lunedì 22 maggio 2017

[Recensione] In carne e cuore di Rosa Montero - Salani



Trama
Non è facile accettare la propria età quando non sei più una giovane donna, hai superato i cinquanta, vivi da sola e il tuo amante ti lascia perché aspetta un figlio dalla moglie. Così, quando Soledad scopre che all’opera incontrerà il suo ex, decide di ingaggiare un gigolò per farlo ingelosire. Ma all’uscita dal teatro un imprevisto violento fa prendere agli eventi una piega inaspettata e segna l’inizio di una relazione tormentata, vulcanica e a tratti pericolosa.
Con ironia, ma anche con la rabbia e la disperazione di chi si ribella alla crudeltà del tempo, il racconto della vita di Soledad si intreccia alle storie degli scrittori maledetti della mostra che lei sta organizzando per la Biblioteca Nacional di Madrid.
In carne e cuore è un romanzo audace e sorprendente, il più libero e intimo mai scritto da Rosa Montero. Un intrigo emozionale che ci parla degli anni che avanzano, della paura dell’abbandono, del fallimento, ma anche della speranza, della necessità di amare e della gloriosa tirannia del sesso, dell’esistenza intesa come un fugace momento in cui si può solo essere vittime o carnefici. L’amatissima scrittrice spagnola scava con acuta e ironica sensibilità i sentimenti di una seduttrice impenitente alle prese con l’inesorabilità della vita.

La mia opinione 
I latini parlavano di “Nomen omen” per indicare che il destino di una persona è racchiuso nel nome. Così è per Soledad, una donna che, come dice il nome stesso, sembra condannata alla solitudine.
Anche perché, avendo raggiunto una certa età, sente sempre di più l’inesorabilità del tempo che passa e la paura di non aver avuto granché dalla vita.
La storia di Soledad inizia con un piano di vendetta: quello verso il suo amante, che l’ha lasciata dopo che la moglie è rimasta incinta. Soledad, delusa e abbandonata, decide di vendicarsi facendosi vedere con un uomo molto più giovane di lei e per raggiungere il suo scopo si rivolge ad un sito nel quale si possono ingaggiare dei gigolò.
In questo modo, Soledad incontra Adam. Bello e con un passato misterioso: Soledad ne è profondamente attratta, ma, allo stesso tempo, lo e teme. Sì perché Adam non ha solo un passato misterioso, ma anche un presente che sembra debba portare solo guai.
Eppure Soledad non molla: con la capacità che solo una donna che ha paura di rimanere sola può avere, si aggrappa con tutte le sue forze all’idea che forse Adam prova qualcosa di più, sente che tra i due c’è un legame e che non sono i soldi che puntualmente gli offre a farlo restare con lei. 
Il personaggio di Soledad colpisce profondamente per la sua enorme paura dell’abbandono e della solitudine. Apparentemente una donna forte, con un bellissimo lavoro, intelligente, ma con un grandissimo bisogno di amare qualcuno.
Il lavoro di Soledad, che è la curatrice di importanti mostre, diventa una perfetta occasione per la scrittrice Rosa Montero per raccontarci la storia di moltissimi scrittori maledetti. Tanti aneddoti e tante curiosità sul mondo della letteratura che non possono non affascinare gli amanti dei libri.

Un libro profondo, a tratti struggente, ma trattato con quell’ironia che soltanto gli scrittori spagnoli posseggono, In carne e cuore vi lascerà davvero affascinati.

Voto finale: 4/5

giovedì 18 maggio 2017

[Anteprima Leggereditore] La mia ultima estate di Anne Freytag

Buongiorno lettrici e lettori! Oggi vi segnalo un romanzo che, se avete amato "Colpa delle stelle", non potete assolutamente perdere! Lo trovate in libreria e in ebook dal 25 Maggio 2017 e in anteprima da oggi al 22 al Salone del Libro di Torino, nello stand di Leggereditore!


