lunedì 26 febbraio 2018

[Recensione] Isola di Siri Ranva Hjelm Jacobsen - Iperborea



Trama
Una giovane ragazza danese ha nostalgia di un'isola verde e impervia battuta dai venti del Nord, un'isola delle Faroe dove non ha mai vissuto ma che ha sempre sentito chiamare «casa», perché da lì emigrò la sua famiglia negli anni Trenta. Comincia così, dall'urgenza di riappropriarsi delle sue origini e di una cultura che ha ereditato ma non le appartiene, il suo viaggio di ritorno a Suduroy, da cui nonno Fritz, pescatore dell'Artico, partì alla ricerca di un destino migliore, e nonna Marita, sognatrice irrequieta, fuggì verso il mondo e la modernità. Un viaggio nella storia di una famiglia e di questo piccolo arcipelago sperduto nell'Atlantico, che è stato coinvolto nel secondo conflitto mondiale e nella guerra fredda e che ha lottato fieramente per una sua autonomia dalla Danimarca. Un viaggio nella memoria e nel mito che perdura in queste terre sospese nel tempo, tra le asprezze di una natura primigenia, dove ogni racconto di vita si colora di leggenda, dall'amore segreto tra Marita e Ragnar il Rosso, falegname filosofo e ribelle che chiama i gabbiani «i proletari del mare», alla roccia incantata nel giardino di zia Beate, che attira sciagure su chi prova a rimuoverla. Romanzo d'ispirazione autobiografica, "Isola" è un canto d'amore alle Faroe e un racconto sulle ripercussioni intime dell'emigrazione, sul ruolo degli affetti e dei legami di sangue nell'identità di una persona, sul bisogno di radici o almeno di un'Itaca dell'anima, un posto che si possa chiamare casa.

La mia opinione
Il romanzo Isola di Siri Ranva Hjelm Jacobsen racconta la storia di una ragazza danese che, alla morte della nonna Marita, torna nella sua “Isola”, una delle Faroe. 
In realtà, lei non ha mai vissuto in questo posto, ma ne è profondamente legata per merito dei racconti che i nonni le hanno tramandato e per le vacanze che vi ha trascorso.
La stessa autrice è profondamente legata a questa terra, misteriosa, affascinante, dove il mare è padrone. Un luogo dove chiunque sente quell’odore di salsedine tipico dei posti di mare e che affascina i visitatori e gli abitanti.
La protagonista, in un alternarsi tra presente e passato, ci porta a ripercorrere la storia dei nonni, caratterizzata da un grande amore e da una scelta difficile come quella dell’emigrazione verso la Danimarca. Ma dietro il forte legame tra Marita e Fritz si nascondono tanti segreti che, piano piano, vengono rivelati al lettore. 
Soprattutto si racconta la storia di una famiglia di pescatori unita e forte, quella del nonno Fritz, dove si intrecciano misteri e segreti, nella quale ciascuno cerca di uscire dal mestiere deciso per lui e dall’appartenenza all’isola. La fuga da questo luogo magico viene vista come possibilità di riscatto e realizzazione, la speranza di potersi migliorare e di trovare un proprio ruolo nel mondo. Un sentimento che spesso caratterizza gli isolani e che, da sarda, posso capire perfettamente. 
Ho trovato tante assonanze con le persone che conosco e che hanno deciso di partire. Da un lato la soddisfazione per la propria realizzazione personale, per aver avuto il coraggio di lasciare le proprie radici e la famiglia. Dall’altro, un amore sconfinato per la propria terra d’origine, che solo chi vive in un’isola, spesso difficile da raggiungere, può capire.
E l’amore per la propria terra, la necessità di avere un luogo in cui tornare e da chiamare casa, emerge chiaramente nelle parole della protagonista. Un’adolescente che, pur non avendo mai vissuto nelle isole Faroe, le sente profondamente sue.
Ho apprezzato tantissimo l’ambientazione, perché le descrizioni sono talmente perfette e reali che fanno venire voglia di partire subito verso questo mondo sconosciuto e affascinante. Ugualmente la prosa dell’autrice, definita poetica, contribuisce a rendere questo libro magico.
Ciò che mi è piaciuto un po’ meno è stata l’evanescenza della trama. Il racconto della vita dei nonni, persone a mio parere fondamentali nella vita di ciascuno di noi, avrebbe meritato un approfondimento in più, così come la vita della protagonista.
Penso che quella di lasciare molte parti all’immaginazione del lettore sia stata una scelta voluta della scrittrice, che ben si concilia con il suo stile poetico, ma che in me ha lasciato un senso di insoddisfazione e incompletezza. Un bel romanzo, ma che in parte mi ha delusa rispetto alle aspettative iniziali.

Voto finale: 3/5

1 commento:

  1. Ciao :) Mi dispiace per la leggera delusione. A me è appena arrivato e ho aspettative altissime, infatti non vedo l'ora di leggerlo!

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