mercoledì 30 marzo 2016

[Recensione] Una verità incompleta di Luigi Alessandro Spina



Il libro
Titolo: Una verità incompleta
Autore: Luigi Alessandro Spina
Link per l'acquisto: Una Verità Incompleta

Trama
In un appartamento del quartiere Garbatella vivono Andrea, cinico e idealista, Michele, placido e sognatore, e la loro coinquilina Anna. 
Giovani senza un futuro, sospesi nel tempo tra disoccupazione e lavoro precario, si scontrano con persone insignificanti, disumane, insensibili, indifferenti.

Nello sfondo della città di Roma Andrea e Michele vendicano torti, osservano e contrastano l’insolenza e la superficialità, rendendosi protagonisti di particolari azioni nei confronti di soggetti accuratamente individuati. Fino a quando l’incontro con l’anziano e insolente padrone di casa sovverte l’ordine, frantuma certezze e conduce la vita dei tre coinquilini verso lidi ancora più incerti e oscuri. 

La storia si sviluppa tra un passato sotto forma di flashback e un presente in cui un commissario di polizia ascolta i protagonisti, li esamina in situazioni e momenti differenti, traghettando il racconto verso un epilogo inaspettato svelando la verità incompleta dell’enigmatica vicenda. 

Una profonda analisi della natura umana, della complessità del pensiero individuale soggetto ad un’evoluzione incontrollata rispetto alla volontà e al tempo.



La mia opinione
Con "Una verità incompleta" il giovane scrittore Luigi Alessandro Spina ci offre un'analisi cinica dell'uomo e in particolare dei giovani di oggi, attraverso una trama davvero particolare e coinvolgente fino all'ultima pagina.
Protagonisti sono tre coinquilini di 30 anni, Andrea, Michele e Anna, tutti alle prese con il vero e proprio male dei nostri tempi: il precariato. Scene che noi giovani, purtroppo, sentiamo ogni giorno, fatte di contratti a tempo determinato, stage e una costante mancanza di garanzia per il futuro. 
Come se non bastasse, il mondo attorno è caratterizzato per buona parte da superficialità, dal voler apparire ad ogni costo. Sembra quasi che, per molte persone che fanno parte del libro (e, purtroppo, anche della vita reale), la meta più importante sia quella di avere l'ultimo modello di automobile, di essere sempre perfetti all'esterno e raggiungere così, agli occhi degli altri, il "successo".
Andrea e Michele non ci stanno: e decidono di dare delle "lezioni", alle persone che incontrano nel loro cammino e che, secondo loro, peccano di superficialità. Si tratta molto spesso di dialoghi in cui i due cercano di far capire all'interlocutore i suoi errori e perché dovrebbe cambiare. Anna, invece, sta un po' in disparte, condivide le argomentazioni degli amici e i loro precariato: anche lei è costretta a lavorare ore in un call center nonostante la laurea, ma cerca di adattarsi meglio al luogo che la circonda.
Nella narrazione si alterna il presente, con Andrea che racconta ad un commissario di polizia le varie spedizioni "punitive" effettuate con la complicità di Michele, e vari flashback che ci riportano agli episodi che legano i tre coinquilini. 
Il motivo per cui Andrea si trova al commissariato è il punto chiave della storia, nonché un mistero che accompagna tutto il romanzo: vi terrà incollati alle pagine, coinvolgendovi sempre di più fino ad arrivare ad un finale forse "incompleto". La mia impressione è stata, infatti, che l'autore abbia volutamente lasciato un alone di mistero sulla storia, così che è difficile capire cosa sia successo realmente. Perché la verità, in fondo, non è mai completa e, se ci pensiamo bene, è sempre e solo un punto di vista. 

Nessun commento:

Posta un commento