martedì 19 settembre 2017

[Recensione] Augustus di John Williams - Fazi editore




Trama
Sono le Idi di marzo del 44 a.C quando Ottaviano, diciottenne gracile e malaticcio ma intelligente e ambizioso quanto basta, viene a sapere che suo zio, Giulio Cesare, è stato assassinato. Il ragazzo, che da poco è stato adottato dal dittatore, è quindi l’erede designato, ma la sua scalata al potere sarà tutt’altro che lineare.
John Williams ci racconta il principato di Ottaviano Augusto e i fasti e le ambizioni dell’antica Roma attraverso un abile intreccio di epistole, documenti, diari e invenzioni letterarie da cui si scorgono i profili interiori dei tanti attori dell’epoca, i loro dissidi, le loro debolezze: l’opportunismo di Cicerone, la libertà e l’ironia di Orazio, la saggezza di Marco Agrippa, la raffinata intelligenza di Mecenate, ma soprattutto l’inquietudine di Giulia, una donna profonda e moderna, che cede alla lussuria quanto alla grazia.
In Augustus, che valse all’autore il National Book Award nel 1973, protagonista è la lingua meravigliosa di Williams che ci restituisce a pieno lo spirito della Roma augustea.
Un capolavoro della narrativa americana che, fra ricostruzione storica, finzione e perfezione stilistica, non manca mai di dialogare con il presente, e in cui la grande storia è lo spunto per riflettere sulla condizione umana, sulle lusinghe del potere e sulla solitudine di chi lo esercita.

La mia opinione
Se avete amato John Williams in “Stoner” non potete perdere “Augustus”. Una storia completamente diversa, ma che, ancora una volta, fa emergere l’immensa bravura di questo scrittore.
Attraverso un romanzo epistolare, Williams ci parla di uno dei più grandi imperatori dell’Antica Roma, Ottaviano Augusto.
Quando suo zio, Giulio Cesare, viene assassinato, Ottaviano è appena diciottenne, ma capisce subito quale dovrà essere il suo ruolo: tornare a Roma e riportare la pace tra le varie fazioni che si sono create.
Ottaviano, nonostante la giovane età, grazie a degli amici fidati, tra cui ricordiamo Marco Agrippa e Mecenate, riuscirà a farsi amare dal popolo romano, che lo vedrà come un dio mortale.
Ma, come ogni storia di potere, non è mai tutto semplice. La vita di Ottaviano Augusto è dura, fatta sempre di pericoli, intrighi e rischi di congiure.
John Williams non ci parla solo dell’imperatore, ma dell’uomo: un uomo costretto, per via del suo ruolo, alla solitudine. E questo peso emerge sopratutto dai racconti dello stesso Ottaviano: quando sei destinato ad assumere un ruolo così importante, è inevitabile che non riesca più a fidarti di nessuno, persino della tua stessa famiglia.
Ho amato i riferimenti ai poeti e scrittori suoi amici, Orazio, Virgilio, Cicerone, che, per una volta, vediamo in tutte le loro fragilità e nella loro umanità e non come personaggi di un’epoca lontana.
Anche perchè, leggendo la storia, si impara molto anche di ciò che accade oggi: in fondo gli uomini non cambiano e, per quanto possiamo evolverci, la sete di potere, i tradimenti, le discriminazioni, continuano a persistere, rendendoci non tanto diversi dai nostri antenati.
Da donna ho amato particolarmente la storia di Giulia, la figlia di Ottaviano Augusto, alla quale Williams dedica ampio spazio. Una donna forte e intelligente, che, proprio perché donna, non ha avuto la possibilità di emergere in tutta la sua grandezza. Una donna che ha sofferto tanto, perché quando sei la figlia dell’imperatore tutta la tua vita è un progetto e tutti i matrimoni sono soltanto degli accordi politici.
Un bellissimo romanzo storico che, tra finzione e realtà, ci riporta in una delle epoche più prosperose dell’antica Roma, facendo riflettere su giochi di potere, tradimenti, ma, soprattutto, su quanto spesso il potere non renda gli uomini felici, ma soltanto più soli.

