mercoledì 23 marzo 2016

[Recensione] La tristezza ha il sonno leggero - Lorenzo Marone

"Ci passiamo tutti, tutti prima o poi feriamo e tutti veniamo feriti. L'amore, Erri, è pieno di gioie e momenti felici, di dolore e delusione. È come la vita, un'immensa fucina di pulsioni, alcune delle quali spiacevoli. Non fare come molti, che per non affrontare il dolore decidono di girare le spalle all'amore. Innamorati, soffri, piangi, disperati, urla, incazzati, tira calci, ma affronta le emozioni, vivile. Vivi. A ogni costo ragazzo mio, a ogni costo."


Libro

La tristezza ha il sonno leggero è un romanzo che racconta la famiglia allargata italiana dei nostri giorni e l’influenza che hanno sulla nostra vita le persone che ci vivono accanto, plasmando il nostro carattere e assegnandoci un ruolo. Almeno fino al giorno in cui realizziamo che se non vogliamo vivere una vita che non ci appartiene occorre ribellarci, anche a chi ci ama.
Erri Gargiulo ha due padri, una madre e mezza e svariati fratelli. È uno di quei figli cresciuti un po’ qua e un po’ là, un fine settimana dalla madre e uno dal padre.
Sulla soglia dei quarant’anni è un uomo fragile e ironico, arguto ma incapace di scegliere e di imporsi, tanto emotivo e trattenuto da non esprimere mai le proprie emozioni, ricacciandole invece nello stomaco e somatizzando tutto.
Un giorno la moglie Matilde, con cui ha cercato per anni di avere un bambino, lo lascia dopo avergli rivelato di avere una relazione con un collega. Da quel momento Erri non avrà più scuse per rimandare l’appuntamento con la sua vita. E uno per uno deciderà di affrontare le piccole e grandi sfide a cui si è sempre sottratto: una casa che senta davvero sua, un lavoro che ama, un rapporto con il suo vero padre, con i suoi irraggiungibili fratelli e le sue imprevedibili sorelle.
Imparerà così che per essere soddisfatto della propria vita deve essere pronto a liberarsi del passato e capire che non ha alcun obbligo di ricoprire per sempre il ruolo affibbiatogli dalla famiglia.
E quando la moglie gli annuncerà di essere incinta, Erri sarà costretto a prendere la decisione più difficile della sua esistenza.

La mia opinione
Se con Cesare Annunziata, indimenticabile protagonista del romanzo "La tentazione di essere felici" Lorenzo Marone mi aveva fatto emozionare, con "La tristezza ha il sonno leggero" mi ha colpita nel profondo. Avete presente quando sfogliate le pagine di un romanzo e più andate avanti più trovate qualche pezzetto di voi sparso qua e là? Così Erri Gargiulo, protagonista del libro, è entrato dentro la mia vita.
Vorrei cominciare proprio dal titolo, La tristezza ha il sonno leggero: quante volte vi è capitato di rigirarvi nel letto, in preda ai dubbi, alle insicurezze, alla paura di scegliere? Magari svegliandovi di soprassalto, senza fiato. E quanti di noi somatizzano i problemi sullo stomaco, spesso e volentieri vittima preferita delle "torture" di ansie e paure?
Questo è quello che succede ad Erri Gargiulo, una persona insicura, che ha sempre a portata di mano, o dovrei dire di stomaco, il Glaviscon (o il buon vecchio bicarbonato!) e che, sulla soglia dei 40 anni, si ritrova ad affrontare un avvenimento che lo farà riflettere: il tradimento della moglie. Provvidenziale lo psicanalista che, come ogni psicologo che si rispetti, ricerca la causa delle sofferenze di Erri nella famiglia e, in primis, nei suoi genitori. Proprio nelle prime pagine del romanzo Erri cita la radicata convinzione secondo la quale la maggior parte dei nostri problemi trovano la loro origine nelle "colpe" di mamma e papà che, nel loro ruolo di educatori, inconsapevolmente, possono fare degli "errori", così contribuendo a formare il carattere di ciascuno di noi. E la famiglia di Erri non è per niente facile: è una moderna famiglia allargata. E infatti, Erri ha due "padri", due "madri" e quattro fratellastri. Lui è il più grande ed è l'unico nato dall'unione di Raffaello e Renata due poli opposti che, per qualche ragione, si sono trovati e hanno cercato di creare una famiglia, purtroppo senza successo.
Dopo il tradimento della moglie Matilde e la separazione, Erri si trova davanti alla notizia della sua gravidanza. E così, pensando a cosa potrà dare lui, frutto di un rapporto "sbagliato", finito tra urla e lacrime e cresciuto con una figura materna ingombrante e oppressiva, ad un bambino. E soprattutto, sarà capace di lasciarsi alle spalle il tradimento e perdonare la moglie per dare al figlio quello che lui sente di non aver avuto?
Attraverso un alternarsi di flashback e riflessioni, Erri ripercorre tutta la sua vita, dal momento in cui ha dovuto "scegliere" tra mamma e papà e, non sapendo che fare, ha lasciato che gli altri decidessero per lui, seguendo il corso degli eventi. Ma si può cambiare il destino che sentiamo esserci stato imposto da altri? Si può recidere quel forte legame con i genitori, che, spesso, per il nostro bene, cercano di influenzare le nostre decisioni? Tra sofferenze, episodi divertenti, litigi, fratelli e sorelle stravaganti, Erri ci insegna l'importanza di essere sempre noi stessi, di decidere da soli quali sono i sogni che vogliamo perseguire e a quali cose sentiamo di dare priorità nella nostra vita e che certi errori altrui fanno male, ma a volte possiamo anche perdonare. 
E sullo sfondo c'è sempre e comunque la famiglia: persone che, in qualche modo, fanno parte da sempre della tua vita e continueranno ad esserci in futuro, a prescindere da quelle che saranno le tue decisioni, dai tuoi sbagli, dalle parole che feriscono e anche qualora i tuoi obiettivi non dovessero coincidere con quelli che loro avevano "progettato" per te. Perché, in fondo, la famiglia, anche se allargata, anche se è un vero caos, è l'unico porto sicuro che abbiamo, nel quale possiamo tornare in ogni momento della nostra vita e a qualunque età.

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