lunedì 30 luglio 2018

[Recensione] Quattro Madri di Shifra Horn - Fazi editore



Trama
"Quattro madri" racconta la storia di quattro generazioni di donne durante l'ultimo secolo a Gerusalemme. Amal, appartenente alla quinta generazione, è disperata poiché il marito, dopo la nascita del primo figlio, se n'è andato senza lasciare traccia. Al contrario sua madre, sua nonna e sua bisnonna si rallegrano dell'evento: la nascita di un maschio sano significa, infatti, che la lunga maledizione che pesava sulla loro stirpe è finita e non ci sarà più nessuna figlia femmina a ereditarla. Per consolarla, le donne raccontano ad Amal la storia di questa maledizione e la rassicurano sul suo destino e su quello di tutta la famiglia. Una famiglia di donne straordinarie: Mazal, l'orfana, dal cui matrimonio segnato dalla sciagura prende il via la maledizione; la bellissima Sarah, sua figlia, dai bei capelli dorati simbolo del suo potere taumaturgico; la figlia di Sarah, Pnina Mazal, la cui capacità di conoscere i pensieri degli altri è fonte insieme di gioia e dolore; e infine Gheula, madre di Amali, un'idealista dall'intelligenza penetrante, pronta a impugnare la causa di ogni diseredato. Epico, commovente e appassionante, "Quattro madri", che ha per sfondo le tormentate vicende della Palestina e dello Stato di Israele, è un romanzo misterioso e fantastico, ricco di realismo magico da fiaba e di folclore da leggenda.

La mia opinione
Chi segue il mio blog sa che amo le storie che hanno per protagoniste delle donne forti, oltre che le saghe familiari. “Quattro madri” riunisce esattamente queste caratteristiche e non poteva non rimanermi nel cuore.
La storia è quella di una famiglia matriarcale non nel senso più comune del termine, ma un matriarcato nel quale gli uomini non ci sono proprio. 
La locuzione latina “mater semper certa est, pater numquam”, nel caso della famiglia di Amal, che racconta la generazione delle tre donne che l’hanno preceduta, descrive perfettamente questa famiglia. Sembra, infatti, che dalla generazione di Mazal, la trisnonna di Amal, ci sia una sorta di maledizione. Gli uomini, i padri, sono solo destinati a procreare le figlie, ma non a fare parte della loro vita. Così succede anche ad Amal, il cui marito scompare proprio nel giorno della nascita del figlio maschio.
Ma questo evento potrebbe determinare una sorta di salvezza per la famiglia di Amal: la nascita di un maschio sano potrebbe, infatti, spezzare la maledizione che accompagna le donne della sua famiglia. 
Amal, che non capisce queste dinamiche e ha sempre desiderato di conoscere suo padre, si reca dalla bisnonna Sarah, per sapere qualcosa di più sul suo passato.
Sarah è una donna affascinante e misteriosa. Si dice che a Gerusalemme non ci fosse una donna più bella di lei e che tutti accorressero per vederla da Paesi lontani. 
Partendo dalla mamma di Sarah, Mazal, la scrittrice Shifra Horn ci racconta quattro storie diverse ma tutte altrettanto straordinarie. La particolarità di questo romanzo è il suo intrecciare fantasia e realtà, leggende e fatti storici della Palestina, rendendolo un romanzo allo stesso tempo verosimile e fiabesco.
Le donne sono protagoniste assolute del romanzo, quel tipo di donna che non solo riesce a mantenere i figli, ma si rimbocca le maniche quando i mariti non ci sono più. Quelle donne che si inventano i lavori più diversi per sopravvivere, fino a diventare, come Sarah, delle vere e proprie benefattrici. 
Da donna dico alle altre donne: leggete questo romanzo, vi sentirete forti, rimarrete ammaliate da queste “quattro straordinarie madri”. Ma anche per gli uomini può essere una bella lettura: vi ricorderà la forza delle vostre madri e i sacrifici che, giorno per giorno, hanno fatto per voi.

Voto finale: 5/5

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