giovedì 25 febbraio 2016

[Recensione] La vita segreta e la strana morte della signorina Milne - Andrew Nicoll

"Prenda una decina di persone qualsiasi, uomini, donne, di qualsiasi età, personalità, condizione sociale, non importa, e chieda a qualcuno di passar loro davanti senza preavviso lentamente quanto preferisce. Chieda di annotare ciò che hanno visto: mi creda, ci ho provato. Da nessuno di quei dieci riuscirà a ottenere qualcosa di simile a una descrizione. Per la maggior parte saranno del tutto inesatte, e alcune del tutto ridicole. Quante volte l'ho visto accadere, quante volte! Un diluvio di scempiaggini contraddittorie, incompatibili e insensate."


Il libro
Titolo: La vita segreta e la strana morte della signorina Milne 
Autore: Andrew Nicoll
Traduzione: Marinella Magrì
Casa editrice: Sonzogno editori
Prezzo: cartaceo € 16.50 ebook 9.99€
Data di pubblicazione: 25 febbraio 2016

Trama
Nulla è come sembra a Broughty Ferry, tranquillo paesino sulla costa scozzese. Jean Milne, ad esempio, è una matura zitella che vive sola in una lussuosa villa di ventitré stanze (quasi tutte chiuse) ed è, per i suoi concittadini, un modello di rispettabilità. Eppure, quando viene trovata brutalmente assassinata nella sua abitazione con i piedi legati e il cranio fracassato, l’immagine pubblica, che così a lungo ha resistito, comincia a incrinarsi. Chi può avere ucciso in maniera tanto feroce una signora così riservata? E perché, di colpo, conoscenti e testimoni diventano elusivi e reticenti? E chi è l’uomo che, su carta violetta, le ha scritto, alla vigilia dell’assassinio, una lettera a dir poco personale? La notizia del crimine si diffonde rapidamente per tutta la Gran Bretagna, suscitando nei lettori delle gazzette una curiosità così morbosa che la polizia si sente subito sotto pressione: bisogna trovare un colpevole e bisogna trovarlo in fretta, anche a costo di qualche procedura non proprio scrupolosa. A indagare, con i più moderni ritrovati della scienza investigativa (siamo nel 1912), viene chiamato da Glasgow l’ispettore Trench, un esperto per i casi più difficili, affiancato dall’attento sergente Frazer, agente della polizia locale. Man mano che i due scavano nella vita della signorina Milne, i segreti della sua esistenza vengono a galla. E alla fine sarà uno shock per tutti. Basato su una storia vera, e ricostruito grazie a una meticolosa ricerca negli archivi della polizia e nei giornali dell’epoca, questo caso viene riaperto con sapiente talento narrativo e tocchi di britannico humour. 

La mia opinione
Oggi voglio iniziare, come prima cosa, elogiando Andrew Nicoll: è la prima volta che leggo un suo romanzo e devo dire che l'ho trovato davvero uno scrittore straordinario. È riuscito, infatti, a calarsi perfettamente nell'epoca in cui ha deciso di ambientare il suo romanzo, adeguando il linguaggio narrativo talmente bene che, se non avessi saputo che si trattava dell'opera di uno scrittore contemporaneo, avrei pensato di avere di fronte un giallo dei primi del '900.
Ho voluto fare questa premessa per farvi capire che si tratta di un thriller "vecchio stampo", che non è meno affascinante e coinvolgente, almeno per me, rispetto ai gialli attuali. 
L'ambientazione è semplicemente ideale: lo so, io ho un'ammirazione per la Scozia (avendo vissuto nove mesi a Glasgow, la considero un po' la mia seconda patria), ma cosa c'è di meglio di un paesino scozzese per raccontare dell'omicidio della misteriosa signorina Milne?
Nella narrazione delle indagini svolte per catturare l'assassino ho apprezzato due particolari, che accompagnano il lettore per tutto il romanzo e che sono più attuali di quanto non si pensi. Il primo aspetto è la ricerca sfrenata di un "capro espiatorio", sia per accontentare i cittadini che così si sentono più sicuri, sia per difendere la reputazione del corpo di polizia, che deve dimostrare a tutti costi di essere in grado di assicurare il colpevole alla giustizia il prima possibile, alla faccia del ben noto principio di presunzione di innocenza (spesso anche oggi dimenticato).
Il secondo particolare è la perfetta descrizione del piccolo paesino dove tutti sanno tutto di tutti. Non appena si sparge la voce del brutale omicidio, le persone più abbienti (perché la signorina Milne era una donna benestante) si fanno avanti per raccontare qualche dettaglio alla polizia, più per avere qualcosa su cui spettegolare durante il té con le amiche che per collaborare davvero.
Alla fine sarà il popolo, camerieri, lavoratori sfruttati, venditori ambulanti che "aiuteranno" maggiormente la polizia. L'unico problema (non trascurabile direi) è la capacità di persuasione che può avere un commissario capo che ha fretta di arrestare qualcuno.
Il tutto è condito da episodi davvero divertenti, che rendono la narrazione ancora più piacevole. A cominciare dal modo di svolgere le indagini, che ai nostri occhi fa sorridere (ma che mi chiedo, almeno da noi in Italia, quanto sia veramente superato): i poliziotti che spostano le cose senza preoccuparsi di preservare le prove o il commissario capo che, nelle prime pagine del romanzo, si informa se si siano “verificate delle spiacevolezze” sulla vittima. 
Si tratta, quindi, di un romanzo che non solo vi lascerà con il fiato sospeso fino alla fine per individuare il vero colpevole, ma che allo stesso tempo fa riflettere su molti aspetti che, nonostante sembrino appartenere al passato, forse sono più attuali di quanto pensiamo.

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