lunedì 30 aprile 2018

[Review Party] L'ho fatto per te di Laurent Scalese - Leone Editore




Trama
Esiste il crimine perfetto? Samuel Moss dice di no, e ha appena finito di spiegarlo ai suoi studenti del corso di Criminologia dell'università di Lazillac, quando viene contattato dalla commissaria di polizia del paese. Jade Grivier, editrice e scrittrice di enorme successo ma vittima di un terribile blocco creativo, si è suicidata nella sua villa. La commissaria però non è convinta si tratti davvero di suicidio, e vuole chiedere proprio a Moss di indagare sul caso. Samuel è un uomo stravagante, dalle molteplici manie ossessive, ma è anche un detective geniale, e si accorge immediatamente che la tesi del suicidio non sta in piedi. Provarlo, però, sembra impossibile: non c'è un movente credibile e tutti gli indiziati hanno un alibi di ferro. È stato commesso davvero il crimine perfetto?

La mia opinione
Da sempre criminologi, scrittori, registi si interrogano su un quesito fondamentale “Il crimine perfetto esiste? Sarà possibile compiere un reato senza lasciare alcuna traccia?”.
A questa domanda cerca di rispondere Samuel Moss, un eccentrico poliziotto e professore di criminologia all’università. Il comandante Moss viene sempre chiamato nelle scene dei crimini, dove tutti sono pronti a sopportare le sue manie per un semplice motivo: è un uomo geniale. Quelli che per gli altri sono semplici dettagli irrilevanti, per lui sono prove da seguire.
Quando la scrittrice Jade Grivier viene trovata morta nella sua villa, tutti sono convinti che abbia deciso di porre fine alla sua vita. L’unico che non crede alla tesi del suicidio è proprio Samuel, che è convinto che la famosa autrice di romanzi sia stata assassinata. 
Nella sua indagine verrà affiancato da una nuova partner (il nostro comandante, per le sue particolarità non riesce mai a far restare una partner per più di un’indagine), una donna forte che gli darà del filo da torcere e che, dopo le prime reticenze, si accorgerà della genialità di Samuel, riuscendo ad aiutarlo e a scoprire degli indizi fondamentali.
La particolarità di questo romanzo sta nel fatto che è la prima volta che mi capita che venga rivelato subito l’assassino! Non pensate, però, che questo rovini la suspense o renda l’indagine meno interessante. Il comandante Moss, infatti, ha un modus operandi che lo rende diverso da tutti gli altri. Ritenendo che il crimine perfetto non esista, ma il criminale perfetto sì, capisce che bisogna fidarsi del proprio istinto e concentrarsi su quello che lui pensa essere l’assassino che, prima o poi, commetterà un errore.
Nonostante Moss sappia già chi è l’assassino la storia è adrenalinica. Penserete che sia folle, dubiterete delle sue intuizioni, cercherete di smontare le sue tesi, in un crescendo di suspense che ruota, soprattutto, intorno all’inaspettato movente.
Si tratta del primo romanzo che leggo di Laurent Scalese e posso dire con certezza che questo scrittore non ha nulla da invidiare a suoi più noti colleghi francesi, come Grangé, a mio parere uno dei maestri del thriller francese.
Se state cercando un giallo diverso dal solito, questo fa al caso vostro!

Voto finale: 5/5

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