venerdì 17 giugno 2016

[Recensione] L'estate più piovosa di Milano di Pierluigi Spagnolo


Trama
È l'estate del 2014, quella in cui piove quasi tutti i giorni, la più anomala del secolo. Nella Milano che si trasforma, dove fervono i lavori per far brillare la vetrina dell'Expo, si intrecciano quattro storie. Massimo De Palo viene licenziato dall'azienda dove lavora dopo aver rimediato una diffida allo stadio. Roberto Galimberti è un poliziotto alle prese con un'indagine sugli ultras e sui centri sociali, ossessionato dal sesso a pagamento. Domenico Ciccolella è un ex guardiano notturno che si ritrova a vivere per strada dopo che il gioco d'azzardo gli ha rovinato la vita. E infine c'è Marina, un'affascinante prostituta arrivata dall'Europa dell'Est per soddisfare i vizi dei suoi facoltosi clienti. Le loro vite scorrono all'ombra della città, con i suoi moderni grattacieli, o all'interno delle fatiscenti case popolari occupate nella periferia di Milano, tra disagio e degrado, sesso e droga, estremismo politico e violenza urbana.

La mia opinione
Siamo a Milano nel 2014, in un’estate atipica, particolarmente piovosa. Più che estate sembra un tipico marzo, il tempo è incerto ed è sempre meglio portare l’ombrello con sé.
Le condizioni metereologiche altalenanti sono lo sfondo perfetto per le storie dei protagonisti, ognuno dei quali testimonia un aspetto contradditorio e illegale del nostro Paese.
Il tutto mentre la bellissima Milano si prepara a dare mostra di sé al mondo con l’Expo, che dovrebbe far emergere i lati migliori della città e dell’Italia.
Pierluigi Spagnolo ci racconta quattro storie, di quattro personaggi apparentemente lontanissimi l’uno dall’altro le cui strade in qualche modo si sfiorano. Ciò che lega queste persone è il vivere al limite della legalità, compiere scelte sbagliate pur di sopravvivere o di inseguire i propri sogni o le proprie passioni nascoste.
Il personaggio per me più contradditorio è Roberto Galimberti, che rappresenta un po’ due facciate: lui fa il poliziotto, è sposato, ma nasconde un segreto, l’ossessione per il sesso a pagamento negli appartamenti di lusso milanesi.
Tra le varie ragazze che si trovano a fare questo lavoro c’è Marina. È una delle tante straniere bellissime che, per poter aiutare i genitori e regalare loro una vita migliore, si è trovata risucchiata in una vita dalla quale è difficile uscire.
Galimberti nelle sue indagini sugli ultras si imbatte nella foto di Massimo De Palo, milanese d’adozione che si è trovato coinvolto in una manifestazione etichettata come violenta dalla Polizia e che gli è costata una denuncia, il Daspo e la perdita del lavoro.
Infine, il mio personaggio preferito è Domenico Ciccolella, che rappresenta la parte più triste e degradata della città: un uomo solo, rovinatosi con le sue stesse mani a causa del gioco d’azzardo, che si ritrova a vivere da clochard, con l’unico scopo di procurarsi un po’ di cibo e un posto riparato dove dormire e che ci porterà a scoprire la parte meno conosciuta di Milano, non quella che da turisti siamo abituati a vedere, ma la realtà delle case popolari.
L’autore ha uno stile davvero impeccabile e scorrevole, immedesimandosi di volta in volta nei diversi personaggi porta il lettore a scoprire a fondo i loro pensieri e i lati più oscuri del nostro Paese, quelli che sentiamo quotidianamente nei telegiornali e sui quali spesso non ci soffermiamo. 
Forse perché, che sia l’Expo o qualche altro avvenimento,  i nostri pensieri sono più rivolti verso ciò che appare in superficie. Ma, nonostante certe cose non si possano e non si debbano nascondere, quello che emerge prepotentemente dal romanzo è il grandissimo amore per l’Italia e soprattutto per Milano, una città che viene davvero voglia di scoprire in ogni suo più piccolo angolo.

"Milano anche agli occhi di Massimo De Palo non era il prototipo della città bella, nell'accezione più classica. Non era Roma, non era Parigi, non era Praga. Era piuttosto una città capace di affascinare e di sedurre giorno dopo giorno, vivendoci e vivendola. Come una donna che non ti colpisce immediatamente, con cui scatta il classico colpo di fulmine, ma di cui ci si può innamorare lentamente, silenziosamente."

Link alla pagina del libro: L'estate più piovosa di Milano

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