giovedì 5 novembre 2015

Dark places Nei luoghi oscuri ~ Gillian Flynn

"Sento che da qualche parte dentro di me esiste una versione migliore - nascosta dietro il fegato o attaccata alla milza, dentro il mio rachitico corpo da bambina - una Libby che mi incita ad alzarmi, darmi da fare, crescere andare avanti. Ma la cattiveria di solito ha la meglio."


Trama
Libby non è una ragazza di buon carattere, non lo è mai stata. C’è qualcosa di cinico e meschino in lei, una sorta di lato oscuro di cui lei stessa ammette l’esistenza e con cui è costretta a fare i conti. Libby aveva sette anni quando sua madre e le sue sorelle furono uccise in un rito satanico. Fu lei ad accusare suo fratello Ben di essere stato l’autore della strage. Ventiquattro anni dopo Ben è in carcere e Libby vive alle spalle delle associazioni di beneficenza che le hanno inviato donazioni per tutti quegli anni.
A cambiare le carte in tavola sarà il Kill Club, una società segreta di “feticisti del crimine”, i cui soci sono convinti dell’innocenza di Ben e rintracciano Libby perché lo scagioni. I membri del gruppo le insinuano il dubbio di essere stata manipolata e Libby è infastidita da quei pagliacci fanatici che ficcano il naso nella sua memoria. Ma i soldi che le offrono per tornare a scavare nel suo passato e cercare il vero colpevole della strage le servono. Così Libby inizia una dolorosa ricerca attraverso la quale, a poco a poco, i ricordi riaffiorano da quei luoghi della mente che fino a ora aveva volutamente oscurato. Saranno gli oggetti della sua infanzia e i racconti delle persone che avevano conosciuto la sua famiglia ad aiutarla a ricostruire gli avvenimenti che portarono all’eccidio, fino ad ammettere l’inconsistenza della sua precedente testimonianza. Insospettabili verità verranno a galla e Libby ritroverà se stessa, ripartendo da dove aveva iniziato: in fuga da un killer.



La mia opinione
"Dark places ~ Nei luoghi oscuri" è il primo libro che leggo di Gillian Flynn. Dopo aver visto il film "Amore bugiardo" (che, nonostante fosse un po' inquietante è un po' deludente nel finale, nel complesso mi é piaciuto) mi ero ripromessa di leggere qualcosa di questa scrittrice. Poi, come spesso accade, il tempo passa, la lista dei libri aumenta, e Gillian Flynn è passata in secondo piano. 
Circa due settimane fa, girovagando su internet, mi sono imbattuta sulla copertina del libro Dark places, edito da Piemme, scoprendo che era appena uscito il film. Come la maggior parte dei lettori preferisco prima leggere il libro e poi guardare il film, così ho immediatamente acquistato il libro, anche intrigata dalla trama avvincente. 
La lettura è andata un po' a rilento rispetto al solito, sia perché sono state due settimane per me impegnative, sia perché in certi passaggi risulta un po' pesante.
La storia è incentrata sulla vicenda della famiglia Day, che è stata massacrata, pare per un rito satanico, ventiquattro anni prima. Protagonista e voce narrante è Libby, unica sopravvissuta agli omicidi, che a soli sette anni ha perso la madre, le due sorelline e anche il fratello, accusato del triplice omicidio e condannato all'ergastolo.
Ho avuto la sensazione che l'autrice abbia inizialmente voluto far risultare antipatica Libby, per poi farcela scoprire piano piano come una ragazza fragile e sicuramente traumatizzata. Inizialmente, infatti, Libby Day non sembra una donna di 31 anni, ma una ragazzina. Si è sempre mantenuta grazie alle donazioni derivanti dalla "promozione" della sua tragedia personale. Quando i soldi finiscono, l'unica sua preoccupazione sembra quella di trovare altri modi di sfruttare l'omicidio per non dover lavorare. 
Così si imbatte in un club di appassionati di omicidi irrisolti, in cui una parte dei membri é convinta che il fratello Ben sia innocente. Libby, che è sempre stata convinta della colpevolezza del fratello, tanto che ha sempre buttato le sue lettere e non è mai andata a trovarlo, inizia ad indagare, prima perché i soci del club la pagano per farlo, poi perché scavando tra i ricordi, decide di andare a trovare il fratello in carcere e piano piano riallaccia il legame che ha con lui.     
Si scopre una nuova Libby: una ragazza sensibile che, nonostante le difficoltà della sua famiglia, ha sempre amato le sue sorelle e sua mamma, sentimenti che per molto tempo aveva tenuti nascosti. 
La storia è molto bella, il libro ha una buona suspense che non ti permette di capire fino all'ultimo chi è il vero colpevole degli omicidi. Giusto qualche passaggio poco scorrevole, ma nel complesso non è una lettura impegnativa. Ho particolarmente apprezzato i flashback con i quali viene ripercorso il giorno dei delitti sia dal punto di vista di Patty, la madre di Libby, che da quello di Ben, che permettono anche di conoscere meglio la famiglia Day.
Per me è un bel thriller, che mi ha fatto venire voglia di continuare a leggere altri libri di Gillian Flynn.

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