[BlogTour] Pizzica Amara di Gabriella Genisi - Rizzoli: intervista alla protagonista.



Buongiorno lettori e lettrici. Oggi il blog ospita la terza tappa del BlogTour dedicato a Pizzica Amara, di Gabriella Genisi, uscito il 2 Aprile in libreria per Rizzoli. 
Ho creato per voi un’intervista con la protagonista del romanzo, Chicca Lopez, in modo da darvi alcune anticipazioni senza svelarvi troppo di questo thriller davvero interessante! Vi lascio come sempre la trama e poi iniziamo con le domande al maresciallo Lopez!



Trama
Nel cimitero di un paesino vicino a Lecce, viene profanata la tomba di Tommaso Conte, un ragazzo morto qualche anno prima per un sospetto incidente in moto. Poco tempo dopo, lì vicino, vengono trovati due cadaveri: una ragazza di origini balcaniche dall'identità sconosciuta e la liceale Federica Greco, figlia di un senatore. A indagare c'è il maresciallo Chicca Lopez, giovanissima, salentina, appassionata di moto e fidanzata con Flavia, una compagna piuttosto esigente. Chicca, nel Salento più oscuro delle superstizioni e delle notti della taranta, dovrà combattere l'omertà di una comunità che non vuole incrinare l'immagine di quella terra da sogno.


Ciao Chicca! Dopo aver letto il libro “Pizzica amara” ho un sacco di domande per te, protagonista del libro, per conoscerti meglio!


1. Parlaci un po' di te, ti va?
Certo! Mi chiamo Francesca Lopez, ma tutti mi conoscono come Chicca, anche se sul lavoro sono il maresciallo Lopez. Ho venticinque anni e sono del Salento, una terra che amo. Per la precisione sono nata a Santa Maria di Leuca, dove si trova la bellissima basilica di Santa Maria de Finibus Terrae.

2. Come mai il soprannome Chicca? 
Ho sempre avuto questo soprannome, probabilmente perché sono piccolina e quindi si sposa benissimo con le mie caratteristiche fisiche. Ma non fatevi ingannare: nonostante il diminutivo e l’essere minuta sono una davvero tosta!

3. Com’è per una donna lavorare tra i carabinieri, per la maggior parte uomini?
Non è mai facile. In quanto donna vieni spesso considerata inferiore, meno forte, meno intuitiva, un po’ la collega da proteggere. Ma nelle mie indagini ho spesso dimostrato di avere molta più scaltrezza dei miei colleghi uomini, persino miei superiori. Le donne nell’Arma hanno ancora strada da fare, ma io mi impegno tutti i giorni per farmi valere.

4. Cosa puoi dirci della tua terra?
Il Salento è una parte meravigliosa della Puglia, che tuttavia pochi conoscono davvero. La maggior parte dei suoi ammiratori sono turisti, che si limitano alle spiagge d’estate, senza conoscere il vero Salento, fatto di tradizioni che si tramandano di generazione in generazione, alberi secolari, ma anche tante problematiche, come quella del traffico di rifiuti pericolosi, che ha causato la morte per leucemia di tante vittime innocenti.

5. Nella storia che ti vede come protagonista viene sempre nominata la “pizzica”. Io personalmente non la conoscevo e penso che tanti lettori non pugliesi non sappiano cosa sia. Puoi spiegarcelo?
Si tratta di una danza popolare particolarmente diffusa in Salento, che appartiene alla grande famiglia delle tarantelle. Viene accompagnata da vari strumenti, primo fra tutti il tamburello, il triangolo, ma anche l’organetto e la fisarmonica.
Inoltre, nel corso delle mie indagini ho incontrato anche una donna, una maga, che era figlia di una tarantata. Si trattava di donne salentine morse dalla taranta durante la mietitura. Per farle guarire dal loro stato di malessere, le famiglie chiamavano i suonatori di pizziche, i quali dovevano suonare ininterrottamente fino a far scacciare la taranta, il ragno, dal corpo della donna. 

6. Cosa puoi dirci della tua ultima indagine?
Beh, è stata un’indagine davvero dura, anche perché nessuno   dei miei colleghi appoggiava le mie idee, anzi spesso ho dovuto seguire la mia pista di nascosto, senza condividere le mie intuizioni con gli altri. 
Tutto è cominciato con la profanazione di una tomba, quella di Tommaso Conte, tragicamente morto giovanissimo per un incidente stradale… Sembrava un gesto di disprezzo per la famiglia, forse un’estorsione, e invece…

7. ….e invece??
Non posso anticiparvi tutto!!! Subito dopo la profanazione, è stato ritrovato il cadavere di una donna, soprannominata la “Sirena Bianca” perché era emersa dal mare e non si conosceva la sua identità. Un altro caso apparentemente slegato, fino al ritrovamento del giovane corpo di Federica, apparente suicida. 

8. Cosa è successo dopo la morte di Federica Greco?
Non ho mai creduto al suicidio, una ragazza così giovane, ancora al liceo, senza apparenti problemi. Così ho iniziato ad indagare su di lei, sulle sue amicizie, sulla famiglia, sui giri di potere che la circondavano.

9. Non ti chiederò cosa hai scoperto per non rovinare la lettura del libro. Qual è stata la parte più difficile dell’indagine?
Sicuramente scontrarsi con persone che non vogliono parlare, che hanno paura o che preferiscono salvare le apparenze di fronte al paese o alla comunità. E poi ci sono i poteri forti, che sono quelli contro i quali combatto da sempre, sia per ragioni personali, ma soprattutto per dare giustizia ai più deboli. La gente ha paura, temono ritorsioni e questa è stata la parte più difficile di tutte, ma anche quella più motivante nel mio lavoro: riuscire a guadagnarsi la fiducia delle persone è difficile, ma importante.

Con questa intervista inventata, ho cercato di darvi alcuni spunti importanti sul romanzo Pizzica amara di Gabriella Genisi senza svelarvi troppi dettagli per non rovinarvi la lettura del romanzo. 
Spero che abbiate occasione di leggerlo, perché oltre ad essere un thriller pieno di colpi di scena racconta tantissime tradizioni del Salento e della Puglia che non conoscevo e che ho trovato davvero appassionanti. Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti o sui social! Buona lettura :)

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