giovedì 21 aprile 2016

[Recensione] Ti amo ma niente di serio di Anna Chiatto

Ben ritrovate lettrici e lettori, oggi vi parlo di un romanzo che ho amato molto, Ti amo ma niente di serio", a cui è stato dedicato il blog tour "Le dritte per il matrimonio perfetto" In quell'occasione vi avevo già lasciato la trama del romanzo, per cui oggi parto direttamente dalla recensione! Potete rileggere la trama e I consigli per la sposa, cliccando qui! Buona lettura!


La mia opinione
Vi è mai capitato di aprire un libro e già dalla dedica pensare “ho trovato il mio libro”? A me è successo con il romanzo di esordio di Anna Chiatto, “Ti amo ma niente di serio”.
Cosa ci sarà scritto di così originale da sorridere già alla prima pagina? Questo posso svelarvelo… Anna non dedica il libro soltanto a suo fratello, il suo “sorriso di scorta”. Ma scrive “Al mio ex. Che mi lasciò per mettersi con una che scrive ognuno con la i”. In quel momento ho capito che mi sarei divertita tantissimo, perché una scrittrice che è ironica già dalla dedica non può non promettere bene (e poi, diciamocelo, chi non ha mai “criticato” la nuova fiamma del proprio ex, magari proprio per gli errori grammaticali? Io sicuramente).
Girando la pagina entrerete nel magico mondo dei “matrimoni”. A quel punto ho pensato “beh, forse questo libro non fa esattamente per me, io di matrimoni non ne so nulla… Al massimo vengo invitata con la promessa che «sicuramente conoscerò qualcuno interessante» e poi mi ritrovo con qualche settantenne che mi racconta dei suoi nipotini! Oppure con qualche coppia che progetta il loro di matrimonio, facendo paragoni con il loro menù ideale ! Perché, come dico sempre, la fortuna è cieca, ma la sfortuna ci vede benissimo (almeno quando si tratta di me!).
Ho letto da qualche parte che è un romanzo perfetto per le spose… Io non l’ho visto solo così. È un romanzo per tutte, sia che vi stiate per sposare, sia che siate single per scelta, sia che vi abbiano appena lasciate. Ad ogni frase del romanzo qualsiasi ragazza si ritroverà in qualche esperienza che sta vivendo o che ha vissuto.
Perché Emma, la wedding planner protagonista del romanzo, ti entra nel cuore. È la classica ragazza che ha un sogno, quello di fare carriera e che sembra mettere al primo posto il lavoro, lasciando, o almeno provando a lasciare, i sentimenti “a casa”. È una delle cose che ho sempre fatto anche io, quando andava male da una parte, mi rifugiavo nei miei sogni e mi dedicavo solo a quelli.
Penso che sia un po’ la caratteristica di tutte le ragazze della nostra generazione. Finalmente anche noi abbiamo la possibilità di affermarci (quasi) come gli uomini e cerchiamo ad ogni costo di ritagliarci il nostro spazio nel mondo. Perché siamo indipendenti, siamo brave e ce lo meritiamo.
Però siamo anche delle inguaribili romantiche, proprio come Emma. Apparentemente dal cuore di ghiaccio, la ragazza che non si fa mai commuovere dai matrimoni, che si chiede perché le spose (con contorno di madri, cugine, amiche) debbano sempre piangere e poi saltella quando il suo fidanzato le fa una sorpresa che neanche nel film Love Actually!
E poi c’è il suo lavoro, che penso tutti immaginiamo fantastico, organizzare, creare scenari sempre nuovi e da sogno… C’è solo un piccolo particolare che spesso trascuriamo nell’immaginario della “wedding planner”, ma per fortuna Emma ce lo ricorda con episodi davvero esilaranti: i desideri degli sposi… E soprattutto delle spose! In fondo lo sappiamo tutte che quando una donna dice che vuole una “cosa semplice” vuol dire che intende chiedere al Principe William se per caso può prestargli l’abbazia di Westminster e avere un matrimonio come quello di Kate! Possibilmente senza Pippa, che poi ruba la scena alla sposa!
Per fortuna, ad accompagnare Emma in ogni sua avventura (perché vedrete che ogni matrimonio si rivelerà un divertentissimo episodio) c’è Simone, il suo migliore amico, quello che sa tutto di lei, dall’albero genealogico alla marca del suo shampoo, che l’ha vista in tutte le condizioni possibili e immaginabili e l’ha salvata da lacrime e barattoli di Nutella mangiati a cucchiaiate!
E non dimentichiamo la grande famiglia napoletana che la aspetta a casa tutte le volte che Emma riesce a tornare: la mamma che prega San Gennaro, parenti semi sconosciuti con la classica domanda “e tu ti sei sposata?” e la speciale nonna, che ha sempre le parole giuste e sa quando è il momento di stare in silenzio. E il fratello, che vive dall’altro capo del mondo, ma c’è e ci sarà sempre e sa di cosa hai bisogno anche senza che tu glielo dica.
E poi c’è LUI: l’uomo affascinante che(udite udite!)  sa persino utilizzare correttamente congiuntivo e condizionale! Peccato per il nome, Paco, che infatti Emma sostituisce subito con “Lo Straniero”. Cosa succederà tra i due? Emma “svestirà” il ruolo di wedding planner per rivestire quello di sposa? Per una volta Cupido azzeccherà la sua mira? (questa è una domanda che mi pongo spesso, anche io come Emma mi rivolgo a Cupido e gli chiedo: ma sei miope?? No perché io ho risolto con le lenti a contatto, se vuoi ti do il numero del mio ottico e prendi bene la mira la prossima volta!!) Lo scoprirete leggendo il romanzo…
Io lo consiglio davvero a tutte (ma anche ai maschietti, non fatevi ingannare dalla copertina, divertirà anche voi!), perché Anna Chiatto ha uno stile ironico, fresco, giovanile, che vi farà fare tantissime risate per le sue battute continue, ma vi assicuro che saprà anche farvi commuovere, come in questo passo che ho già condiviso su Instagram e che voglio condividere anche sul blog, perché parla di Emma, ma anche di me e penso un po’ di tutte voi…
«Dopo una lunga lista di “quelli”, lui potrebbe stare con una di “quelle” come me.
Quelle come me.
Che si emozionano a ogni prima volta.
Che hanno un sogno nel cassetto. E un’altra decina nella scarpiera”.
Che cercano un sorriso di riserva.
Che basta un gesto per conquistarle e uno sguardo per innamorarsi.
Che hanno il coraggio di dire, e mai quello di stare zitte.
Che non vogliono la commedia romantica ma la favola quotidiana.
Che non devi dire “bella” ma “brava”.
Che hanno sempre qualcosa da raccontare, e che devi sempre stare a sentire.
Che lottano per una giusta causa o vanno via per una altrettanto giusta.
Che quando le trovi sei un po’ fortunato e un po’ fottuto.»

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