mercoledì 3 maggio 2017

[Recensione] Due volte a settimana di Ernesto Valerio - presentARTsì


Trama 
In America li chiamano junker. Uomini e donne che della ricerca di oggetti usati ne hanno fatto un vero e proprio lavoro. Svuotano cantine, si perdono tra mercatini dell’usato e fiere di varia natura: esperti nella valutazione di ciò che ha accompagnato, per un po’, la quotidianità delle persone e che viene poi messo da parte, da dare via. Elio Toso, in America, potrebbe sarebbe uno di loro. Ma quello di Elio non è un vero e proprio lavoro. Quarantadue anni, di cui gran parte passati nella grande distribuzione, dopo aver trovato a vent’anni due sedie ed un tavolo “di valore” sul ciglio della strada, ha iniziato ad andare a caccia di oggetti da valutare e valorizzare, rubare al tempo e all’incuria delle persone. Da portare nella sua vita, o nella vita di altri. Testimoni di abitudini, di relazioni che si sono fermate, che sono cambiate, di momenti o di fasi concluse: tracce di vite, storie di uomini che ad Elio si affidano per fare ordine, inscatolare, conservare o eliminare. Piacevoli grovigli di identità. Monica ed Ennio, Stefania, Filippo, Louise, che con i loro oggetti riempiono il presente e la casa di Elio, obbligandolo a fare i conti con i suoi pezzi unici: con Serena, per esempio, o con Angelo. Soprattutto con Angelo, che nella vita di Elio entra, puntualmente, due volte a settimana. 

La mia opinione
“Due volte a settimana” è il romanzo di esordio del giovane scrittore Ernesto Valerio che sta già riscuotendo grandi successi. Cercherò di spiegarvi perché e cosa racchiude questo piccolo libro. In poco più di 100 pagine lo scrittore racconta tante storie, partendo dal protagonista Elio, che ha avuto il coraggio di lasciare un lavoro convenzionale e talvolta noioso, per dedicarsi ad una grande passione: quella di raccogliere oggetti da cantine, mercatini e cercare di dare loro una nuova vita. Si tratta di oggetti di ogni tipo, di quelli che tutti noi ad un certo punto non vogliamo più e abbandoniamo da qualche parte o lasciamo dietro di noi magari dopo un trasloco. Elio, attraverso il suo lavoro, ci racconta la vita di tante persone. Nella ricerca degli oggetti scopre tante storie, alcune narrate proprio da quei pezzi inanimati che spesso e volentieri parlano tanto di noi, raccontano chi siamo e il percorso che abbiamo fatto. La passione di Elio, in fondo, è un’eredità del padre, Angelo. Un personaggio che, anche se resta ai margini della storia, impareremo ad amare ed apprezzare. Un uomo che vive per il figlio, per gli appuntamenti telefonici due volte a settimana e che sin da quando Elio era piccolo ha sempre amato raccogliere vecchi oggetti, sistemarli, ridare nuova luce. Un uomo che ha conservato ogni piccola cosa senza mai riuscire a disfarsene. Ernesto Valerio è bravissimo nel raccontare e trasportare il lettore nel mondo dei suoi personaggi, facendoci riflettere sull’amore in ogni sua forma.

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