mercoledì 21 ottobre 2015

L'amore ai tempi di Jane Austen: Emma



"Bella, intelligente e ricca, con una dimora confortevole è un carattere felice, Emma Woodhouse sembrava riunire in sé alcuni dei vantaggi migliori dell'esistenza; e aveva vissuto quasi ventun anni in questo mondo con scarsissime occasioni di dispiacere o di dispetto."



Ho sempre amato Jane Austen, probabilmente perché sono una romantica e le storie d'amore di fine 700/800 mi affascinano. Sopratutto oggi, dove gli approcci sono ben diversi. Mi piace la timidezza delle donne e il lungo percorso che portava al fidanzamento e poi al matrimonio a partire da un semplice sguardo (e non da un like su Instagram o da uno scambio di contatti su Facebook!).  E, come potete vedere dalla foto, mi sarebbe tanto piaciuto indossare uno di quei vestiti delle riviste di moda dell'epoca (ok, dai film sembrano sempre di una scomodità assurda, ma quanto sono belli?) 
Tuttavia, nonostante ami Elizabeth Bennet e Mister Darcy di Orgoglio e pregiudizio (chi non vorrebbe incontrare un Mister Darcy?), ho deciso di inaugurare il mio blog parlando di un libro meno conosciuto della Austen, ma per me altrettanto bello. 



Emma si distingue da tutte le altre protagoniste dei libri della Austen ed é la stessa autrice a dircelo, commentando (in una lettera alla sorella) il suo romanzo così: "Mi preparo a creare un'eroina che non sarà molto gradita a nessuno se non a me". Beh, Jane se ti avessi davanti ti direi che a me Emma è piaciuta eccome! E questo proprio perché si discosta dalle altre. 
È vero che le protagoniste dei suoi libri sono sempre rappresentate come intelligenti, ma Emma ha qualcosa di diverso: lei non vuole sposarsi! (ricordo invece quasi a memoria l'incipit di Orgoglio e pregiudizio "È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie. E benché poco sia dato sapere delle vere inclinazioni e dei proponimenti di chi per la prima volta venga a trovarsi in un ambiente sconosciuto, accade tuttavia che tale convinzione sia così 
saldamente radicata nelle menti dei suoi nuovi vicini da indurli a considerarlo fin da quel momento legittimo appannaggio dell'una o dell'altra delle loro figlie"). 
Ed è proprio per questo suo essere apparentemente distaccata dai sentimenti e dalla questione dei matrimoni (se non di quelli altrui!), che forse a noi "ragazze moderne" piace così tanto. Emma è indipendente, intelligente e sembra avere una scarsa stima degli uomini quando dice "Mi inganno di molto se il vostro senso non pensa, in generale, che tanta bellezza e tanta dolcezza siano le doti più alte che una donna possa possedere". 
Nonostante questa sua parvenza di donna forte e indipendente, Emma ci appare, però, sola. E forse è proprio questo suo senso di solitudine che la porta a combinare matrimoni per la sua amica Harriet, generando una serie di incomprensioni e piccoli disastri. 
Non voglio anticipare nulla, ma Emma durante il romanzo matura anche nei sentimenti (ci appare per tutto il libro poco romantica e non particolarmente interessata all'amore) e riesce finalmente a trovare la sua personale felicità... A questo proposito vi cito la frase di un libro/manuale di "biblioterapia", che secondo me tutti gli appassionati di libri dovrebbero avere nel comodino. Sto parlando di "Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno" di Ella Berthoud e Susan Elderkin, che nel paragrafo dedicato a "Cercare l'uomo/donna ideale" ci dicono a proposito di Emma "ci mette un intero romanzo a sviluppare abbastanza consapevolezza di sé da essere finalmente colpita dalla freccia di Cupido..."
Imperdibile anche l'omonimo film con la bellissima Gwyneth Paltrow nei panni di Emma! 


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