Voto finale: 4/5

lunedì 18 settembre 2017

[Recensione] Ci vediamo un giorno di questi di Federica Bosco - Garzanti




Trama
A volte per far nascere un'amicizia senza fine basta un biscotto condiviso nel cortile della scuola. Così è stato per Ludovica e Caterina, che da quel giorno sono diventate come sorelle. Sorelle che non potrebbero essere più diverse l'una dall'altra. Caterina è un vulcano di energia, non conosce cosa sia la paura. Per Ludovica la paura è una parola tatuata a fuoco nella sua vita e sul suo cuore. Nessuno spazio per il rischio, solo scelte sempre uguali. Anno dopo anno, mentre Caterina trascina Ludovica alle feste, lei cerca di introdurre un po' di responsabilità nei giorni dell'amica dominati dal caos. Un'equazione perfetta. Un'unione senza ombre dall'infanzia alla maturità, attraverso l'adolescenza, fino a giungere a quel punto della vita in cui Ludovica si rende conto che la sua vita è impacchettata e precisa come un trolley della Ryanair, per evitare sorprese al check-in, un muro costruito meticolosamente che la protegge dagli urti della vita: lavoro in banca, fidanzato storico, niente figli, nel tentativo di arginare le onde. Eppure non esiste un muro così alto da proteggerci dalle curve del destino. Dalla vita che a volte fortifica, distrugge, cambia. E, inaspettatamente, travolge. Dopo un'esistenza passata da Ludovica a vivere della luce emanata dalla vitalità di Caterina, ora è quest'ultima che ha bisogno di lei. Ora è Caterina a chiederle il regalo più grande. Quello di slacciare le funi che saldano la barca al porto e lasciarsi andare al mare aperto, dove tutto è pericoloso, inatteso, imprevisto. Ma inevitabilmente sorprendente.

La mia opinione
L’ultimo libro di Federica Bosco, una delle mie scrittrici italiane preferite, è semplicemente meraviglioso.
Attraverso la storia di Ludovica e Caterina, la Bosco ci ricorda l’importanza dell’amicizia, che talvolta è un legame persino pari o più forte di quello con la propria famiglia.
Ludovica e Caterina, diventate amiche per caso durante una pausa a scuola, sono due ragazze completamente diverse tra di loro: mentre Ludovica è una  persona razionale, pragmatica, sempre super organizzata e la cui vita non esce mai dagli schemi che si è prefissata, Caterina è un vero e proprio vulcano di energia, imprevedibile, sempre piena di idee nuove e capace di lanciarsi al buio in progetti ambiziosi e un po’ pazzi.
Ludo ha sempre pensato che Cate fosse la sua roccia, quella che la spronava e, al tempo stesso, la proteggeva. Nella sua insicurezza, Ludovica ha sempre ammirato Caterina, quasi invidiando il suo coraggio e la sua forza incrollabile.
Nel corso della loro amicizia, come sempre accade, ci sono stati litigi terribili, con parole che spesso sfuggono nei momenti di rabbia e che solo le persone che ci amano davvero possono capire e perdonare. 
E, proprio per questo, le due amiche non si sono mai perse, non sono mai riuscite a tenersi il muso o rimanere distanti l’una dall’altra per troppo tempo.
Talvolta, però, il destino è crudele e ci ricorda che certi “imprevisti” della vita non possono essere controllati. Per una volta sarà Caterina ad avere estremo bisogno di Ludovica. E finalmente Ludovica, che ha sempre vissuto la sua vita all’ombra dell’amica, deve essere forte per entrambe, deve prendere il volo e lanciarsi nell’imprevedibile, per fare un “regalo” importantissimo all’amica.
In questo modo, sarà anche Caterina a fare un regalo a Ludovica che, dopo tanto tempo, troverà se stessa e il suo posto nel mondo e capirà quanto è stata sempre fondamentale nella vita di Cate, più di quanto avesse mai potuto immaginare.
Una storia stupenda, un’amicizia che è talmente forte che niente e nessuno può scalfire. Raccontandoci di due ragazze che, più che amiche, sembrano sorelle, Federica Bosco ci ricorda l’importanza dei legami, ci ricorda che possiamo benissimo essere autonomi e indipendenti, ma che è fondamentale avere dei punti fermi, dei porti sicuri ai quali tornare e che non ci giudicano mai.
Ho divorato questo libro in poche ore, talmente era coinvolgente; unica raccomandazione: preparate i fazzoletti perché non potrete non commuovervi.

