lunedì 16 aprile 2018

[Recensione] H&J di Paolo Montaldo - Edizioni La Zattera


Trama
H&J è la storia di una amicizia molto speciale, perchè oltrepassa le odiose barriere imposte da una vigliacca malattia, l'autismo. Un piccolo animaletto, June, che grazie al suo sconfinato amore per il padroncino Henry, riuscirà a portare un po' di luce in una famiglia che fino a quel momento aveva vissuto nell'ombra della malattia. Il volume si fregia di due illustri presenze, con l'introduzione scritta dal grande Ireneo Picciau e la nota scientifica a cura della bravissima Giorgia La Licata.

La mia opinione
Ho sempre amato i romanzi che parlano di animali, soprattutto dei cani, e di quanto questi esserini speciali entrino silenziosamente nelle nostre vite diventandone parte fondamentale e regalandoci amore incondizionato.
Per questo non potevo non leggere il libro di Paolo Montaldo, un bravissimo scrittore sardo, che con H&J affronta un tema molto importante e delicato: la pet therapy.
Già da molto tempo è diffusa nella comunità scientifica la convinzione che la presenza di un animale sia fondamentale all’uomo per affrontare le malattie.
Nel romanzo l’autore ci trasporta nel mondo di Henry e dei suoi genitori. Henry è un bambino “speciale”. Utilizzo questo termine di proposito, per sottolineare un passaggio molto importante del libro, la difficoltà delle persone che gli stanno attorno e degli stessi genitori a definirlo un bambino “normale”. Henry ha una malattia, l’autismo, che gli fa percepire ciò che lo circonda in modo diverso dagli altri. Questo non vuol dire che non sia intelligente, anzi probabilmente ha un intelligenza superiore a tutti gli altri: solo che non riesce ad esprimere se stesso come tutti i bambini, ha dei rituali che devono essere rispettati, ogni piccolo cambiamento nella sua quotidianità può farlo soffrire.
I suoi genitori sono meravigliosi in questo: tutto quello che fanno è dedicato a questo bambino, alla speranza di offrirgli sempre cure migliori.
E la sua vita cambierà profondamente grazie al padre, voce narrante della storia, che lo porterà in un’altro Stato dell’America, in una clinica specializzata per le malattie come la sua. Qua il bambino conoscerà June, un piccolo cagnolino che con il suo amore infinito aiuterà Henry a creare finalmente un rapporto di fiducia, dedizione per l’altro e amicizia.
Come vi ho accennato la voce narrante è quella del padre di Henry, che è una delle cose che più ho apprezzato del romanzo per vari motivi. Innanzitutto perché nel corso del libro si vede il percorso difficile di due genitori alle prese con qualcosa di più grande di loro, i crolli e le risalite, l’amore sconfinato verso il loro unico figlio, la voglia di dargli sempre il meglio. Inoltre, l’autore ha scelto di raccontarci la storia entrando nei pensieri del padre, con un ritmo incalzante, che permette di immergersi completamente nel libro e vivere gli stessi sentimenti dei protagonisti. 
Penso sia questo il punto di forza del romanzo: uno stile diretto, alla portata di tutti, grandi e piccoli, che ne ha fatto un successo anche nelle scuole, proprio per la sua capacità di coinvolgere qualunque lettore, emozionarlo, farlo arrabbiare e piangere con i protagonisti. 
Un solo appunto finale, nonostante sia alla terza ristampa, richiederebbe qualche modifica sulla sistemazione delle virgole, che spesso dividono soggetto da verbo. 
Per il resto H&J è una storia profonda di amicizia, amore, coraggio, fiducia, che mi ha commosso tantissimo e che tutti dovreste leggere. 

Voto finale: 5/5



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