mercoledì 18 maggio 2016

[Recensione] Aspettando Bojangles di Olivier Bordeaut


Trama
Immaginate di essere un bambino e di avere un padre che non chiama mai vostra madre con lo stesso nome. Immaginate poi che a vostra madre quest’abitudine non dispiaccia affatto, poiché tutte le mattine, in cucina, tiene lo sguardo fisso e allegro su vostro padre, col naso dentro la tazza di latte oppure col mento tra le mani, in attesa del verdetto; e poi, felice, si volta verso lo specchio salutando la nuova Renée, o la nuova Joséphine, o la nuova Marylou… 
Se immaginate tutto questo, potete mettere piede nel fantastico universo familiare descritto dal bambino in queste pagine. Un universo in cui a reggere le sorti di tutto e tutti è Renée, Joséphine, Marylou… la madre. 
Di lei, suo marito dice che dà del tu alle stelle, ma in realtà dà del voi a tutti, a suo marito, al bambino e alla damigella di Numidia che vive nel loro appartamento, un grosso uccello strambo ed elegante che passeggia oscillando il lungo collo nero, le piume bianche e gli occhi di un rosso violento. 
Renée, Joséphine, Marylou, o anche, ogni 15 febbraio, Georgette, ama ballare con suo marito sempre e ovunque, di giorno e di notte, da soli e in compagnia degli amici, al suono soprattutto di Mister Bojangles di Nina Simone, una canzone gaia e triste allo stesso tempo. Per il resto del tempo si entusiasma e si estasia per ogni cosa, trovando incredibilmente divertente l’andare avanti del mondo. E non tratta il suo piccolo né da adulto né da bambino, ma come un personaggio da romanzo. Un romanzo che lei ama molto e nel quale s’immerge in ogni momento. 
Di una sola cosa non vuole sentire parlare: delle tristezze e degli inganni della vita; perciò ripete come un mantra ai suoi: «Quando la realtà è banale e triste, inventatemi una bella storia, voi che sapete mentire così bene». 
La realtà, però, è a volte molto banale e triste, così scioccamente triste che occorre più di una prodigiosa arte del mentire per continuare a gioire del mondo. 

La mia opinione
È davvero difficile per me parlare di “Aspettando Bojangles”, il favoloso esordio di un giovane scrittore francese pubblicato da Neri Pozza.
Nelle prime pagine ci si trova davvero spiazzati… Si viene subito catapultati in un mondo fantastico, un microcosmo familiare composto da tre persone, padre, madre e figlio dove sembra regnare solo una parola: divertimento. La voce narrante è quella del piccolo protagonista, che si ritrova completamente travolto e affascinato da questo mondo "diretto" dalla mamma. Un personaggio affascinante, di cui non sappiamo neanche il nome, perché varia di giorno in giorno a seconda della fantasia dl padre.
A primo impatto è facile rimanere perplessi: non si riesce a distinguere la realtà dalla fantasia, è un mondo dove regna l’invenzione e la stravaganza, dove il figlio viene educato più dalle feste e dalle esperienze della vita che dalla scuola, non amata dalla mamma.
Ma dietro tutto questo c’è la storia davvero triste, quella di una malattia, o meglio diverse malattie tutte insieme: schizofrenia, bipolarismo, isteria. Una diagnosi non perfettamente formulata dai medici, ma che non lascia scampo: non c’è una medicina che potrà guarire del tutto. E ad avere questa malattia è proprio la mamma, la donna così fantasiosa, così allegra, così amata.
Sì perché questa è anche una grande storia d’amore: quella di un uomo che incontra una donna e la mette al centro del suo mondo. E capisce che per lei sarà capace di tutto, di andare al di là delle convenzioni sociali, di quello che potrà pensare la gente. Per lei creerà un mondo felice fatto su misura per loro e  il loro bambino.
E poi c’è l’amore e l’ammirazione del bambino per i genitori, che si sente sempre considerato, che viene trattato da “adulto” e che in qualche modo riesce a maturare in questo mondo fittizio e stravagante, fatto di bugie “a dritto” e “a rovescio".  Ma, d’altronde, come dice la mamma «Quando la realtà è banale e triste, inventatemi una bella storia, voi che sapete mentire così bene». 
Una bella storia che trasforma e nasconde la realtà, troppo spesso “nemico” crudele che viene a farci visita, senza lasciarci alcuna possibilità di scelta.
È un romanzo che vi entrerà dentro, perché riesce a trattare con grande originalità e  fantasia un argomento davvero doloroso che purtroppo tante persone conoscono. Il dolore si insinua piano piano, quasi silenzioso, tra episodi divertenti e cose che a prima vista sembrano da “pazzi”.
Unica raccomandazione che mi sento di darvi è di non pensare che sia un romanzo facile e di non farvi ingannare dal numero delle pagine, esiguo rispetto ai romanzi che circolano ultimamente. Perché “Aspettando Bojangles” è un romanzo per anime sensibili che riescono ad andare oltre la superficie, proprio come i protagonisti di questa bellissima e commovente  storia.

Votazione finale: 5/5

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