[BlogTour] Una favolosa estate di morte - Rizzoli: Intervista all'autrice Piera Carlomagno

Buongiorno lettori e lettrici! In occasione del BlogTour dedicato al romanzo "Una favolosa estate di morte", edito Rizzoli, oggi ho il piacere di condividere con voi la mia intervista all'autrice, la fantastica Piera Carlomagno. Tante riflessioni e rivelazioni sul romanzo e sulla sua Matera che sono sicura troverete davvero interessanti! Buona lettura!






Per prima cosa vorrei ringraziarti, anche da parte dei lettori e delle altre blogger, per la disponibilità a rispondere alle nostre curiosità. 
Grazie a voi!

1) La prima cosa che salta subito agli occhi leggendo il tuo romanzo, a mio parere, è la professione di Viola. Lei è una patologa e antropologa forense, ma per le sue qualità, di fatto, svolge un ruolo diverso nelle indagini. Ti è mai capitato di incontrare una persona così o è solo frutto della tua fantasia?? (Mia riflessione: se avessimo una Viola in Italia, probabilmente certe indagini andrebbero molto meglio!!!)
Mi ispiro a una patologa e antropologa forense modello, la colloco al Sud, le offro un po’ di caratteristiche che mi appartengono e le rendo straordinarie, immagino una personalità forte, un fisico gradevole, una sensualità interessante. E’ il romanzo, bellezza! potremmo dire parafrasando il film “Quarto potere”. Il personaggio principale di una storia svetta sugli altri, può crescere nel tempo e deve essere pronto a crescere. Viola l’ho voluta così, piena di potenzialità, ma ancora un po’ oscura. E’ il bello di poter inventare


2) La vera protagonista del romanzo è Matera. Una città che è diventata ancora più famosa a seguito della designazione a Capitale europea della cultura per il 2019, ma che cerca sempre di proteggersi. Puoi dirci qualcosa del cambiamento che ha subito la città dopo questo titolo?
Matera è una città piccola e la zona d’interesse è ancora più piccola, sono i Sassi, il centro storico, rivalutato, restaurato, un poco snaturato come è normale che sia. Il vero cambiamento della città lo si potrà misurare dopo. Quando tutto questo improvviso interesse si sarà stabilizzato, bisognerà capire quanto Matera e la Basilicata si siano aperte allo scambio culturale, quanto la pietra che a mio parere caratterizza questa regione, sarà capace di restituire la luce che ha ricevuto.


3) Un’altra frase su Matera che mi ha colpito tantissimo è questa “Lo sa, vero, che Matera è una città che viene dalle donne?”. Viola si rifiuta di soffermarsi su questo punto, per cui io mi sono incuriosita e sono andata a leggermi un po’ di storia di Matera. C’è un motivo particolare per cui non hai voluto approfondire questa affermazione?
Non sono io, è Viola che non ha voluto approfondire. Lei razionalmente rifiuta questo concetto che la riporta alla tradizione, ha come modello la nonna che dalla propria professione di lamentatrice funebre ha tratto potere economico, rispetto. Viola da quando era bambina viene chiamata “strega” e, in fondo al suo cuore, teme di avere i poteri che le vengono attribuiti.


4) Il tuo romanzo mette sicuramente in luce il ruolo delle donne, spesso molto più “avanti” degli uomini, ma comunque sempre soggette a pregiudizi. Nonostante la sua competenza, è palese che Viola sia considerata “inferiore” dagli uomini. Tu sei una giornalista professionista, ti è capitato di avvertire questo pregiudizio nella tua professione?
Combattiamo sempre contro questo pregiudizio. Il pericolo è che certi atteggiamenti vengano acquisiti come normalità e che certe differenze non vengano percepite. Il minimo che possiamo fare per dare continuità alle battaglie delle donne delle generazioni precedenti, è mantenere alta l’attenzione su questi temi.


