lunedì 6 novembre 2017

[Recensione] Il giglio di fuoco di Vic Echegoyen - Sonzogno



Trama 
Francia, durante la Guerra dei trent'anni. Quando il cardinale Richelieu incarica Leon, segretario di stato e capo delle sue spie, di una rischiosa missione segreta in Borgogna, territorio nemico, questi non immagina che dovrà trovare, catturare ed eliminare la donna più pericolosa del regno. Mentre la caccia avanza e la misteriosa preda trova mille stratagemmi per sfuggire ai suoi persecutori, vengono gradualmente alla luce la personalità e il passato dell'eroina braccata: una spregiudicata avventuriera, proveniente dai bassifondi della società, ripudiata fin da piccola dai genitori e marchiata a fuoco dall'Inquisizione, capace però di conquistare le corti di Londra e Parigi grazie al fascino, all'astuzia e a un ingegno senza scrupoli. Aveva saputo entrare anche nelle grazie dell'uomo più potente di Francia, il cardinale; ma ora, al termine di una sequela di raggiri e inganni, inizia tra i due - i cui destini sono intimamente intrecciati - l'ultima sfida, nella quale entrambi metteranno a rischio la propria fortuna, la propria vita, e perfino la pace in Europa.

La mia opinione
Raccontare questo libro in un post è davvero un compito difficile. Era da tanto tempo che non leggevo un libro così bello, con quella magia che solo i migliori classici spesso riescono a regalarmi.
Ricorderete tutti, almeno dai film o dai cartoni animati, se non dallo studio della storia, il temibile cardinale Richelieu. Ne “Il giglio di fuocoVic Echegoyen ci trasporta nella Francia del 1600, raccontandoci la storia dei Richelieu e, in particolare, l’ascesa al potere del Cardinale Armand e la sorte meno fortunata dei fratelli.
Tra questi, spicca Isabelle du Plessis de Richelieu, l’unica discendente della famiglia che, in un mondo di matrimoni combinati, non si è piegata al volere dei fratelli ed è fuggita nella Borgogna, paese che accoglie tutti, stranieri e fuggitivi.
Diversi anni dopo la fuga di Isabelle, il cardinale Richelieu dà un incarico al suo segretario Leon: quello di catturare una donna pericolosissima, una spia e omicida, che è considerata la più pericolosa della Francia, nonché nemica dell’Inghilterra e della Borgogna. A contraddistinguerla un giglio marchiato sulla pelle, simbolo di condanna per stregoneria. 
Il viaggio di Leon alla ricerca di questa donna ha come meta proprio la Borgogna. I racconti di Leon sono alternati da parti della storia di Isabelle du Plessis e di quella famosa spia. Che legame c’è tra le due? E sopratutto perché il cardinale Richelieu, così potente, ha paura di una semplice donna?
Pagina dopo pagina verrete trasportati nel mondo delle corti di Londra e Parigi, assistendo ad intrighi, matrimoni combinati e giochi di potere. Un racconto stupendo, che tiene il lettore incollato al romanzo, riportandolo in un’epoca tra le più affascinanti della storia. E, come tutte le vittime della protagonista del libro, anche voi verrete ammaliati dalla donna più ricercata della Francia.
Se amate la storia, se trovate indimenticabile il periodo dei moschettieri, se ricordate con affetto la Milady di Dumas, cui sicuramente la scrittrice si è ispirata, dovete assolutamente leggere questo romanzo. 


Voto finale: 5/5


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