Trama
Tessa, diciassette anni, ha atteso a lungo il ragazzo perfetto, il momento perfetto, il bacio perfetto. Pensava di avere ancora molto tempo davanti a sé, prima di scoprire che a causa di un difetto cardiaco le restano poche settimane di vita. Stordita, arrabbiata, disperata, aspetta di morire chiusa nella sua stanza. È un’attesa amara, la sua, perché sa di non aver vissuto a pieno. Pensa a sé stessa come a una “ragazza soprammobile”, che morirà “vergine e senza patente”. Fino a quando non incontra Oskar e tutto sembra di nuovo possibile. Nonostante Tessa cerchi di allontanarlo, convinta che una relazione sarebbe insensata ed egoistica, lui non le lascia scampo. Oskar sa vedere dietro le apparenze, non ha paura e vuole rimanerle accanto. Pur di sorprenderla, di vedere i suoi occhi brillare per l’emozione, organizza un piano per farle vivere un’ultima estate perfetta. Un viaggio in Italia a bordo della sua Volvo sgangherata per ammirare i tesori di Firenze, sedersi sulla scalinata di Piazza di Spagna, mangiare una pizza a Napoli. Un’ultima estate in cui il tempo non ha importanza e ciò che conta sono solo i sentimenti.
Un romanzo che emoziona e fa riflettere, che tra sorrisi e lacrime ci ricorda quanto sia importante vivere il presente.
  
L’autrice
Anne Freytag è nata nel 1982 e vive a Monaco. Prima di dedicarsi completamente alla scrittura ha lavorato per un’agenzia pubblicitaria. Ha già pubblicato diversi romanzi, anche con lo pseudonimo di Ally Taylor. La mia ultima estate è il suo primo New Adult. Accolto con entusiasmo da pubblico e critica, ha conquistato i cuori di migliaia di lettrici.

martedì 16 maggio 2017

[Recensione] Una famiglia quasi felice di Amanda Prowse - Newton Compton Editori



Trama
Kathryn Brooker è la moglie del preside. Mentre suo marito Mark passa le giornate cercando di arginare l’esuberanza di frotte di adolescenti indisciplinati nelle grandi sale dell’edificio scolastico dove lavora, Kathryn prepara focaccine per la partita di cricket del figlio nel cottage all’interno del cortile della scuola. La sera, quando torna a casa, Mark si complimenta con lei e la bacia, mentre i figli li prendono in giro per quelle melense dimostrazioni di affetto. Kathryn Brooker sembra davvero rispondere all’immagine di moglie e madre soddisfatta. Se qualcuno riuscisse a sbirciare attraverso la finestra della loro casa ordinata, vedrebbe quattro figure sedute comodamente intorno al tavolo della cucina a chiacchierare: l’immagine di una famiglia felice, un’oasi di amore e serenità. Quel qualcuno di certo proverebbe invidia per Kathryn e per la sua vita perfetta. Ma si sbaglierebbe di grosso. Kathryn è intrappolata in un incubo. Ed è arrivata a un punto di non ritorno, tanto da essere pronta a compiere un passo che solo una donna veramente disperata sarebbe in grado di fare…

La mia opinione
La copertina dell’ultimo romanzo di Amanda Prowse non potrebbe essere più azzeccata per descrivere la protagonista di “Una famiglia quasi felice”, Kathryn Brooker, un indifeso uccellino in gabbia.
La sua gabbia è una vita apparentemente perfetta:  un marito bello, affascinante e di successo, preside di una scuola prestigiosa, due figli sani e felici, una casa da sogno. Cosa si potrebbe desiderare di più? Questo è quello che si penserebbe guardando la superficie.
Ma, dietro a quella perfezione, si cela una tragedia familiare che va avanti da anni e che Kathryn riesce a nascondere perfettamente dietro un sorriso forzato e un aspetto sempre impeccabile.
Ma, come spesso accade, agli altri si può far credere tutto, se ci si ferma alla superficie e alle apparenze. Soprattutto oggi, sappiamo come sia semplice inventarsi una vita perfetta che nasconda le sofferenze date da violenze psicologiche e fisiche, purtroppo spesso difficili da denunciare.
E Kathryn, ingenuamente, pensa che sopportare e stare zitta, continuare a vivere in quella gabbia, sia l’unico modo per salvare i suoi figli, per farli vivere bene in una apparente famiglia da “Mulino Bianco”.
Ma la sopportazione ha un limite e Kathryn arriva ad un punto in cui non le rimane scelta che compiere un gesto terribile, il racconto del quale dà inizio al romanzo.
L’incipit del romanzo vi lascerà sorpresi: penserete di essere di fronte alla storia di una psicopatica. In realtà, scoprirete che Kate è una donna favolosa, che ha annullato se stessa pensando solo di fare del bene, di offrire un futuro migliore ai figli, quel futuro che sognava lei prima di rimanere incastrata in un matrimonio infelice.
Questo romanzo è una denuncia alla violenza, troppo spesso nascosta tra le spesse mura di una casa familiare. La Prowse, con l’esempio di Kate, ci porta a ricordare che tutto, qualunque cosa, deve essere denunciata, che non bisogna avere paura, che non bisogna permettere a nessuno di farci del male, proprio per non dover arrivare al punto di non ritorno al quale arriva Kate.
Ma è anche un romanzo sulle seconde possibilità, sul coraggio di raccogliere i pezzi della propria vita e ricominciare da capo, cambiando un destino che sembra segnato.
Ed è una storia sull’amore: l’amore profondo che solo una madre può provare per i suoi figli, disposta a fare di tutto per loro, persino soffrire in silenzio.


