mercoledì 25 novembre 2015

Nessuno sa di noi ~ Simona Sparaco

              "È successo che eravamo felici. Sembravamo volare sopra le nostre vite, così meravigliosamente incoscienti. Poi, in un istante qualunque, siamo precipitati. E adesso siamo qui, senza sapere se resteremo paralizzati a vita, su una sedia a rotelle, o se incerti e zoppicanti, prima o poi, ci rimetteremo in piedi e ricominceremo a camminare."




Trama
Quando Luce e Pietro si recano in ambulatorio per fare una delle ultime ecografie prima del parto, sono al settimo cielo. Pietro indossa persino il maglione portafortuna, quello tutto sfilacciato a scacchi verdi e blu delle grandi occasioni. Ci sono voluti anni per arrivare fin qui, anni di calcoli esasperanti con calendario alla mano, di "sesso a comando", di attese col cuore in gola smentite in un minuto. Non appena sul monitor appare il piccolo Lorenzo, però, il sorriso della ginecologa si spegne di colpo. Lorenzo è troppo "corto". Ha qualcosa che non va. "Nessuno sa di noi" è la storia di un mondo che si lacera come carta velina. E di una donna di fronte alla responsabilità di una scelta enorme. Qual è la cosa giusta quando tutte le strade portano a un vicolo cieco? Che cosa può l'amore? E quante sono le storie di luce e buio vissute dalle persone che ci passano accanto? Come le ricorderanno le lettrici della sua rubrica e le numerose donne che incontra sul web, Luce non è sola.


La mia opinione
Parlare di questo romanzo mi riesce particolarmente difficile, non perché non mi sia piaciuto, ma, al contrario, perché è talmente bello che mi sembra quasi riduttivo riassumerlo in poche parole.
Non conoscevo Simona Sparaco fino a poche settimane fa. Da lettrice accanita ne avevo sentito parlare, ma non mi era mai venuta la curiosità di acquistare un suo romanzo. Casualmente ho scoperto che a Cagliari si sarebbe tenuta una presentazione del suo libro, in occasione di un festival organizzato dal comitato Se non ora quando di Cagliari.
Ho potuto così scambiare due parole con l’autrice (che è davvero una ragazza dolcissima) e ascoltare alcuni passi del libro, che mi hanno davvero commossa. Inoltre era presente una ginecologa che ha affrontato la problematica trattata dal romanzo.
Il libro parla, infatti, di Luce e Pietro, una coppia che desidera da tanto tempo un figlio. Questo sogno diventa quasi un’ossessione per Luce, che controlla continuamente i giorni fertili, fino a quando riesce a rimanere incinta di un bambino, che decideranno di chiamare Lorenzo.
Nonostante dall’amniocentesi il bambino risulti sano, dopo una ecografia si scopre che, invece, il feto è affetto da una rarissima malattia, di cui neanche i medici possono prevedere lo sviluppo. Essendo passato tanto tempo, non è più possibile l’interruzione volontaria della gravidanza a scopo terapeutico, che in Italia è consentita fino alla ventiduesima settimana.
Luce e Pietro si trovano, quindi, davanti ad una difficile scelta: tenere il bambino, così rischiando che lo stesso muoia immediatamente dopo il parto o, nell’ipotesi migliore, di “regalargli” un’esistenza fatta di sofferenze e mille difficoltà, oppure recarsi in un paese straniero dove l’aborto a scopo terapeutico è consentito anche dopo la ventiduesima settimana.
La coppia si reca a Londra e qui la difficile decisione verrà, di fatto, presa da Pietro, perché Luce è talmente sconvolta dal momento in cui ha saputo della malattia che non riesce neanche quasi a parlare. Non voglio rivelarvi quale sarà la scelta, posso solo dirvi che Luce inizierà un percorso dolorosissimo, che metterà a repentaglio non solo la sua salute psicologica, ma anche il suo rapporto di coppia.
Il fulcro del libro, per come io l’ho interpretato, è proprio il dolore, in tutte le sue forme. Non si tratta, infatti, soltanto del dolore che può causare una notizia simile a due futuri genitori, ma anche del dolore di Luce per il rapporto difficile con la madre,  per non riuscire a comunicare con il suo compagno nonché per le difficoltà che incontra nel suo lavoro. Luce infatti si occupa di una rubrica in una testata giornalistica, dove ha sempre dispensato consigli a tutti, con naturalezza. Dopo  la tragedia personale che le piomba addosso, si rende conto di aver trattato i problemi degli altri con superficialità e si chiede a che titolo potesse fornire simili consigli.
Luce troverà conforto nei forum su internet, dove incontrerà altre madri che hanno avuto situazioni simili alla sua. Grazie a questi interventi, che separano i vari paragrafi del libro, la scrittrice affronta il delicato dibattito tra le donne che ritengono che sia ingiusto abortire e che non lo si debba mai fare, perché sarebbe un omicidio, e quelle che, invece, pensano al benessere del bambino e alle difficoltà che, in una società come la nostra, potrebbe incontrare, oltre alle sue sofferenze fisiche e psicologiche.
Il romanzo è davvero scorrevole, con tantissimi passi che portano a riflettere su come poter superare il dolore. Come ho già anticipato nel mio profilo Instagram, la mia idea è che il nome Luce non sia stato scelto a caso, ma per dimostrare, attraverso la protagonista, che anche di fronte al dolore peggiore può esserci una “luce” che ci permette di tornare a vivere e, alla fine, ad essere di nuovo felici.

Insomma, se vi ho un po’ incuriositi, preparate i fazzoletti per le lacrime e buttatevi in questo meraviglioso romanzo!

Libro
Titolo: Nessuno sa di noi
Autore: Simona Sparaco 
Editore: Giunti
Anno di pubblicazione: 2013

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