[BlogTour] È ora di riaccendere le stelle di Virginie Grimaldi: Il viaggio come percorso di crescita nel romanzo

Buongiorno lettori e lettrici! Oggi parliamo del romanzo "E' ora di riaccendere le stelle" di Virginie Grimaldi, per Fabbri editori. Nella mia tappa farò una breve riflessione sul tema "Il viaggio come percorso di crescita nel romanzo". Vi preannuncio che questo libro mi è piaciuto tantissimo e spero di avervi trasmesso il mio entusiasmo: consigliato a tutti, soprattutto ai ragazzi dai 14 anni in su, ma anche ai genitori come occasione di conoscere meglio i figli!


Trama
Anna, trentasette anni, è sul punto di soccombere sotto il peso del lavoro e dei debiti e osserva la vita scorrerle davanti come se non le appartenesse. Proprio come le sue figlie, che incrocia ogni giorno solo per il tempo di una frettolosa colazione. Lily, dall'alto dei suoi dodici anni, non nutre grande simpatia per il genere umano: preferisce gli animali, e in particolare il topo che ha adottato e a cui ha messo il nome del padre perché, come ogni ratto che si rispetti, anche lui ha abbandonato la nave. A diciassette anni Chloé ha già detto addio ai propri sogni, e sa che presto dovrà darsi da fare per aiutare la madre. Ma l'atteggiamento da dura è solo una maschera che si scioglie ogni volta che un ragazzo le dimostra un minimo di tenerezza, fosse anche solo per approfittare di lei. II giorno in cui tutto le crolla addosso, Anna sí rende conto di essere sul punto di perdere ciò che ha di più caro al mondo e per cui ha sopportato fatiche e frustrazioni: le sue figlie. Superando paure e attacchi di panico, prende quindi una decisione folle e spericolata: carica le ragazze in camper e parte per un viaggio on the road verso Capo Nord. È l'inizio di un'avventura piena di sorprese esilaranti e incontri commoventi, un corpo a corpo che vedrà madre e figlie scontrarsi sul presente e confrontarsi sui segreti del passato, per poi imparare a conoscersi e ad ascoltarsi. Un'esperienza che le cambierà profondamente, lasciandole senza fiato. Proprio come l'aurora boreale.



Il viaggio come percorso di crescita nel romanzo
Virginie Grimaldi, come avrete potuto leggere nella trama, ci accompagna nel bellissimo viaggio di Anna con le figlie Chloé e Lily.
Un viaggio può avere tantissimi significati: può essere un periodo di riposo, una parentesi dalla routine, una fuga dalla realtà quotidiana, ma, se fatto con le persone che ami, può essere un’occasione di conoscersi meglio e, perché no, di crescere e superare le proprie paure.
Il viaggio verso i Paesi nordici inizia per Anna come una fuga: sopraffatta dai debiti, una volta che riesce ad ottenere le somme per poterli finalmente saldare e ricominciare da capo, decide invece di investirli in qualcosa di molto più importante. Un periodo da sola con le sue due figlie, che, a causa del troppo lavoro, vede sempre troppo poco e si rende conto che, con la loro crescita, inizia a conoscere sempre meno.
Da una parte c’è Chloé, che sta attraversando una delle fasi più difficili della vita di una ragazza: l’adolescenza. Chloé è in piena crisi adolescenziale, in quel periodo in cui se i vostri genitori vi avessero proposto un viaggio insieme a loro in camper avreste preferito “spararvi”. Dall’altra c’è la piccola Lily, dodicenne, una bambina dolcissima e con un innato senso dell’umorismo (non vi nascondo che è in assoluto il mio personaggio preferito del romanzo). 
E infine c’è Anna, l’adulta, che, nonostante sia già mamma di due figlie ha ancora tanto da imparare. Essere una mamma single di questi tempi non è facile: nel mondo dove gli smartphone hanno il sopravvento, riuscire ad entrare nella sfera personale dei figli senza sembrare invadenti, aiutarli a non smarrire la strada è davvero difficile. Soprattutto se, come Anna, soffri di attacchi di panico che, per chi ne soffre o ne ha sofferto, possono essere davvero invalidanti.
Il viaggio delle protagoniste permetterà loro di vivere ventiquattr’ore su ventiquattro a stretto contatto: questo le porterà spesso a scontrarsi, a diventare intolleranti ma, allo stesso tempo, a farle crescere insieme. 
Perché, nella vita, a prescindere da quale sia l’età, c’è sempre qualcosa da imparare. E forse solo quando siamo lontani da casa, quando possiamo essere noi stessi senza doverci piegare alle convenzioni sociali alle quali ci costringono il lavoro, la scuola, le amicizie, riusciamo ad essere davvero noi stessi.
Il viaggio non è solo uno svago: ci porta a vedere luoghi meravigliosi, viste mozzafiato che mai pensavamo possibili e, nel caso delle tre protagoniste, l’aurora boreale. E uno dei modi migliori per crescere insieme è sicuramente questo: condividere dei momenti unici, rivelarsi per quello che si è davvero, conoscersi giorno per giorno e riscoprirsi. 


Se siete dei ragazzi e state leggendo questo post vi consiglio, se siete in quell’età in cui mai e poi mai fareste un viaggio con i vostri genitori, di leggere questo romanzo e ricordarvi che può essere un’occasione di crescita che non vi ricapiterà mai più. Se invece siete dei genitori, quando avete paura che i figli possano essere “un ostacolo” al vostro relax, pensate invece che avete tanto ancora da imparare da loro: perché spesso sono i più piccoli, con la loro ingenuità, il loro stupirsi davanti alle bellezze naturali che ci circondano, ad insegnarci che la vita è meravigliosa e che, a volte, basta riaccendere le stelle per essere felici. 


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