mercoledì 10 maggio 2017

[Recensione] Miraggio 1938 di Kjell West - Iperborea



Trama
1938. La Germania nazista sta destando paura e ammirazione in un’Europa che non sa di essere già sull’orlo di un secondo conflitto mondiale. Tornato a Helsinki dopo una fallita carriera diplomatica e abbandonato dalla moglie, l’avvocato Claes Thune, umanista liberale, si ritrova solo e smarrito a fare i conti con un amore e un intero mondo di ideali traditi, mentre perfino gli amici del suo «Circolo del mercoledì» – due medici, un uomo d’affari, un giornalista e un attore ebreo – sono sempre più divisi da opposte visioni sull’uomo, la democrazia e la ragione da seguire in un’epoca che sembra ammettere solo scelte drastiche. In questo universo rigorosamente maschile e altoborghese orbita un’unica donna, Matilda Wiik, la nuova segretaria di Thune: silenziosa, riservata, impeccabile, ma in realtà tormentata dai ricordi di ciò che ha subito nella guerra civile di vent’anni prima, e ora incapace di resistere alla voce dentro di sé che la spinge a una lenta e disperata vendetta. Separati dalle barriere sociali ma attratti dall’infelicità che leggono uno negli occhi dell’altra, Thune e Matilda continuano a osservarsi, cercarsi e incrociare i loro destini solitari nella tensione di un raffinato noir anni Trenta eppure amaramente attuale. Rievocando un anno cruciale del secolo breve, di cui la Finlandia, stretta tra Hitler e Stalin, concentra tutti i nodi e le illusioni, Westö intreccia una sensibilissima trama psicologica con una riflessione profonda sui diversi volti della Storia rispetto alle vite degli individui, sul potere e l’amicizia, e sul momento in cui la realtà che credevamo di conoscere sembra dissolversi in un miraggio. 

La mia opinione
Lo scrittore Kjell Westö ci trasporta nella Finlandia del 1938 con un bellissimo noir: a fare da sfondo a questa bellissima storia, dato il periodo di ambientazione, non può non esserci l’ascesa di Hitler e la preoccupazione per un’Europa che si prepara lentamente alla guerra.
Protagonisti del romanzo sono l’avvocato Claes Thune e la sua segretaria, la signora  Matilda Wiik.
Da un lato, l’avvocato fatica a stento a riprendersi dalla separazione con la moglie Gabi che l’ha silenziosamente umiliato non soltanto tradendolo e abbandonandolo, ma pubblicando una raccolta di racconti erotici la cui immediata fama provoca in Thune una sofferenza senza fine. 
Nonostante ciò, l’avvocato continua a mandare avanti il suo piccolo studio legale e non abbandona l’abitudine del circolo del mercoledì. Un appuntamento fisso con gli amici dell’Università, luogo ideale per incontrarsi e scambiarsi le idee politiche. 
Ma in un periodo così tanto movimentato dal punto di vista politico, anche le amicizie più salde rischiano di essere scalfite dalle divergenze di opinioni. Succederà anche al circolo di Thune, dove si schierano liberali e conservatori. Tanto più che uno dei suoi più cari amici è ebreo ed è costretto ad assistere silenziosamente ai sempre maggiori soprusi che devono subire gli ebrei a causa dell’antisemitismo dilagante e del sempre crescente potere di Hitler.
La tranquilla vita di Thune è movimentata dall’ingresso nella sua vita della signora Wiik. Donna apparentemente impeccabile, precisa nel suo lavoro, ma con tantissimi segreti appartenenti al passato.
Tra i due si crea subito un legame che va al di là del rapporto datore di lavoro - dipendente. Nonostante il suo professato liberalismo, Thune è preoccupato da questo rapporto, è un uomo timido e schivo ancora troppo inchiodato alle convenzioni sociali che caratterizzano l’epoca in cui vive.
Questa diffidenza lo porterà a fare delle ricerche sulla signora Wiik, facendo emergere piano piano i suoi segreti.
Tra le ricerche di Thune e i racconti di Matilda, scopriremo un personaggio misterioso e complesso, che ha sofferto tanto nella vita e  che cerca un riscatto.
Un romanzo davvero sorprendente, che fa riflettere su tanti temi, come l’amicizia, il divorzio, l’amore e che vi lascerà davvero stupiti nelle ultime pagine. Un finale inaspettato ed emozionante metterà a posto tutti i piccoli tasselli lasciati in sospeso nel corso della narrazione.
Ancora una volta gli scrittori nordici si rivelano straordinari e Kjell Westö è un autore che, se amate i noir e i romanzi storici, non può non essere letto.