Voto finale: 5/5

venerdì 8 settembre 2017

[Recensione] Cosa ho fatto per amore di Susan Elizabeth Phillips per Leggereditore



Trama
Per Georgie York, un tempo la protagonista di una delle sitcom preferite dagli americani, è proprio un periodo no. La sua carriera cinematografica è in stallo e dover badare a suo padre la sta facendo letteralmente impazzire. Per di più, suo marito l'ha appena lasciata... Un bel danno d'immagine per una delle attrici più amate dal grande pubblico. In un momento del genere, andare a Las Vegas e imbattersi nel suo ex collega, il detestabile ma fascinoso Bramwell Shepard, sarebbe stata per chiunque la peggiore delle soluzioni. Ma Georgie non è una donna come le altre, la sua vita è uno straordinario e inestricabile groviglio di guai. Quando ai suoi però si aggiungono quelli di Bramwell Shepard, la situazione diventa a dir poco esplosiva, perché i destini dei due ex rivali sono più legati di quanto loro stessi avessero mai sospettato.

La mia opinione
Oggi mi rivolgo alle lettrici romantiche: non fatevi assolutamente sfuggire “Cosa ho fatto per amore”.
Ormai Susan Elizabeth Phillips è una delle scrittrici migliori in circolazione quando si parla di romance e anche questa volta ha fatto centro.
Inizialmente mi sembrava di rivedere la storia tra Jennifer Aniston, Brad Pitt e Angiolina Jolie, e sono convinta che la SEP si sia ispirata a questo notissimo gossip per iniziare il romanzo.
Infatti, la protagonista, Georgie, è un’attrice comica, diventata famosa per una serie tv che è entrata nei cuori del pubblico americano. A coronare la sua carriera, non poteva che esserci il matrimonio con uno degli attori più belli e famosi, Lance. Tuttavia, questa unione apparentemente perfetta crolla quando Lance, impegnato in un nuovo film, incontra la bellissima e appassionata attrice Jade, nota per le sue opere di beneficienza in giro per il mondo.
Tanto più che Georgie non è la classica bellezza holliwoodiana, ma ha delle caratteristiche particolari che la rendono insicura e inferiore a Lance.
All’inizio del romanzo, sembra quasi che Georgie si incolpi dell’abbandono, come se un uomo tanto bello e perfetto non potesse aver scelto lei.
Georgie è una protagonista fantastica: è buona, altruista, gentile, tutte caratteristiche che in un mondo come quello di LA, fatto di superficialità e cattiverie, sono difficili da trovare.
E, tra i tanti personaggi con una brutta fama, c’è anche Bram Shepard, suo coprotagonista nella serie TV che l’ha resa famosa e l’uomo che Georgie odia di più al mondo.
Eppure Georgie ha la capacità innata di mettersi nei guai: in poco meno di 24 ore a Las Vegas, si troverà sposata proprio con il suo acerrimo nemico: Bram.
Entrambi cercheranno di sfruttare la situazione a proprio vantaggio per farsi pubblicità. Ma riuscirà la dolce e fragile Georgie a lasciarsi alle spalle le sue insicurezze e sfruttare questo matrimonio? Piano piano, grazie anche all’aiuto e all’influenza di Bram, Georgie riuscirà a prendere finalmente in mano la sua vita, realizzare i suoi desideri e spiccare finalmente il volo.
Il libro è scritto benissimo, come tutti i romanzi della Phillips, e, nonostante sia abbastanza lungo rispetto ad altri romance, le pagine scorrono veloci una dietro l’altra, in una storia romantica, divertente e inaspettata.

Voto finale: 4/5