lunedì 9 novembre 2015

L'amante giapponese ~ Isabel Allende

"Ci sono passioni che divampano come incendi fino a quando il destino non le soffoca con una zampata, ma anche in questi casi rimangono braci calde pronte ad ardere nuovamente non appena ritrovano l'ossigeno."


Trama
Alma Belasco, affascinante pluriottantenne, colta e facoltosa, decide di trascorrere gli ultimi anni della sua vita a Lark house, una residenza per anziani nei pressi di San Francisco. In questa struttura, popolata da affascinanti e bizzarri anziani di diversa estrazione sociale, stringe amicizia con Irina, giovane infermiera moldava, di cui presto si innamorerà il nipote Seth Belasco. Ed è ai due giovani che Alma inizierà a raccontare la sua vita, in particolare la sua grande storia d'amore clandestina, quella con il giapponese Ichi, figlio del giardiniere dell'aristocratica dimora in cui ha vissuto, nonché compagno di giochi sin dalla più tenera infanzia. Sullo sfondo di un paese attraversato dalla seconda guerra mondiale, con le taglienti immagini di una storia minore - quella dei giapponesi deportati nei campi di concentramento -, si snoda un amore fatto di tempi sbagliati, orgoglio malcelato e ferite da curare, ma al tempo stesso indistruttibile, che trascende ogni difficoltà e vive in eterno nel cuore e nei ricordi degli amanti.


La mia opinione 
Come ho preannunciato sulla mia pagina di Instagram, scrivere questa recensione è stato particolarmente difficile per me. Non solo perché amo Isabel Allende da anni, e quindi credo di essere un po’ di parte, ma anche perché è un romanzo che mi ha trasmesso così tante emozioni che riassumerlo nel post di un blog mi sembra quasi riduttivo.
Non voglio dire che ho amato tutti i libri dell’Allende. Come per ogni scrittore preferito, ci sono libri che ami di più, altri che ami meno, altri che proprio non ti piacciono. Anzi, se devo essere sincera il mio primo impatto con Isabel Allende non è stato dei migliori: mi avevano dato da leggere per scuola “La casa degli spiriti” e non mi aveva colpito particolarmente. Qualche tempo dopo, parlando con un’amica di famiglia, professoressa di italiano, lei mi suggerì di “ripartire da zero” e rivalutare la Allende leggendo “D’amore e ombra”. Inutile dire che aveva ragione. Dopo quel libro, che mi ha letteralmente catturata, ho riletto anche la Casa degli spiriti (da là è nata la mia passione per lo stile degli autori sudamericani). Da quel giorno (come potete vedere dalla foto postata la settimana scorsa su instagram) Isabel non mi ha più abbandonata.


Il rischio con un autore che ami è quello di ricevere una delusione, temi sempre che il nuovo romanzo non rispecchi le tue aspettative. Per mia fortuna, con l’Amante giapponese non è stato così.
Il personaggio principale è Alma Belasco, una donna anziana che si è trasferita nella residenza di Lark House per trascorrere gli ultimi anni della sua vita. Alla fine scopriremo che c’è un perché dietro alla decisione di trasferirsi in questo luogo (ma non ve lo svelerò :P). Perché Alma Belasco è una donna molto ricca, con una bellissima casa in cui vive da anni la generazione dei Belasco, in cui ora risiedono suo figlio, la nuora e, saltuariamente, i due nipoti.
Ma Alma non è la classica anziana ricca e snob (anche se a primo impatto, ci appare come una donna supponente, che non ha contatti con quasi nessuno degli altri ospiti di Lark House), ma una donna che nella sua vita ha avuto esperienze indimenticabili e due grandi amori: quello per Nathaniel, suo cugino nonché migliore amico e poi marito, e quello per Ichimei, da cui appunto si ispira il titolo del libro “L’amante giapponese”. Un amore ostacolato dalle discriminazioni razziali dell’epoca che avevano addirittura portato, dopo Pearl Harbor, alla costruzione di campi di concentramento per i giapponesi.
La storia di Alma viene ricostruita tramite le appassionate ricerche di Irina Bazili, una ragazza moldava che inizia a lavorare a Lark House come assistente e poi diventa anche segretaria personale di Alma.  Una ragazza apparentemente timida, scostante, che nasconde un terribile segreto nel suo passato. Sarà grazie a lei e al nipote di Alma, Seth, che vuole scrivere un libro sulla storia dei Belasco, che la storia di Alma emerge pagina dopo pagina, a partire dalla sua infanzia fino ai giorni attuali.
Insomma posso dirvi che Isabel non mi ha delusa, anzi, ci ha regalato un nuovo capolavoro ricco di emozioni, un altro di quei romanzi che ti tiene incollata alle pagine dall’inizio alla fine. 

Titolo L'amante giapponese
Autore Isabel Allende
Traduzione Elena Liverani
Editore Feltrinelli
Collana I narratori
Anno di pubblicazione 2015

2 commenti:

  1. Sembra un romanzo molto interessante, della Allende ho letto solo "Il gioco di Ripper" e mi piacerebbe leggere altri suoi romanzi...

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    1. Ti consiglio D'amore e ombra, é il romanzo che mi ha fatto innamorare della Allende! Da allora li ho letti tutti! Bello anche Il gioco di Ripper!

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