lunedì 18 gennaio 2016

Stormbird. La guerra delle rose vol. 1 - Conn Iggulden

"Il mio animo è pronto e la mia volontà per servire umilmente questo fiore con ogni mio pensiero e in fedeltà senza accidia né infingimento alcuno; conoscerlo davvero è un paradiso, vedere questo fiore che comincia a sbocciare,i suoi nuovi, freschi colori, bianco e rosso".
William De La Pole [scritta per Margherita d’Angiò]

Trama
Sfortunato è quel regno che ha per re un uomo debole. È il 1437 e le nubi si addensano minacciose nei cieli inglesi: il potere è in mano alla famiglia Lancaster, ma il “leone d’Inghilterra” Enrico V non è più sul trono. A succedergli è il figlio, Enrico VI, un uomo malato e senza ambizioni. Ma il trono di Inghilterra è troppo importante perché resti nelle mani del “re agnellino”. Così, sono in molti, nella schiera dei suoi avidi consiglieri, ad approfittare della situazione – come il potentissimo duca di Suffolk, che nutre inconfessabili speranze di potere. Ma anche nella stirpe di York, rivale dei Lancaster, c’è chi non ha rinunciato a volere l’Inghilterra nelle mani di un re forte – come Riccardo, duca di York, e i suoi sodali. Tanto più che all’orizzonte c’è una nuova minaccia: l’imminente ribellione nei territori inglesi di Francia. E quando comincia a correre voce che Enrico VI sia stato promesso in sposo a una nobildonna francese, Margherita d’Angiò, il futuro dell’Inghilterra appare come non mai in pericolo. Per i Lancaster e gli York comincia così un reciproco assedio, una guerra da combattere in patria e nei territori francesi, il cui bottino è il destino stesso dell’Inghilterra. E quel trono che più di tutti gli altri vuol dire potere e, come il potere, non cessa di generare mostri. 
La mia opinione
L’acquisto di questo romanzo è stato dettato dal classico “colpo di fulmine” per la copertina. Poco prima di Natale girellavo in libreria con il solito monito interiore “hai già tanti libri, non comprarne altri!”, quando sono stata letteralmente catturata dall'ultimo volume della trilogia della “Guerra delle Rose”, che ancora non conoscevo. Ho così scoperto che si trattava di una trilogia scritta da uno dei più famosi scrittori di romanzi storici inglesi.
Complice anche il periodo storico che trovo veramente affascinante sin da quando, da piccola, ho letto “La freccia nera” (che, anche se è considerato un romanzo per ragazzi, vi consiglio assolutamente di leggere!), il mio amore per questo libro non si è fermato alla copertina.
Non sono mai stata una grande fan della storia come materia scolastica (ho sempre odiato le date da memorizzare), ma i romanzi storici mi piacciono, specialmente quando non si allontanano eccessivamente dai fatti reali, come in questo caso (in fondo permettono di imparare divertendosi!). Inoltre, il libro è corredato di mappe, alberi genealogici e note storiche che consentono anche ai "profani" di immergersi a pieno nella storia.
Stormbird è appassionante sin dalle prime pagine, che si aprono con la morte del Re Edoardo III e che già fanno presagire che ci saranno problemi nella successione. Dopo queste poche pagine ci ritroviamo proiettati nel 1443 dove troviamo il re Enrico IV, uomo talmente debole da non essere in grado di governare come suo padre. Enrico passa il tempo rinchiuso in Chiesa, a pregare per la pace con la Francia.
La sua richiesta di pace, orchestrata grazie agli intrighi di Brewer, capo delle spie reali, porterà al coronamento del matrimonio con Margherita d’Angiò, uno dei miei personaggi preferiti del romanzo, ma anche alle note conseguenze di ribellioni sia in Francia che in Inghilterra.
Si mescolano così amore, intrighi e avventura che lo rendono davvero avvincente e persino superiore alle mie aspettative. Ovviamente io stavo dalla parte di re Enrico, sopratutto dopo il legame con Margherita, che è davvero una protagonista affascinante: arrivata dalla Francia appena adolescente si rivela una donna con un carattere forte, capace di difendere il marito e di aiutarlo nelle decisioni da prendere. Questo è il motivo per cui ho amato Margherita: certo, in Inghilterra, come sappiamo, le donne forti al potere non sono mai mancate, ma forse, poiché lo scrittore è stato bravo a parlare di lei da quando era bambina e non immaginava certo un futuro simile, non si può non rimanerne affascinati.
La caratteristica che ho davvero apprezzato del romanzo è che, per ogni “fazione”, quella del re Enrico, quella delle spie, quella del duca di York, quella dei ribelli, ci sono dei personaggi (realmente esistiti) che vengono narrati in modo talmente preciso, attraverso la descrizione delle sensazioni che provano, dei sentimenti, della rabbia, che sembra quasi di tornare indietro nel tempo ed essere tra di loro.
Una menzione particolare al mio secondo personaggio preferito dopo Margherita: William de la Pole. Non voglio svelare troppo per chi deve ancora leggere il romanzo, ma non ci si può non affezionare anche a lui. È un personaggio onesto, buono, leale che, purtroppo, subisce un trattamento davvero ingiusto (per lui  avrei davvero voluto cambiare la storia!).
Lo stile è davvero scorrevole, non risulta mai pesante, neanche nelle descrizioni delle guerre che, come vi ho già detto una volta, non amo molto. È un romanzo al quale non riesco proprio a fare alcuna critica… forse solo che si tratta di una trilogia e che, dopo aver letto questo, sarò "costretta" a comprare gli altri due! (d'altronde come si può resistere alla tentazione di avere quelle tre meravigliose copertine nella propria libreria??)

Il libro
Autore: Conn Iggulden
Casa editrice: Piemme
Collana: Narrativa
Serie: Storica
Anno di pubblicazione: 2014




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