Voto finale: 5/5

lunedì 8 maggio 2017

[Recensione] I guardiani dell'isola perduta di Stefano Santarsiere - Newton Compton Editori


Trama
Una scossa improvvisa giunge nella vita di Charles Fort, giornalista appassionato di misteri. Il suo amico Luca Bonanni è morto in un incidente stradale e proprio lui viene convocato dalle autorità per riconoscerne il corpo. Ma le sorprese che lo attendono non sono poche: la compagna di Bonanni, Selena, sospetta un'altra causa di morte e lo contatta per chiedergli aiuto. Ha con sé una valigia lasciata dall'uomo piena di oggetti provenienti da relitti inabissatisi nel Pacifico e che nessuno, in teoria, potrebbe aver recuperato. Le domande sono tante: cosa lega il contenuto della valigia alle ultime ricerche di Bonanni? Da cosa dipendevano i suoi timori negli ultimi giorni prima dell'incidente? E soprattutto, chi o cosa sono gli hermanos del mar che cercava lungo le coste messicane e poi nell'arcipelago delle Fiji? Per risolvere i tanti misteri, Charles Fort e Selena si spingeranno dall'altra parte del mondo, trovandosi alle soglie di una scoperta scioccante che unisce le ipotesi sull'esistenza di misteriose creature degli oceani agli affari di una spietata multinazionale…

La mia opinione
E se vi dicessero che nell’evoluzione dell’uomo alcuni dei nostri antenati si sono fermati alla vita marina? E in realtà ci sono dei tritoni, con occhi umani ma tutte le caratteristiche dei pesci? Prendendo ispirazione da un documentario di Discovery Channel, il bravissimo scrittore Stefano Santarsiere ci porta nel misterioso e affascinante mondo degli oceani, in un thriller che vi terrà con il fiato sospeso sin dalle prime pagine.
Gli ingredienti di questo romanzo sono, infatti, suspence, colpi di scena e, soprattutto, due protagonisti indimenticabili: Charles Fort e Selena.
Il loro incontro è determinato dal caso, dalla morte di uno dei migliori collaboratori di Charles, un giornalista appassionato di misteri e fenomeni inspiegabili.
Luca Bonanni rimane tragicamente ucciso in un incidente e Charles Fort viene chiamato a riconoscere il cadavere. Sarà così che si imbatterà nella fidanzata di Luca, scossa per la morte del fidanzato ma decisa a scoprirne a tutti i costi la causa. Sembra, infatti, che quello di Luca non sia un tragico incidente stradale, ma un vero e proprio omicidio.
La causa, secondo Selena, va ricercata nelle recenti scoperte di Luca a proposito dello spiaggiamento e della morte di numerosi cetacei nell’arcipelago delle Fiji.
Alla ricerca del vero motivo della morte di Luca, Selena convince uno scettico Charles Fort ad accompagnarla dall’altro lato del mondo e proseguire le ricerche cominciate dal fidanzato e amico.
Inizierà una fantastica avventura nell’oceano, che pur mettendo in pericolo i due protagonisti, permetterà loro di conoscere un po’ meglio il bellissimo e inesplorato mondo marino.
Come vi ho anticipato si tratta di un thriller pieno di colpi di scena e di suspence, scritto benissimo e perfetto per le giornate di mare e l’estate che si avvicina!

Voto finale: 4/5