mercoledì 27 gennaio 2016

Per non dimenticare: un pensiero di Monica Hesse, autrice del romanzo "La ragazza con la bicicletta rossa" sulla guerra ieri e oggi.

Ben ritrovati cari lettori!
La settimana scorsa vi ho parlato di un romanzo che ho avuto il piacere di leggere in anteprima e che è uscito il 19 gennaio in libreria. Romanzo di esordio di Monica Hesse, La ragazza con la bicicletta rossa ci ricorda non solo l'Olocausto, ma anche le sofferenze della guerra viste con gli occhi di Hanneke, una coraggiosa ragazza olandese che rappresenta i giovani della resistenza di quegli anni ad Amsterdam.

Grazie alla Piemme ho potuto chiedere a Monica qualcosa di più. Il tema dell'Olocausto è, purtroppo, ben noto e anche se trovo giusto e doveroso, da parte nostra, ricordare sempre e in particolare oggi, 27 gennaio, le crudeltà e la tragedia che esseri umani hanno potuto perpetrare, il mio pensiero è andato anche alle guerre attuali, che sono tantissime e di cui spesso ci dimentichiamo.
Monica Hesse è una scrittrice e giornalista, che scrive anche per il Washington Post, occupandosi di tanti argomenti. Proprio in considerazione della sua professione, dopo averla ringraziata non solo per il bellissimo romanzo che ci ha regalato, ma anche per la lettera rivolta a noi lettori (che ho apprezzato particolarmente, perché mi ha fatto sentire l'autrice più "vicina") le ho chiesto se abbia preso spunto da qualche paese attualmente in guerra che, purtroppo, anche se a noi sembrano lontani perché non ci toccano direttamente, sono una triste realtà di fronte alla quale penso che tutti, un po' come Hanneke, ci sentiamo impotenti.
Ecco la risposta di Monica:

Le grandi battaglie dell'umanità si ripetono ancora e ancora… Non è così? Vediamo che il potere dell'ISIS si allarga in Siria, e i rifugiati siriani sono alla disperata ricerca di paesi che li accolgano; 75 anni fa erano i Nazisti a spadroneggiare nell'Europa occidentale e gli ebrei in fuga verso un posto dove dirigersi. Non ho deciso di scrivere un romanzo storico che richiamasse in parallelo gli eventi che accadono oggi, ma è stato praticamente inevitabile. Perché dietro questi eventi, avvenuti nel 1943 o nel 2016 o nel 1862, ci sono le stesse emozioni umane - paura, miseria, fanatismo, ignoranza - che rappresentano la parte peggiore di noi, quella parte contro la quale dobbiamo sforzarci di lottare sempre.

Mi trovo perfettamente d'accordo con l'autrice e approfitto di questa giornata non solo per "meditare (riprendendo le indimenticabili parole di Primo Levi) che questo è stato", ma anche per ricordare, prima di tutto a me stessa, che l'essere umano, nonostante la civilizzazione che caratterizza il nostro secolo, non è ancora immune a quella "parte peggiore di noi" che porta a sofferenze, torture, discriminazioni, alle quali spesso non pensiamo, ma che purtroppo sono ben lontane da essere superate del tutto.
Vi lascio con una frase tratta dal libro e che mi sembra particolarmente significativa:
"Paura. È vero. È l'odore che non riuscivo ad afferrare. L'odore del mio meraviglioso paese spezzato."

1 commento:

  1. E' vero, purtroppo ancora oggi assistiamo a degli eventi che non dovrebbero mai più ripetersi...

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