5) Un altro passaggio che mi ha colpito molto è quello in cui la mamma di Floriana racconta il rapporto padre-figlia. Per quanto la madre abbia un ruolo fondamentale nella crescita di una ragazza, si evidenzia come sia poi il padre il modello, quello del quale si cerca l’approvazione per tutta la vita. Se ti va di dirlo, si tratta di una riflessione che hai maturato per esperienza personale?
Direi di sì. Ho perso mio padre due anni e mezzo fa e da allora scavo nella sua vita e nel mio rapporto con lui. In fondo l’ho sempre saputo, però mi è chiaro solo adesso quanto per me fosse importante la sua approvazione e la sua stima. Ma, a parte la mia vicenda personale, penso che sia così, le ragazze si specchiano negli occhi del padre.


L'autrice Piera Carlomagno (foto presa dal web)

6) Altra protagonista è la mafia: anche dal tuo romanzo sembra quasi che, per quanto sia un male che spesso viene alla luce, non si estirperà mai. Da giornalista e scrittrice, ti sei occupata altre volte di questo tema? Pensi che, prima o poi, l’Italia riuscirà a liberarsene?
Sono stata cronista di giudiziaria per molti anni e, vivendo in Campania, mi sono occupata spesso di camorra. Per un anno solo di quello, perché era scoppiata una guerra tra clan e le pagine di cronaca ne erano piene. E’ una domanda difficile quella che mi fai. E’ certo che la magistratura e le forze di polizia continueranno a combattere le mafie e che tante organizzazioni si danno da fare per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento. Oggi le mafie sono entrate nel tessuto economico, politico e istituzionale della nostra società, il mafioso non è più l’uomo della strada che va in giro con la lupara. Liberarsi delle organizzazioni criminali è un concetto molto più complesso.


7) Questo te lo chiedo perché da cagliaritana non ho mai perdonato Matera di averci “rubato” il posto (scherzo, ovviamente!): l’amica di Floriana, Gianna, è di origini sarde. Un caso, un pensiero alla Sardegna arrivata seconda (ma ci rifaremo!), o hai qualche legame con la Sardegna? 
Nessun legame con la tua meravigliosa regione, a parte il fatto che a settembre sarò lì a presentare il romanzo. Avevo scelto il cognome Siddi per Gianna, la pensavo calabrese, poi ho scoperto che è sarda. Tante cose accadono da sole, mentre scrivi.


8) I racconti sulle tradizioni della Basilicata, come quelli sulle prefiche, o la festa della Bruna, sono davvero affascinanti. Sono delle tradizioni sempre molto sentite anche dai giovani o col tempo c’è un po’ di scetticismo?
La festa della Bruna è più forte che mai. Quest’anno, per Matera 2019, preannunciano cose mai viste prima. La lamentazione funebre, studiata dall’antropologo Ernesto De Martino soprattutto a Pisticci, è una tradizione che non credo sia scomparsa del tutto, ma certamente non è più presente come in passato. Il mio romanzo è ambientato ai giorni nostri e io ho creato un personaggio chiave per la storia di Viola, che svolge questa professione, se così la vogliamo chiamare. La Basilicata è in generale molto legata alle sue radici, principalmente perché è fatta di piccoli paesi, per cui è più facile che le usanze del passato sopravvivano e siano parte integrante del tessuto sociale.


9) Ho letto nella tua biografia che sei una giornalista professionista, oltre che scrittrice. Hai sempre scritto storie o questa fase è arrivata dopo la tua professione?
E’ stata la cronaca giudiziaria a far nascere in me la passione per l’indagine. A un certo punto avevo voglia di approfondire un fatto di cronaca con un’inchiesta che potesse andare in libreria. Poi invece quell’idea iniziale è diventata un romanzo giallo. Sapevo di poter scrivere, ma riuscire a costruire una trama gialla mi ha talmente stupito, che poi ho voluto riprovarci.


10) Incontreremo di nuovo Viola Guarino??? (Dicci di sì, ti prego!!!)

Lo spero vivamente. Ho già in mente la seconda storia. Teniamo le dita incrociate!



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