lunedì 23 ottobre 2017

[Recensione] La scordanza di Dora Albanese - Rizzoli




Trama
A Muggera, un piccolo paese della Basilicata, il mondo sembra essersi fermato: le donne alternano le preghiere del rosario alle formule per scacciare il malocchio; gli uomini sono pronti a uccidere per uno sguardo di troppo; nel bosco, nascoste tra i calanchi, le fattucchiere preparano filtri d'amore. E poi c'è un ruscello, una "fiumara", che per chi l'attraversa segna il confine invisibile tra dentro e fuori, tra vita e morte, tra ricordo e dimenticanza. Caterina sogna di oltrepassare quel ruscello, raggiungere l'altra riva e lasciarsi tutto alle spalle: è troppo bella, troppo giovane, per restare in un posto senza futuro. Ma a casa ha una famiglia che l'aspetta - un marito, una madre anziana, due bambini piccoli. Quale donna, al suo posto, avrebbe il cuore di abbandonarli? Caterina non sa rispondere a questa domanda, finché non incontra Nadir. Un uomo brutale, selvaggio, che vive da solo tra i sassi senza acqua né elettricità; un uomo che non ha nulla da offrirle, se non l'occasione di invertire il passo e fuggire. È così che inizia questa storia, con una fuga. Perché soltanto fuggendo si può scoprire cosa resta di una persona quando sceglie di recidere tutti i legami della sua vita. Quello raccontato da Dora Albanese è un Sud feroce e contraddittorio, impastato di magia oscura. E lei ci tende la mano per rivelarne i segreti, regalandoci un romanzo intenso, viscerale, che si interroga sul senso più profondo della femminilità.

La mia opinione
"La scordanza" mi ha attirata subito dal nome particolare. Leggendo questo romanzo, potrete dare diverse interpretazioni, ma fondamentalmente questo libro racconta di una fuga.
Si tratta della storia di Caterina, una giovane mamma che vive nel sud più profondo, ancora legato a tradizioni in base alle quali alle donne spetta sempre un ruolo inferiore rispetto ai padri, mariti e, in generale, agli uomini che fanno parte della loro vita. 
Improvvisamente qualcosa dentro Caterina si spezza, non riesce più a sopportare il suo ruolo di madre e moglie. Il primo ad accorgersene è suo figlio Eustachio, un bambino particolarmente intelligente che si rende conto, nella sua ingenuità, che qualcosa non va tra i suoi genitori. Forse sono le botte che Antonio, suo padre, dà alla mamma, forse è il fatto che lei è talmente bella che tutti gli uomini si girano a guardarla, scatenando le ire e gelosie del marito. Così Eustachio, dopo aver sentito le storie sulle magie dalla nonna, prova a rivolgersi anche ad una maga. Ma, purtroppo, non ci sarà nulla da fare.
Caterina un giorno scompare. Tutto il paese, Muggera, si mobilita per cercarla, alcuni la danno per morta, ma l'unico che conosce la verità è Eustachio, testimone inconsapevole del "tradimento" della mamma.
Riuscirà Caterina, con la sua fuga, a trovare l'agognata libertà? O sarà semplicemente vittima del dominio di un altro uomo? Lo scoprirete leggendo queste bellissime pagine... 
Si tratta di un romanzo molto forte e struggente, che porta il lettore ad una vera e propria lotta interiore. Da un lato, capirete profondamente Caterina e la sua voglia di libertà, il suo volere essere donna prima che moglie e madre. Dall’altro sarete indignati, non riuscirete a capire come sia possibile, per una madre, lasciare da soli i figli.
E lo capirete soprattutto da Eustachio, un bambino sensibilissimo che vede la storia dalla sua prospettiva ed è convinto che la mamma non lo abbandonerà mai.
La scordanza” è un libro ricco di personaggi dalle mille sfaccettature, di risvolti inaspettati, di sofferenza ed emozioni profonde che coinvolge talmente tanto il lettore da portarlo ad interrogarsi sui legami che caratterizzano la vita di ognuno e sulla loro importanza.



Voto finale: 5/5



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