mercoledì 27 luglio 2016

[Intervista all'autrice] Chiara Giacobelli, scrittrice di "Un disastro chiamato amore"


Buonasera lettrici e lettori. Oggi ospitiamo nel blog Chiara Giacobelli, giovanissima e simpaticissima autrice del libro "Un disastro chiamato amore", il suo romanzo d'esordio (per chi si fosse perso la recensione, può trovarla qui). 

La parola a Chiara!

1) Parlaci un po’ di te… qualcosa da aggiungere su Chiara Giacobelli rispetto alla biografia che troviamo nel libro? 
Se vuoi posso allegarti il mio curriculum medico… ne ho scritto uno spiritoso anni fa, che aggiornato ad oggi si allungherebbe di circa 4 pagine. A parte gli scherzi, a me piace comunicare attraverso le citazioni dei libri che amo, più che descrivermi in prima persona: non sono un animale da palcoscenico, a differenza di molti artisti e scrittori. Potrei dirtene tante, ma credo ne basti una: “Seconda a destra e poi dritto, fino al mattino”. J.M.Barrie, Peter Pan. 

2) Altra domanda personale, per conoscerti un po’ meglio… So che Viv ha una paura tremenda dei cani, non so se questo valga anche per la sua “alter ego” Chiara. In ogni caso ti chiedo, se fossi un animale quale saresti e perché? 
Paura dei cani: ce l’abbiamo! Se fossi un animale sarei un gatto, perché abbiamo un’affinità elettiva naturale e inspiegabile, oltre a una totale somiglianza caratteriale. Anzi, sono abbastanza sicura di esserlo stata in una vita precedente. 

3) Adoro leggere le dediche prima di immergermi nei romanzi che leggo. Tu hai dedicato il romanzo ai tuoi genitori. Puoi dirci qualcosina in più su di loro? 
Mia madre ormai conosce questo libro a memoria, talmente tante sono le volte in cui lo ha letto, riletto, corretto, aiutandomi a sistemare ogni errore o dettaglio. Diciamo che ormai funge un po’ da mia segretaria personale. A mio padre è vagamente ispirato il personaggio di Grégoire, soprattutto relativamente a ciò che è solito dire a Vivienne… 

4) Ho letto nelle note che il personaggio di Elisabetta Grimaldi è parzialmente ispirato ad Audrey Hepburn. Io adoro tutti i suoi film, vale lo stesso per te? Il tuo preferito? 
Non sono un’appassionata di film tanto quanto di libri, quindi mentre potrei raccontarti vita morte e miracoli di una scrittrice o di uno scrittore, lo stesso non vale per gli attori. Audrey Hepburn mi ispira nella sua interezza, non solo come attrice ma anche come donna, nelle scelte che ha compiuto durante la sua vita. A cominciare dal voler fare beneficenza senza troppa visibilità mediatica. 

5) Una cosa che ho adorato nel romanzo e che ho sottolineato anche nella recensione è la vocina interna di Viv, rappresentata dalla nonna. Siccome a me spesso accade la stessa cosa, dato che Viv è il tuo alter-ego, hai avuto anche tu dei nonni speciali? 
La mia nonna materna, purtroppo – sempre per la legge di Murphy – la prima ad andarsene. Ma lei non mi dava consigli come nonna Betty: quelli sono più che altro ripresi dalla parte di me che a volte vede tutto nero, o comunque tende a sminuire e ad essere cinica per non incappare nell’ennesima delusione. 

Il Golfo dei Poeti, dove è ambientato il romanzo di Chiara

6) Mi sembra di capire che la cartella “PIL” (che le lettrici conosceranno leggendo il tuo romanzo) esista davvero. Come ti è venuta l’idea di raccogliere i messaggi dei Pazzi in Libertà? 
Perché quando ti arrivano con costanza certe mail assurde non le puoi cestinare, sarebbe uno spreco! Le risate che ci siamo fatte con le mie amiche leggendo i messaggi della cartella PIL non si contano. Per anni non ha avuto altro scopo se non quello di farci divertire, adesso finalmente ne ha trovato uno più nobile. Spero solo di non essere denunciata da qualcuno di coloro che hanno inviato le mail… 

7) Non ho potuto non notare il tuo amore per i classici, in particolare per le sorelle Bronte e Jane Austen. Io ho avuto la sensazione che Viv fosse un po’ un personaggio di quei romanzi trasportato nel nostro secolo. Hai percepito la stessa cosa mentre scrivevi il romanzo? 
La realtà è un po’ diversa: sono io ad essere rimasta ferma all’Ottocento e trasportata a forza in questa epoca, in cui mi sento totalmente fuori luogo. Viv genera questa impressione – la quale tra l’altro non era nelle mie volontà conscie, ma che ritrovo molto nei commenti di voi lettrici – perché assomiglia a me. Non sai quanta gente mi ferma per strada e mi chiede una foto insieme dicendomi che assomiglio a una dama pre-raffaellita, oppure del romanticismo inglese, o una cortigiana della Serenissima. Te ne potrei dire non so quante! In effetti credo che se qualcuno usasse su di me la macchina del tempo e mi riportasse indietro, potrei anche trovare la mia anima gemella che a quest’ora starà vagando inquieta e disperata alla mia ricerca nella brughiera o nelle lande solitarie… (:P) 

8) Sei sicura che Alex Lennyster non esista davvero? Perché altrimenti io e le lettrici partiamo subito alla ricerca! 
Mettersi in fila, grazie… 

9) Il libro ci lascia con un mistero da risolvere. Stai pensando ad un seguito? 
No, l’ho già pensato: anche se posso sembrare un po’ fuori epoca, la mia testa viaggia sempre avanti. La storia è tutta nella mia mente e ovviamente mi piacerebbe ambientarla a Parigi, così avrei l’opportunità e la scusa per viverci qualche mese. Se voi lettrici mi sostenete con le vendite e con la casa editrice, può darsi che si convincano a farmi pubblicare un seguito, chissà! 

10) Per salutare le lettrici ti chiedo di rivelarci qualcosa che non ti ho chiesto e che vorresti condividere con noi. 
Semplicemente mi piacerebbe se poteste seguire il mio mondo, che è tanto più vasto, eclettico e vario di quanto potrebbe sembrare, attraverso il mio sito www.chiaragiacobelli.com, oppure su Facebook, Twitter e LinkedIn. Scoprirete che sono molto, molto altro… ;-)

Presentazione di "Un disastro chiamato amore"




2 commenti:

  1. Che bella questa recensione!! Devo iniziare proprio oggi il suo libro e ne ho sentito parlare molto bene, quindi...
    Vamoss!!! Un mega abbraccio.
    Roberta

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  2. Devo leggere assolutamente questo libro! Fobia dei cani? ce l'ho! xD

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