Fosca è scappata da Milano e dalla confessione scioccante con cui suo marito ha messo fine in un istante alla loro lunga storia, una verità che per anni ha taciuto a lei, a tutti, persino a se stesso. Valeria nasconde sotto un caschetto perfetto e un sorriso solare i segni di una malattia che sta affrontando senza il conforto dell'uomo che amava, perché lui non è disposto a condividere con lei anche la cattiva sorte. Quel vuoto le avvicina, ma a unirle più profondamente sarà ben presto un'amicizia vera, di quelle che ti fanno sentire a casa. Perché la stessa vita che senza preavviso ti strappa ciò a cui tieni, non esita a stupirti con tutto il buono che può nascondersi dietro una fine. Ti porta a perderti, per ritrovarti. Ti costringe a dire addio, per concederti una seconda possibilità. Ti libera da chi sa soltanto fuggire, per farti scoprire chi è disposto a tutto pur di restare al tuo fianco: affetti tenaci, nuovi amici e amici di sempre, amori che non fanno promesse a metà.

La mia opinione
Nonostante il titolo sia dedicato agli uomini, l’ultimo romanzo di Sara Rattaro, “Uomini che restano” è un inno alle donne e alla forza femminile.
Molto spesso noi donne ci convinciamo che la parte fondamentale della nostra vita sia rappresentata da un uomo, che trasformiamo come centro del nostro universo e dal quale, spesso, diventiamo dipendenti.
Le storie di Valeria e Fosca, protagoniste del romanzo, si incrociano proprio a causa di due uomini che se ne sono andati. La fuga improvvisa dei loro compagni di vita provoca nelle due uno scombussolamento tale da far credere loro che la vita si sia fermata, che le fondamenta sulle quali basavano la propria esistenza siano crollate senza alcuna via d’uscita.
Ci sono però degli elementi fondamentali da non sottovalutare mai e da ricordare quando ci si sente presi dallo sconforto. Innanzitutto la famiglia, un valore che è profondamente radicato nell’autrice e che permea tutte le pagine del romanzo. Sara Rattaro racconta le classiche famiglie italiane, quelle sempre presenti, talvolta un po’ invadenti, ma punto fermo nella vita di ciascuno di noi. Ma ci sarà spazio anche per le “nuove” forme di famiglia che, anche se non sono convenzionali, sono pur sempre regno di amore, di fiducia e stimolo per la crescita di ogni individuo che si senta davvero amato, in qualunque forma possa presentarsi quest’amore. 
La seconda parte importante è l’amicizia. Si dice sempre che gli amici sono i fratelli che ti scegli. Nella nostra vita incontriamo tante persone, alcune rimangono per poco tempo, magari per dimostrarci ciò che non vogliamo essere, altre ci saranno per sempre. E talvolta il destino sembra davvero insinuarsi nelle nostre vite per farci incontrare le persone giuste per un determinato ciclo del nostro percorso personale. Questo è quello che succede a Fosca e Valeria: avevano bisogno l’una dell’altra per capire che il dolore può presentarsi in tantissime forme e il loro incontro casuale si trasformerà in una bellissima amicizia, di quelle che restano per sempre.
Ma, soprattutto, il romanzo di Sara Rattaro è uno stimolo per risollervarsi, per credere nelle seconde opportunità, e per trovare la forza in sé stessi. Non è necessario avere qualcuno accanto per ricostruirsi una vita felice. Se la persona che credevate di conoscere all’improvviso decide di andarsene dalla vostra vita, la cosa migliore da fare è ricominciare da sé, un percorso tortuoso e spesso difficile, ma fondamentale. Perché solo quando ricominci da te stesso, inizi a conoscerti e a riconoscere le tue esigenze, solo allora puoi iniziare a pensare che ci possano essere “Uomini che restano” per sempre.
Una nota finale vorrei spenderla per la scrittura di Sara Rattaro. Questa giovane scrittrice italiana mi colpisce ogni volta con il suo stile magico, coinvolgente, una bravura che ho trovato di rado e che mi ricorda moltissimo lo stile di una delle mie scrittrici preferite, Margaret Mazzantini. 
Un libro indimenticabile, assolutamente da leggere.

Voto finale: 5/5


1 commento:

  1. Ciao Elisabetta, ti seguo già su instagram e ora anche qui ^_^
    Mi piace molto la tua recensione, non conoscevo il romanzo ma me lo segno ^_^
    A presto,
    Annalisa
    Lettrice di Libri

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