lunedì 18 luglio 2016

[Recensione] Un disastro chiamato amore di Chiara Giacobelli


A chi consiglio questo libro: Alle ragazze che non sono perfette, che amano le eroine concrete, quelle che fanno errori continuamente ma sono sempre pronte a rialzarsi con il sorriso. Quelle che usano il pessimismo come arma di difesa che per non farsi ferire, che amano il romanticismo, ma al punto giusto. A chi ama ridere, e riesce a trovare l'ironia in ogni momento della propria vita.

Il mio voto finale: 5/5

Trama
Francese con un lavoro a Parigi e un appartamentino a Montmartre, Vivienne Vuloir è una ragazza buffa e imbranata che colleziona una figuraccia dopo l’altra, fa i conti con una fallimentare carriera di scrittrice e soffre di un numero indefinito di fobie. A trent’anni ha dimenticato il sapore di un bacio, si è adattata a essere identificata come “quella che si occupa di gossip”, ma soprattutto ha perso completamente fiducia nel genere umano, specialmente se maschile. Quando un giorno riceve un’inattesa telefonata da un certo Mr Lennyster, figlio di un’importante attrice italiana su cui ha da poco redatto un dossier, è certa di stare per subire una grossa lavata di capo. Invece, l’uomo vuole commissionarle la biografia della madre. Così, ben presto Vivienne si troverà a dover affrontare un’avventura a cui non è affatto preparata: un viaggio in Italia, un libro da scrivere, un uomo affascinante, dolce ma oscuro, e una villa piena di misteri da risolvere. Tra gaffe, tentativi maldestri di carpire i segreti della famiglia Lennyster, amori e altre catastrofi, Vivienne, inguaribile pessimista, capirà che la vita le sta per riservare una sorpresa inaspettata...



La mia opinione
A quale ragazza non è mai capitato di sentirsi un vero e proprio disastro, soprattutto di fronte a un uomo irresistibile e misterioso? Beh, alcune di noi hanno la capacità di esserlo in ogni occasione, non solo in presenza del possibile amore della loro vita.
Vivienne è esattamente così. Avete presente la legge di Murphy “Se una cosa deve andare male andrà male”? O il più moderno e virale “Mai una gioia”? Ecco, la vita di Viv è un alternarsi di episodi sfortunatissimi, di quelli che ti fanno esclamare subito dopo “Tutte a me!”.
Il suo computer non può che contenere una cartella chiamata “PIL”… No, tranquille, non stiamo parlando del prodotto interno lordo, non c’è neanche una riga noiosa in questo libro. Ovviamente “PIL” sta per “Pazzi in Libertà”… Esattamente quegli strani personaggi che talvolta escono fuori con richieste improbabili via facebook, whatsapp, sms o qualunque altro mezzo di comunicazione e per i quali tutte almeno una volta nella vita (io anche più di una) abbiamo pensato “Sono una calamita per pazzi”.
Come se non bastasse, lei non è che faccia tanto per dare una mano al destino… Anzi si dà la zappa sui piedi con un pessimismo cronico. Certo, il suo lavoro non la aiuta, costretta a partecipare ai parti esclusivi di Parigi per curare la rubrica gossip di Le Parisien, proprio lei che ama i classici e la filosofia. Neanche l’inguaribile e contagioso ottimismo della sua amica Angy riesce a spronarla.
Così, quando riceve la chiamata da parte di Alex Lennyster, il figlio della sua amatissima attrice preferita Elisabetta Grimaldi, su cui Viv ha scritto un articolo per ricordarne la meravigliosa vita personale e familiare, cosa può pensare la nostra eroina se non ad una critica per qualche suo errore? Mentre immagina scenari apocalittici, Vivienne non crede alle sue orecchie quando sente che il rampollo della famiglia Lennyster non vuole affatto criticarla, ma ha adorato talmente tanto il suo articolo e la capacità di Viv nel descrivere la madre, che la ingaggia per scrivere una  biografia su sua madre.
Piccolo problema: Alex si trova in Liguria. Vabbè, direte voi, un paio d’ore d’aereo da Parigi. Eh no, perché Viv (sempre nello spirito del “tutte a me”) ha una paura patologica dell’aereo. Fortunatamente, si fa adottare per tutto il viaggio dal sosia di Frodo (sì, proprio quello del Signore degli Anelli).
Una volta superato il viaggio, cosa mai potrà fermare la nostra eroina? Beh, qualunque cosa potreste immaginare, state tranquille che a Vivienne accadrà. Inoltre lei ha già stabilito che Alex, con cui dovrà trascorrere l’intera estate, non può che essere un uomo maturo, noioso, ricco e viziato…
Ma Alex non è nulla di tutto ciò. È un ragazzo speciale, con un cuore d’oro. Allo stesso tempo, però, ha tanti segreti che non è pronto a condividere con Viv. E secondo voi lei può fermarsi a qualche risposta evasiva? Certo che no, perché come ogni ipocondriaca e pessimista che si rispetti, Viv è anche un’ottima investigatrice privata (mica la freghi!). In confronto a lei Sherlock Holmes era un vero dilettante. Ovviamente non può esistere uno Sherlock senza un buon Watson e Viv si farà accompagnare nelle sue avventure da Marco, l’autista di Alex, che si rivelerà, non solo un fedele “scagnozzo”, ma soprattutto un ottimo amico.
Potrei stare a parlarvi della trama per ore, ma non voglio rovinarvi il gusto della lettura. “Un disastro chiamato amore” è un romanzo che vi prende subito con un’iniziale comicità e freschezza, quasi da renderlo un libro leggero… Ma è molto, molto di più. Vi farà ridere fino alle lacrime, ma allo stesso tempo susciterà in voi talmente tante emozioni che è impossibile racchiuderle in una recensione di un blog. Se poi amate i libri di Jane Austen e delle sorelle Bronte, non potrete non notare come Vivienne sembri l’eroina di uno di quei romanzi catapultata nel nostro secolo.
Sono tantissimi gli aspetti che ho apprezzato, tra cui la voce interiore di Viv rappresentata dalla nonna Betty. Chi, come me, ha avuto la fortuna di essere accompagnato in una parte della propria vita dai nonni, sa quanto i loro insegnamenti siano stati importanti e li sente sempre vicino a sé. Io mi trovo spesso a citare le frasi di mia nonna o a chiedermi cosa mi avrebbero detto i nonni in determinate situazioni, o se sarebbero stati orgogliosi di me.
Ho amato Viv perché è una ragazza normale, di quelle che ha sofferto tanto nella vita, ma che, nonostante i disastri che combina, continua a mantenere il sorriso. È pessimista, logorroica, ipocondriaca, ma in realtà cerca solo di non essere ferita come molte persone, volontariamente o involontariamente, hanno fatto in passato. Chiunque, chi più chi meno, si ritroverà in Vivienne e nella sua storia.

Perché Chiara Giacobelli costruisce una storia concreta, buffa, emozionate, una favola quotidiana. Permette di immedesimarci completamente nella protagonista e ritrovare in lei qualcosa di noi. Non ci sono romanticismi inverosimili, seppure lo sfondo del Golfo dei Poeti che accompagna il romanzo non potrà lasciarvi indifferenti. Anzi, io sto già prenotando un volo, perché dopo due foto sono rimasta senza fiato… Anche perché Vivienne/Sherlock ci lascia con un mistero da risolvere, per cui io mi aspetto un seguito Nel frattempo, quale luogo migliore da visitare se non il Golfo dei Poeti per conoscere meglio la nostra eroina?


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