lunedì 21 agosto 2017

[Recensione] Il profumo della mimosa di Claudia Musio - La Zattera edizioni

"Non metterò il mio futuro nelle mani di una speranza"."E nelle mani di chi lo metterai, allora?".Elisa sorrise."Nelle mie".




Trama
Elisa ha undici anni e lavora a Cagliari presso la bottega di una modista, la signora Alba. E’ una bambina vivace, intelligente, ma prigioniera di una vita che non le permette di realizzare i suoi sogni di un futuro migliore. Quando la modista, resasi conto di provare dell’affetto per lei, cercherà di strapparla alla realtà di povertà della sua famiglia, troverà un muro d’incomprensione e ostilità.
Tornata nel suo paese natio, molti anni dopo Elisa comprenderà che il proprio futuro è solo nelle sue mani e combatterà per realizzarsi e trovare finalmente la sua strada. Insieme a lei, in questo percorso, ci sarà Giacomo, un padroncino con il sogno di essere libero.

La mia opinione
Era da tanto tempo che non mi capitava di imbattermi in un libro così profondo, avvincente e magico come “Il profumo della mimosa”.
Se siete cagliaritane come me, non appena inizierete questo romanzo, vi sembrerà di passeggiare, assieme alla protagonista Elisa, nelle bellissime strade della mia città, via Manno, le stradine della Marina, il Largo. 
Se, invece, ancora non conoscete Cagliari, questa è una magnifica occasione per scoprire questi luoghi.
La Sardegna di Claudia Musio non è il luogo comune di spiagge e mare: è la Sardegna più profonda, quella che pochi conoscono davvero, di un popolo apparentemente chiuso, con tante tradizioni radicate e, talvolta, difficili da comprendere.
Ma soprattutto, e questa è la parte che ho amato di più del romanzo e che si intuisce dal titolo, è la Sardegna “donna”. 
Elisa rappresenta tutte le donne, non soltanto sarde, che nel tempo hanno lottato per affermare i propri diritti. Queste donne coraggiose, in un tempo in cui studiare era un lusso per pochi uomini, hanno combattuto per permetterci di diventare ciò che siamo oggi. Hanno lottato per fare in modo che i propri figli e nipoti potessero avere un futuro migliore del loro, godessero del libero arbitrio nella decisione della propria strada.
La storia di Elisa è una storia di indipendenza, di forza, è la testimonianza che il destino non è mai scritto, ma può essere costruito da ognuno di noi. 
Qualunque donna che avrà la fortuna di leggere questo romanzo ritroverà un po’ di sé stessa: dagli amori, ai conflitti con i genitori, alle delusioni, alle speranze per il futuro, alla voglia di affermare sempre di più sé stesse e le proprie idee.
Claudia Musio con la storia di Elisa ci ricorda che, nonostante tutto quello che abbiamo raggiunto, c’è ancora tanto da fare: quotidianamente ci scontriamo, nel mondo professionale, nelle relazioni, nelle amicizie, con dei pregiudizi sulle donne che ancora non ci permettono di affermarci professionalmente e all’interno della famiglia. Non siamo solo “gli angeli del focolare”, ma molto di più: le donne sono capaci di combattere, di essere delle donne in carriera e, allo stesso tempo, tenere unite famiglie più o meno numerose.
Come la scrittrice Claudia Musio, che in parte si è ispirata alla storia della propria nonna, anche io ho avuto la fortuna di avere tantissimi esempi di donne forti: le mie nonne, mia mamma, le mie zie.
Claudia Musio ha davvero uno stile straordinario: è capace di farvi completamente immergere sia nell’ambientazione del romanzo, sia nei sentimenti e nelle emozioni della protagonista. Più volte, durante la lettura, mi sono trovata a soffrire con Elisa, a sentirmi esattamente come lei. Una bravissima scrittrice che spero ci regalerà altri romanzi come questo.


Voto finale: 5/5

giovedì 3 agosto 2017

[Recensione] Gli effetti collaterali delle fiabe di Anna Nicoletto - Piemme edizioni



TramaLa vita di Melissa è molto lontana dai sogni e dai progetti che sentiva di poter realizzare fino a pochi mesi fa: dopo aver mandato all'aria un prestigioso dottorato a Londra per amore, l'amore le ha sbattuto la porta in faccia, fregandosene altamente di tutti gli anni passati insieme e del suo cuore spezzato. E ora lei si ritrova disoccupata e sola, con il timore di fidarsi di nuovo. Stefano Marte, invece, è esattamente dove vuole essere: è brillante, carismatico ed è l'erede dell'impero di famiglia, un'azienda domotica di successo internazionale. Melissa e Stefano, due vite agli antipodi, non erano destinati a incrociarsi, eppure una serie di coincidenze li porta l'uno sulla strada dell'altra. La sintonia è immediata, almeno fino a quando lei non scopre chi è lui. Perché Melissa sa esattamente che tipo di uomo vuole al suo fianco, e di certo non è un figlio di papà che crede gli sia tutto dovuto. Il problema è che Stefano è disposto a darle l'unica cosa che lei desidera: il lavoro dei suoi sogni, l'opportunità per riscattarsi e dimostrare il suo valore. Rifiutare non è un'opzione. E, comunque, è solo lavoro. Basta relegare i sentimenti in un angolo insieme al brivido di eccitazione che prova ogni volta che lo vede. E poi lei è una donna razionale, ha già perso tutto per amore una volta, non cadrà mai più vittima del principe di turno. Quello che Melissa non sa è che ogni fiaba ha i suoi tranelli e le sue magie, e restarne immune si rivelerà più difficile del previsto.

