lunedì 11 giugno 2018

[Recensione] Il giorno dei Lord di Michael Dobbs - Fazi Editore




Trama 
Una volta all'anno, le persone più importanti d'Inghilterra si riuniscono tutte insieme in una stanza. La regina Elisabetta e il principe ereditario Carlo, il primo ministro, giudici, vescovi, leader spirituali e temporali. Non mancano le nuove generazioni: sono presenti il figlio del primo ministro britannico e il figlio della presidente USA. L'occasione è quella della cerimonia d'apertura del Parlamento, la cerimonia di Stato più importante dell'anno, un evento «strappato alle fornaci della storia britannica». Quattrocento anni prima, nella stessa occasione, Guy Fawkes aveva cercato di far saltare in aria tutti quanti. Ora tocca a un nuovo gruppo di congiurati, stavolta stranieri, prendere d'assalto la Camera dei Lord. Per un giorno, ventiquattr'ore di pura tensione in cui le crisi politico-diplomatiche si mischiano a quelle personali, verranno tutti presi in ostaggio: i terroristi terranno sotto scacco una nazione e il mondo intero, il tutto in diretta tv. Ma dovranno vedersela con Harry Jones, parlamentare ed ex militare pluridecorato in piena crisi matrimoniale, noto sia per il suo coraggio che per la sua capacità di indisporre i superiori per eccesso di intraprendenza. La parabola angosciante di uno scenario spaventosamente verosimile, che si conclude con uno sbalorditivo colpo di scena.

La mia opinione
Dopo “House of cards” (che non ho ancora letto, ma recupererò presto), torna Michael Dobbs con un bellissimo thriller, rappresentando uno degli incubi peggiori del nostro secolo: la minaccia del terrorismo.
Di grande attualità, ne Il giorno dei Lord l'autore immagina un colpo perfetto da parte dei terroristi durante l’apertura del Parlamento. In questa occasione, tutte le persone più importanti dell’Inghilterra si trovano, appunto, nella Camera dei Lord. 
Tra questi, anche la Regina Elisabetta e il figlio della Presidente degli USA.
Già questi due elementi fanno presagire uno scontro tra due “titani”, il Regno Unito e gli Stati Uniti, da sempre alleati ma, allo stesso tempo, in competizione tra loro. 
Il ruolo chiave nel romanzo è ricoperto da Harry Jones, un personaggio che farà parte di tutta la serie (Il giorno dei Lord è solo il primo) e che vi piacerà tantissimo: ribelle, impulsivo, ma con un forte senso di nazionalismo.
Il romanzo ha la tipica cadenza dei libri o delle serie tv inglesi: calmo, fiero, elegante. Non mancano, tuttavia, i colpi di scena.
Quello che ho apprezzato maggiormente di questa ipotesi di un incubo che speriamo non si realizzi mai, è stata l’unione degli elementi politici più attuali. 
In primo luogo, l’enorme importanza che riveste ancora oggi la monarchia inglese e, in particolare, la Regina Elisabetta. Ogni giorno siamo testimoni, seppur lontani, di quanto questa donna forte, caparbia, legata alle tradizioni, sia un simbolo irrinunciabile per il Regno Unito, tanto da mettere in crisi, nel romanzo, la Ministra degli Interni che, posta al comando dell’operazione di rilascio degli ostaggi, sa quanto non salvare la Regina potrebbe compromettere i politici e lei in particolare di fronte all’opinione pubblica. 
C’è poi l’incubo terrorismo: tutti voi lo conoscete bene ed è inutile che mi soffermi a parlarne. Tuttavia, ogni volta che si leggono queste storie, vere o fittizie che siano, un senso di paura si impossessa di noi. Ci sentiamo impotenti, inermi di fronte a persone che sono disposte a sacrificare la propria vita per imporre il terrore, per farci sentire indifesi. Non sempre è possibile difendersi, ma quando ci si riesce ci si sente più al sicuro. E, fittiziamente, spero che un Harry Jones possa esserci ovunque.
Infine, la mai sopita competizione tra Regno Unito e Stati Uniti. Due potenze che sono tra le più importanti al mondo, entrambe alleate, ma profondamente diverse. Dell’Inghilterra vediamo la tradizione, la fierezza di un popolo antico, il suo essere impeccabile in ogni situazione. Dagli Stati Uniti, invece, la consapevolezza della propria potenza a livello mondiale, la voglia di azione e di rivalsa, probabile retaggio delle colonizzazioni.
Un romanzo che, come vi ho detto, prospetta un incubo che speriamo di non dover mai vivere, con un ritmo lento e calmo, ma allo stesso tempo con la suspense dietro l’angolo e con un colpo di scena finale che vi lascerà a bocca aperta. Non escludo che verrà fatta una serie TV, anzi me lo auguro, e sono certa che, con queste premesse, non sarà assolutamente da meno rispetto ad House of Cards!

Voto finale: 5/5

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