La mia opinioneChi ha ama i libri romantici, ma con protagoniste che tengono sempre i piedi per terra, non può non leggere “Gli effetti collaterali delle fiabe” di Anna Nicoletto. Non appena ho visto il titolo mi sono innamorata di questo romanzo e non sono rimasta delusa!Melissa, la protagonista, rispecchia un po’ tutte noi: una ragazza razionale, che è cresciuta a pane e Cenerentola e ha smesso da tempo di credere nelle favole. Perché, non appena diventiamo grandi, ci rendiamo conto che il Principe azzurro non esiste e che dobbiamo essere noi le protagoniste della nostra vita, senza bisogno di nessuno che venga a salvarci.Proprio come la maggior parte di noi, Melissa è appassionata di libri e serie TV, direi quasi drogata: le sue maratone per finire Lost mi hanno ricordato i tempi in cui, preparando gli esami all’università, procrastinavo sempre l’orario di inizio dello studio con la scusa di “ancora una puntata e poi mi metto a studiare!”La vita di Melissa, che come molte ragazze di oggi ha dovuto rinunciare ai suoi sogni e al lavoro per il quale ha studiato, scorre tra turni nei bar e sfide infinite a Call of Duty con gli amici storici e la coinquilina Sabrina.Improvvisamente la sua routine cambia dopo l’incontro con Stefano Marte, erede di un’azienda che realizza progetti informatici. Una come Melissa, una brillante laureata in informatica e appassionata di domotica, non può non accettare la proposta di Stefano di inserirla nel suo organico.Il problema, però, è che tra i due c’è un’evidente sintonia, che rischierà di compromettere i loro rapporti di lavoro. Melissa cercherà di far prevalere il suo lato razionale, quello che non crede più nelle favole. Ma, forse, se lasciamo da parte le paure, se per un attimo abbandoniamo il nostro lato pragmatico e ci lasciamo andare alle emozioni, la favola esiste davvero. E non è quella del principe che ti salva o di Cenerentola che perde la scarpetta, ma la favola quotidiana che ognuna di noi può costruirsi da sola.Anna Nicoletto scrive divinamente, ho adorato il suo romanzo, che consiglio a tutte le ragazze romantiche e ironiche. Sono sicura che ve ne innamorerete anche voi!

Voto finale: 5/5


martedì 1 agosto 2017

[Recensione] Love Kaputt di Antonio Giugliano - AUGH! Edizioni



Trama
Maurizio Marullo è un agente di commercio. Durante un viaggio in treno conosce Elena, una bella donna. I due si piacciono, si frequentano e in breve si sposano. Dopo soli due anni, però, il matrimonio si logora: Elena appare scostante, distratta, ambigua, quando non indecifrabile. Tempo dopo, viene trovata morta nell’ospedale in cui lavora, appesa ai tubi del riscaldamento. Gli inquirenti sospettano di suo marito, ma il caso viene archiviato come suicidio. Con stile asciutto e senza fronzoli, Antonio Giugliano descrive lucidamente il degrado umano e morale dell’hinterland napoletano in cui non sembra scorgersi alcuna possibilità di riscatto. I veli, che nascondono i personaggi dietro un’apparente vita normale, lentamente scivolano e lasciano allo scoperto passioni furibonde, vizi ed eccessi. Con assoluto disincanto l’autore muove il protagonista, un cinico misantropo, fra le dinamiche di un microuniverso in cui è l’istinto di sopravvivenza, fisica e psichica, a dominare la scena. Un impulso animalesco che non conosce ostacoli. Fino alle estreme conseguenze.

La mia opinione
“Love Kaputt” potrebbe sembrare, dalle prime pagine, una storia d’amore. Quella tra Maurizio Marullo ed Elena. Maurizio non è mai stato un uomo romantico, anzi: ha sempre tenuto le emozioni a distanza, allontanandosi dalle relazioni prima che diventassero troppo serie. Eppure Elena lo colpisce subito, e dopo poco tempo di passione che muta presto in amore, i due decidono di sposarsi.
Un quadretto perfetto, se non fosse che entrambi nascondono dei segreti. E tutto viene a galla alla morte di Elena, trovata appesa ai tubi del riscaldamento dell’ospedale in cui lavora, apparentemente per un suicidio. 
Marullo sembra un uomo distrutto, ripercorre tutti i passi che solo un uomo colpito da un lutto simile può conoscere. Eppure, capirete che c’è qualcosa che non torna.
Pagina dopo pagina, con una rara bravura e uno stile secco e incalzante, Antonio Giugliano scopre piano piano le carte di un perfetto noir. Quali segreti nascondeva Elena? E perché il rapporto con il marito, inizialmente perfetto, si logora? E sopratutto perché una donna simile decide di togliersi la vita?
Sono tutte domande che vi farete seguendo la storia di Maurizio, una storia scabrosa, a tratti cinica, dove domina l’istinto più primordiale dell’uomo: quello che abbiamo appreso dai nostri antenati, l’istinto di sopravvivenza. In un mondo spesso crudele e indifferente ai sentimenti, l’amore non basta: e, alla fine di questa storia, è chiaro che in una battaglia tra uomini, vince il più forte.

Antonio Gugliano è un bravissimo scrittore, che ha la rara capacità di tenere la suspense fino alla fine, portando il lettore, cercando di seguire le logiche del protagonista, a confrontarsi con la psiche umana e, a tratti, ad averne paura.